A cura di Luciano Verdone
Pubblicato il 04/05/2008
TI RACCONTO UN SOGNO. Ciao, Luciano. Mi dici questo sogno che significato può avere? E' ambientato in tre luoghi diversi. Nel primo sono su una spiaggia assolata piena di luce, colori e bagnanti festosi (ricordo nitidamente uno di quegli enormi palloni gonfiabili, colorati a spicchi che veniva lanciato per aria). Sono con mio padre (in realtà lui è mancato 8 anni or sono) e passeggiamo. Mi indica una barriera di scogli in lontananza. Divide la spiaggia in due e non permette di vedere oltre. Si prolunga anche nel mare... una sorta di molo forse. Dice che vuole andare oltre, che vuole andare nel "braccianese" (cosa che a quel punto mi fa pensare che forse non sono al mare ma presso un lago... ma poi mi distraggo). Valichiamo questa barriera scavalcando gli scogli con qualche difficoltà e ci troviamo oltre. I colori cambiano... è come se fossimo in prossimità della sera. Ci sono dei ragazzi e dei bimbi che pescano lanciando gli ami dalla spiaggia. Sono tutti seduti sul bagnasciuga. C'è meno allegria mi giro indietro e penso al sole che mi sono lasciata dietro. Le persone sono poche e sono decisamente statiche rispetto alla allegra confusione di prima. Procediamo sul bagnasciuga scavalcando le loro gambe allungate verso il mare e con qualche difficoltà visto che dobbiamo aspettare di volta in volta che questi lancino le loro lenze nell'acqua. Mio padre diventa lentamente il mio ex fidanzato e prosenguendo il cammino mi ritrovo di notte in una piazza quadrata circondata da un porticato in stile fascista (di quelli con le colonne squadrate). Probabilmente durante il giorno lì fanno dei lavori perché è pieno di gru e di ruspe... tutte altissime. Il mio ex fidanzato (siamo vestiti a questo punto con abiti autunnali, non più in costume) mi prende per mano e mi conduce lungo questi porticati che costeggiano la piazza quadrata circondata da colonne quadrate (molto imponenti). Un sacco di bambini saltano su e giù dalle macchine e le mettono in moto... hanno quasi un'aria diabolica. Uno in particolare comincia a saltare su un gancio pesante al quale andrebbero attaccati i carichi. Noi simao proprio sotto e penso che è pericoloso stare lì perché potrebbe staccarsi e finirci addosso. Quindi ci allontaniamo. Il sogno a questo punto cambia. Mi ritrovo a raccontarlo ad un'anziana signora, che nella realtà non esiste, che poco alla volta realizzo essere una psichiatra in pensione e che mi spiega che il mio sogno indica tanta stanchezza. Mi dice che sono satura di tutta una serie di esperienze negative e che anche se non me ne rendo conto ho la depressione. Mi spiega che è una cosa iniziale e che mi basterebbe prendere qualcosa prima che la situazione diventi più seria... Le chiedo allora cosa dovrei prendere e lei mi dice un nome di un farmaco. Sono una donna e ho 36 anni. Vorrei davvero capire cosa mi sta dicendo il mio inconscio, non te lo so spiegare ma credo sia importante. Ti ringrazio.
Il sogno ha elaborato quello che è accaduto nella tua vita negli ultimi anni. Sei passata da una situazione di entusiasmo e spensieratezza (spiaggia solare con bagnanti festosi) ad un clima di problemi esistenziali che ti hanno segnata e logorata. La morte di tuo padre è stata un'esperienza radicale, un'incursione nell'"oltre", nell'aldilà (oltre la barriera-molo che vedevi nel sogno). I bambini della prima scena, con i loro ami gettati in acqua, simboleggiano i primi perchè dei piccoli su questi problemi fondamentali (cosa c'è dopo, che senso ha la vita). E tu sei convinta che chi non riesce a darsi tali risposte si getta nella vita sociale, nell'attività frenetica (piazza in stile fascista), assumendo maschere di freddezza, forza, noncuranza (bambini con atteggiamenti violenti). Lo stesso amore diventa fragile, superficiale, quando non si è ancorati a scenari assoluti (i bambini che accendono le macchine in modo diabolico). Il tuo subconscio sa che la non soluzione delle grandi domande ti può schiacciare (il gancio sopra la testa). Che ne dici? Luiciano.