L'anima e la vecchiaia.

L’anima, ha scritto un famoso psicanalista, James Hilmann, ha bisogno d’invecchiare. Per conoscersi meglio, per accettarsi pienamente. Solo in età matura cominciamo a capirci qualcosa in quel grande guazzabuglio che chiamiamo ”la realtà”.

&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp; Tra le definizioni che si possono dare della vita, ce n’è una che mi attrae particolarmente. Quella dell’esistenza come percorso di consapevolezza, di ricerca di sé. Noi viviamo per darci alla luce, per camminare verso noi stessi, con la possibilità – ed il rischio – d’incontrarci, prima o poi.

&#nbsp;Trovarci di fronte al nostro volto, nudamente e crudamente, può essere sconcertante. Potremmo anche ammettere con Nietzsche che “La verità è terribile”. Ma una cosa è certa. A forza di vivere, diventiamo sempre più consapevoli del mondo e di noi.

&#nbsp; Solo in età matura, forse, iniziamo a comprendere, più o meno, chi siamo, uscendo dalla percezione indefinita - ma anche euforica e delirante - propria della giovinezza. “Sono sempre più me stesso, - scrive Roberto Gervaso - ma non sono ancora me stesso”.

&#nbsp;La vecchiaia non va vista come l’amaro destino dell’uomo, unico essere consapevole, in modo concettuale, della propria decadenza e del proprio annullamento. Essa rappresenta, piuttosto, un’opportunità, forse un privilegio. In ogni caso, un rischio. Come, del resto, lo è tutta la vita. Alla maniera del vino, col tempo, possiamo migliorare o… inacidirci.

&#nbsp;

&#nbsp;

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il lunedì 05 marzo 2007 in: FRAMMENTI DI SAGGEZZA

Ultimi interventi

Vedi tutti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento