economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Le categorie della guida

FRAMMENTI DI SAGGEZZA

La tentazione del suicidio.

A cura di Luciano Verdone

Pubblicato il 24/03/2007

La vita è un dono. Il più grande. O meglio, quello che rende possibile l’esistenza di tutti gli altri. L’alternativa è, infatti, il nulla. Ma, perché essa continui ad essere interessante, chi vive deve poter conferire alla sua esperienza un senso globale, modellato su misura per ognuno di noi. Se le sofferenze e le angosce superano un certo limite, allora, c’è chi è invogliato a recedere dal dono, a rifiutarlo. Ecco far capolino la tentazione del suicidio, dell’eutanasia, dei mille travestimenti di fuga dalla vita che vanno dalla corsa pazza del sabato notte all’anoressia. Per quanto può sembrare assurda, l’aspirazione al suicidio risponde ad una logica inesorabile...

... Tutto ha senso, infatti, nel comportamento umano. Anche la rinuncia alla vita è finalizzata alla felicità. Ha scritto Pascal che “L’uomo vuol essere felice, e vuole soltanto essere felice... La volontà non fa mai il minimo passo se non verso quest’oggetto. E’ il movente di tutte le azioni di tutti gli uomini, anche di quelli che s’impiccano”. Chi decide di suicidarsi sta scegliendo secondo la logica del male minore, quello della cessazione di una difficoltà insopportabile. E’ inutile ricordargli, in quel momento, che la vita è il dono dei doni. Egli risponderà che non lo desidera. Che si è trovato addosso “questa cosa” senza averla chiesta. Tu obietterai, a questo punto, che i doni non si chiedono. Sono gratuiti ed a sorpresa. Egli ribatterà: a queste condizioni, non lo voglio. Per il credente, egli noterà, anche la sofferenza estrema può avere un senso, quale purificazione in vista di un altro mondo. Ma chi non crede perché deve sottoporsi ad una prova così penosa? C’è un solo argomento che regge, in questi casi: che uscire dalla scena del mondo può essere un rischio ancora maggiore del male da cui si vuole fuggire, considerato che s’ignora cosa c’è dietro le quinte. Per quanto ardua, infatti, questa vita è almeno nota. Ma l’ignoto, soprattutto per chi non crede, richiede un minimo di prudenza.    

 

Commento di: Patty: 
Oggetto: suicidio mia madre 
Credo che quanto detto sia assolutamente vero, mia mamma si è suicidata perchè la morte gli sembrava più bella del dolore che aveva in testa da 6 mesi. Il problema è che il suicida (quello che non fa il gesto premeditato) non pensa in quel preciso momento a chi rimane. Bisognere scrivere qualcosa su cosa lascia un suicidia, cicatrici che non si rimarginano, che non si chiudono. Sopratutto per certi che non sanno perchè il proprio caro si è suicidato, almeno io so che mia mamma soffriva enormemente.

Risposta della Guida:
Concordo e m'identifico con la tua pungente nostalgia. E' vero, siamo in cordata e chi taglia la fune condiziona anche gli altri. Sono convinto, tuttavia, che l'esperienza che stai vivendo ti porterà ad una grande maturazione interiore, a comprendere di più chi soffre, a vivere con più consapevolezza. Luciano.    

  

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS