A cura di Luciano Verdone
Pubblicato il 15/12/2006
In una scuola materna di Bolzano sono stati vietati i canti di Natale come forma di rispetto verso i bambini appartenenti ad altre culture e religioni. Dal momento che ogni scelta corrisponde ad un modello di società, basta poco per comprendere che ci troviamo di fronte ad una visione nichilista-indifferente della realtà sociale. Secondo tale visione, uno Stato non dovrebbe proporre nessuna visione della realtà ma solo limitarsi a regolare la convivenza fra gl’individui...
Ma quali sono gli altri modelli possibili di società? C’è quello, opposto, dogmatico-integrista, per il quale lo Stato possiede un proprio sistema di valori e lo impone (vengono alla mente i regimi assoluti e totalitari). E c’è quello pluralista-storico per il quale lo Stato promuove tutti i valori ritenuti significativi all’interno di un dato contesto culturale, senza imporne nessuno, ma con particolare sensibilità verso la propria specifica tradizione. In altri termini, in una società a tradizione cattolica, simboli religiosi, come il crocifisso, o espressioni iconografiche, come il presepe, non vengono né censurati né imposti, ma proposti in quanto rimarcatori d’identità sociale. Non possono, comunque, in nessun modo, essere considerati offensivi per le altre culture alla stessa maniera che la soggettività psico-fisica di una persona non lede la soggettività delle altre.
Ecco allora i tre modelli. Quello dogmatico che assolutizza un solo sistema di valori, quello nichilista o indifferente che nega tutti i valori in nome della libertà di ciascuno, e quello pluralista-storico che, proprio in nome della libertà, li promuove tutti, con apertura dialogica e con sottolineatura storica per il sistema valoriale della società ospitante. Infatti, com’è possibile dialogare con gli altri senza un’identità propria?
A ben riflettere, solo quest’ultimo modello si presenta concreto e percorribile. Se dovessimo ritenere valido il modello nichilista-asettico, quello che proibisce i presepi, accetteremmo l’ipotesi che possano esistere società astratte, senza valori propri. Il che è impossibile. Si prenda, ad esempio, il sistema culturale italiano, così come è espresso nella nostra Costituzione repubblicana. Esso è frutto della negoziazione e della sintesi fra tre visioni del mondo tipiche del nostro paese: cattolica, socialista, laico-liberale. Basta leggerne qualche riga per comprendere che la nostra Costituzione non è nichilista o indifferente ma si basa su valori fondamentali quali la persona, la libertà, la comunità.
E allora? Se i valori fondamentali, almeno in Occidente, sono la persona (e quindi la vita, la parità tra i soggetti ecc.), la libertà (e quindi la possibilità di poter professare idee e culture diverse), la comunità (e quindi la solidarietà, il senso del gruppo e della tradizione), bisogna convenire che questi tre ordini di valori debbano necessariamente interagire, pena la crisi del sistema. Il valore-persona, infatti, se preso da solo, degenera in individualismo. Il valore-libertà, da solo, genera arbitrio, lesione dei diritti altrui, nichilismo (come quando si impedisce agli altri di esprimere le proprie tradizioni). Ed il valore-comunità, se assolutizzato, sopprime la libera espressione dei singoli e delle parti.
Occorre dunque che il triangolo dei valori fondamentali (persona-libertà-comuinità) non venga mai smembrato.
E tu, cosa ne pensi? Scrivimi.
Riscontro:
Commento di: Francesco
Oggetto: canti di natale
Testo: Ciao Luciano sono Francesco (guida Cultura araba) e ti posso dire che questo accanimento contro i nostri canti di natale, i presepi e gli alberi natalizi "perchè offende l'Islam" è una totale idiozia. I musulmani non si offendono anzi rispettano la nostra cultura; non capisco proprio perchè ci si comporta così. Un bambino musulmano non si traumatizza dinanzi ad un canto o ad un presepe, non gli dà importanza, non credendovi. Eppure ancora si continua a comportarsi in tal modo, e a far credere alla gente che i musulmani siano ostili a noi.
La Guida:
Grazie Francesco, per la risposta e l'autorità di competenza. Luciano.
Commento di Monica:
Penso che questo sia un modo di annullamento indotto dalla paura che l'Italia - rappresentato dal Governo o dalle sue ramificazioni delle province - ha nei confronti dei poteri forti tipo l'Islam - paesi arabi in cui la "guerra santa" ha promosso rappresaglie sanguinose e immotivate da un popolo cristiano come il nostro -.. ma è una paura che si vuol far venire a galla proprio per manipolare le coscienze, e la cultura..italiani. perchè, cosa sono i canti di natale cristiani se non un inno alla vita? e poi, s'è mai visto un Paese che nel mondo prenda a cuore così tanto le culture tale da non riconoscersi più? come se andassimo in Inghilterra e trovassimo che non si parla più l'inglese per non offendere gli immigrati spagnoli?!! di questo passo dove andremo a finire? è vero che ci sono tanti immigrati, ma non ci sono neanche più italiani a popolare l'Italia.. non si fanno figli perchè non ci sono soldi, certezze.. ma dateci almeno la possibilità di sognare !! il Natale..
Perchè non ribellarci a questo appiattimento verso il basso della società?
La Guida:
Grazie Monica, concordo sostanzialmente con la tua sorpresa e la tua intima ribellione.
Commento di Giusy :
Penso che davvero sia una ben povera società quella che rinnega le sue radici e le sue tradizioni, senza aver nulla di valido da sostituirvi!
la nostra identità, che siamo credenti o meno, affonda le sue radici nel cristianesimo.
Ma perchè si dovrebbe festeggiare il Natale, se non per fare memoria del fatto che Gesù è venuto fra noi? Un fatto che ha cambiato la storia e la vita di milioni di persone in tutto il mondo e in tutte le epoche, ed è arrivato fino a noi.
In nome di che cosa si dovrebbe rinnegare questo avvenimento? A chi può dare fastidio un Dio che si coinvolge totalmente con la storia umana? Buon Natale, quello vero. grazie dell'intervento..
se non ci fosse lei molte a molte cose non ci si farebbe caso..
Un saluto affettuoso.
La Guida:
Grazie Giusy.