A cura di Luciano Verdone
Pubblicato il 10/01/2008
... Lei mi ha detto che una persona riesce ad essere una gran persona grazie anche alla sua sofferenza nella crescita, io credo i passarne di sofferenza. A me non manca niente di niente: amici, amore, famiglia, lavoro e persone che mi stimano e contano su di me... sò di essere una persona molto sensibile(una persona mi ha anche detto che la mia sensibilità è la mia dote migliore ed è ciò che mi rende solare). DOMANDA: perchè se ho tutto ciò io mi faccio prendere dall'ansia della vita? Ovvero perchè se sto bene di salute, ho tutto, ho Paura della follia, ho paura del male, di fare del male e di farmi del male? Un giorno ho letto sul giornale di persone che uccidono e si uccidono perchè hanno paura... io mi sono spaventata, ho dormito male perchè ho detto E SE SUCCEDE A ME? E se mi faccio del male per uccidermi? e Poi a volte continuo a chiedermi chi ha creato l'uomo e perchè siamo fatti così... che ce lo spiegano da quando siamo piccoli ma io me lo chiedo... Io non voglio pensare a queste cose a 21 anni... mi sà dare dei consigli o comunque dare una possibile spiegazione? Grazie infinite!!!!
L'uomo non può essere liberato dall'esterno ma solo dalla crescita interiore.
Ce ne accorgiamo ogni giorno: quando ci sentiamo significativi, in pace con noi stessi, allora tutto ciò che facciamo ha senso, le relazioni risultano gestibili, gratificanti, irradiamo attorno energia ed ottimismo, lo stesso corpo ci sembra più leggero, il volto diventa luminoso, la voce acquista toni trasparenti e sonori...
Quando invece ci sentiamo vuoti, allora assorbiamo energia anziché irradiarla, proiettiamo il nostro disagio sugli altri e sulle situazioni, ci sembra tutto negativo, diventiamo impacciati, "assorbenti", nel senso che elemosiniamo continui segnali di approvazione da chi ci sta intorno.
Se tanti si sentono "vuoti" ecco allora una società depressa, aggressiva, nevrotica...
Infatti, una persona che avverte, in modo prolungato, l'insignificanza della sua esperienza, reagisce, generalmente, in tre modi:
- con l'autopunizione (depressione, suicidio...);
-con l'eteropunizione (comportamenti violenti);
- oppure con l'autocompensazione delle droghe, degli alimenti, dell'alcol, di abitudini autolesive.
Cos'altro è la droga se non la ricerca esasperata di soddisfazione compensatoria per superare l'insopportabile senso di vuoto?
Ed i comportamenti violenti negli stadi non sono, forse, la diretta conseguenza della mancata percezione significativa di sè?
Ed allora, come si può intervenire? Credo, principalmente in due modi:
1. Monitorando l'esperienza. Fermiamoci di tanto in tanto a rivedere la mappa dei valori che danno senso alla nostra vita. Amplifichiamone lo spettro, proponendoci impegni ed iniziative che danno una svolta all'esistenza. Focalizziamo il valore fondamentale e chiediamoci se è abbastanza forte da sorreggere tutto l'edificio della nostra personalità.
2. Sottoponendoci a momenti di armonizzazione. Soli con noi stessi, nel silenzio della stanza o passeggiando, facciamo esperienza di autotrascendenza. Poniamoci di fronte all'Assoluto e lasciamoci penetrare da esso. Io consiglierei di prendere in mano il Vangelo, o altro libro di saggezza, di leggerne un brano e di dialogarne con Lui. Con chi? C'è un personaggio che va bene per tutti, credenti e no. Gesù. Sia che lo consideriamo un uomo perfetto, alla maniera degli atei; sia che lo vediamo come un grande profeta, alla maniera degli Islamici; sia che riconosciamo in lui l'uomo-Dio, alla maniera dei Cristiani. Gesù può svolgere il ruolo del Tu interlocutorio di cui abbiamo bisogno per distanziarci da noi stessi e ricevere il feed-back dei nostri sentimenti. Leggi lentamente. Fermati quando qualcosa colpisce la tua sensibilità, parlane con lui. Se il brano produce in te risonanze, insisti a lungo nella riflessione e nel dialogo. Verrà spontaneo trarre dalla lettura principi utili per la vita.
E leggi qualche libro di valore: amplifica la mente, accende la fantasia, fa sorgere motivazioni... Puoi aiutarti cercando nel sito la categoria "Libri consigliati".
Affettuosamente. Luciano.