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FRAMMENTI DI SAGGEZZA

La terapia del tempo quotidiano.

A cura di Luciano Verdone

Pubblicato il 29/06/2007

La vita è un libro suddiviso in pagine. Ogni pagina, pur essendo legata a quelle precedenti e seguenti, ha vita autonoma. E’ come un assoluto. C’è una cosa che rende sopportabile l’esistenza. Il fatto che essa ricominci ogni mattina e che il singolo giorno si ponga come possibilità autonoma, unica. Ogni giorno è un tempo di vita, un’esistenza in piccolo. Il termine tempo, forse dal greco “temptein”, spezzare, allude proprio alla scansione dell’esistenza in spazi giornalieri. “Ogni giornata è una piccola esistenza, - nota Schopenhauer - ogni risveglio è una piccola nascita, ogni nuovo mattino, una piccola giovinezza”...

"Ogni notte, quando vado a letto, muoio. – gli fa eco Gandhi - E l'indomani mattina, quando mi risveglio, nasco di nuovo". La divisione del tempo in segmenti costituisce un farmaco prezioso per il nostro benessere. Il primo beneficio consiste nel credere alla scansione giornaliera. Calarci nello spazio diario come in un abisso esclusivo. Se vivo bene l’oggi, anzi il momento, realizzo il mio tempo. Anche gli antichi ammonivano: “Age quod agis” – Fa’ bene ciò che stai facendo. Ed ancora, il famoso: “Carpe diem” – Cogli l’attimo. “Se saprai dare valore ad ogni istante che passa, tuo sarà il mondo”, scrive Kipling. Perché, “Dal momento che si vive un’esperienza, bisogna abbandonarsi ad essa” (Friedrich Nietzsche). Ma c’è un altro aspetto clinico nella scansione del tempo. Lasciarsi curare dalla pausa terapeutica notturna. Essa, come un fotogramma vergine fra due immagini di pellicola, ha il potere di azzerare ogni ansia. Evitiamo, allora, appena svegli, di richiamare alla memoria i problemi del giorno precedente. Perché, come ricorda Virgilio, “Omnia fert aetas”: Il tempo porta via tutto. Ma lo dice anche Gesù: “Ad ogni giorno basta la sua pena” (Sufficit diei malitia sua). Dovremmo ricordarcelo, soprattutto quando, la notte, anche le formiche ci sembrano mostri.   

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