A cura di Luciano Verdone
Pubblicato il 11/06/2007
Salve, mi chiamo ...... e come molti suoi scrittori, le volevo chiedere un aiuto riguardo al percorso della mia tesina.Ho già letto alcune sue proposte molto interessanti.Il tema che vorrei sviluppare è quello della STUPIDITA' e le materie a cui dovrei collegarlo sono: italiano, storia, filosofia, pedagogia, inglese e se proprio non è un impresa, vorrei cercare di aggiungere musica e matematica. Spero di ricevere al più presto una sua risposta.Sono veramente in alto mare e credo realmente che lei possa aiutarmi. La ringrazio.
Da "Il Pendolo di Foucault"
(Leggete il libro, è straordinario)
Ho dovuto fare un duro lavoro di taglio e cucito, il passo integrale è uno spasso, ma intanto beccatevi questa versione ridotta:
"[...] Dunque. Al mondo ci sono i cretini, gli imbecilli, gli stupidi e i matti."
"Avanza qualcosa?"
"Sì, noi due, per esempio. O almeno, non per offedere, io. Ma insomma, chiunque, a ben vedere, partecipa di una di queste categorie. Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto. Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali."
"Idealtypen."
"Bravo. Sa anche il tedesco?"
"[...] Ma torni alla sua tipologia, Cos'è il genio, Einstein, per dire?"
"Il genio è quello che fa giocare una componente in modo vertiginoso, nutrendola con le altre." Bevve. [...]
"Ma i matti?"
"Spero non abbia preso la mia teoria per oro colato. Non sto mettendo a posto l'universo. Sto dicendo cosa è un matto per una casa editrice. La teoria è ad hoc, va bene?"
[...]
"E lo stupido?"
" Ah. Lo stupido non sbaglia nel comportamento. Sbaglia nel ragionamento. E' quello che dice che tutti i cani sono animali domestici e tutti i cani abbaiano, ma anche i gatti sono animali domestici e quindi abbaiano. Oppure che tutti gli ateniesi sono mortali, tutti gli abitanti del Pireo sono mortali, quindi tutti gli abitanti del Pireo sono ateniesi."
"Che è vero."
"Sì, ma per caso. Lo stupido può anche dire una cosa giusta, ma per ragioni sbagliate."
"Si possono dire cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste."
"Perdio. Altrimenti perché faticare tanto per essere animali razionali?"
"[...] Lo stupido è insidiosissimo. L'imbecille lo riconosci subito (per non parlare del cretino), ma lo stupido ragiona quasi come te, salvo uno scarto infinitesimale. E' un maestro di paralogismi. Non c'è salvezza per il redattore editoriale, dovrebbe spendere un'eternità. Si pubblicano molti libri di stupidi perché di primo acchitto ci convincono. Il redattore editoriale non è tenuto a riconoscere lo stupido. Non lo fa l'accademia delle scienze, perché dovrebbe farlo editoria? [...] Eh sì. la stupidità ci circonda. E forse in un sistema logico diverso dal nostro, la nostra stupidità è la lor saggezza. Tutta la storia della logica consiste nel definire una nozione accettabile di stupidità. Troppo immenso. Ogni grande pensatore è lo stupido di un altro."
"Il pensiero come forma coerente di stupidità."
"No. La stupidità di un pensiero è l'incoerenza di un altro pensiero."
"Profondo. Sono le due, tra poco Pilade chiude e non siamo arrivati ai matti."
"Ci arrivo. Il matto li riconosci subito. E' uno stupido che non conosce i trucchi. Lo stupido la sua tesi cerca di dimostrarla, ha la sua logica sbilenca ma ce l'ha. Il matto invece non si preoccupa di avere logica, procede per cortocircuiti. Tutto per lui dimostra tutto. Il matto ha una idea fissa, e tutto quel che trova gli va bene per confermarla. Il matto lo riconosci dalla libertà che si prende nei confronti del dovere di prova, dalla disponibilità a trovare illuminazioni. E le parrà strano, ma il matto prima o poi tira fuori i Templari."
"Sempre?"
"Ci sono i matti senza Templari, ma quelli con i Templari sono i più insidiosi. All'inizio non li riconosci, sembra che parlino in modo normale, poi, di colpo..." Accennò a chiedere un altro whisky, ci ripensò e domandò il conto. [...]
"[...] Per essere la prima sera che smetto di bere, mi sento alterato. Dev'essere la crisi di astinenza. Tutto quello che le ho detto, sino a quest'istante compreso, è falso. Buonanotte, Casaubon."