Il primo a comprendere che la nostra psiche è somatizzata è stato Platone.
Proprio lui, il filosofo greco, quattrocento anni avanti Cristo, ha parlato di anima razionale, anima emotiva, anima pulsionale.
Del resto, chi può negarlo? Quando abbiamo problemi da risolvere, avvertiamo una concentrazione energetica nella testa.
Se, invece, nutriamo emozioni, ansie, sentimenti, è il petto ad essere costipato.
E quando si scatena in noi il risentimento, l’avversione bieca e violenta, l’istinto incontrollato, allora, è come se l’anima si concentrasse nell’addome.
E in te, quale parte del corpo prevale? Proviamo a verificarlo con un test…
- Immagina di percorrere il sentiero di un bosco osservando tutto ciò che incontri.
- Attenzione. Ti si presenteranno otto situazioni diverse, rispondenti ad altrettanti atteggiamenti verso la vita. Considera ogni possibilità ma sappi che ne potrai scegliere solo una. Alla fine del percorso, ti sarà chiesto quale valore preferisci...
Nelle visualizzazioni noi diveniamo creatori del mondo. Le cose che vediamo mentalmente, infatti, non sono casuali ma trasposizioni simboliche dei nostri strati profondi, delle paure e delle aspirazioni di ciascuno. Dall'oggetto visualizzato possiamo, dunque, risalire agli stati psichici.
La destra e la sinistra, il fronte ed il retro, l'alto ed il basso, possiedono un loro arcano simbolismo, studiato e codificato dallo psicanalista svizzero Jung e dai grafologi Splitz e Pulver. Puoi sperimentarlo anche tu, sottoponendoti al seguente test.
Lo sapevi che gli oggetti inanimati hanno un carattere antropomorfo. Sono percepiti cioè dalla mente come trasposizione simbolica del nostro corpo. Così, ad esempio, un vaso corrisponderà quasi sempre, per le sue forme modellate, al corpo di una donna....
Un uomo scende assonnato dal treno sul marciapiede di una stazione sconosciuta. E' un mattino freddo, nebbioso. Avverte un senso di spaesamento. Non sa dove si trova. Non ricorda più dove era diretto. E soprattutto, è investito da un'ondata di dubbi sulla sua identità. Fruga nelle tasche in cerca d'indizi. Trova foto di persone care, un'immagine sacra, delle banconote. Affetti, risposte assolute, affari... Sono le cose che danno senso alla vita. Ma noi chi siamo? Che senso ha tutto questo? E cosa c'è oltre lo scenario cosmico che ci circonda? ...
Immaginiamo di aprire un album e di scorgere, in prima pagina, una foto. La nostra. Sorpresi dall’occhio della mente, eccoci fissati in un’immagine-sintesi, in un gesto particolare, personale, caratteristico. Eccoci scolpiti in un’età perfetta, senza tempo. Oppure collocati in una fase particolare della nostra evoluzione. Avremo nel volto l’infinita fiducia del bambino, il sottile delirio dell’adolescente, o la sicurezza disincantata dell’adulto. Oppure la tranquilla curiosità dell’anziano, cosciente del senso globale della sua esperienza, sazio di giorni ed ancora innamorato della vita.
Nell’immagine tipica non c’è posto per il negativo. Essa manifesta ciò che vorremmo essere, la nostra identità ideale. Per la realtà di tutti i giorni, conflittuale e deludente, c’è un’altra immagine. La foto problematica. Ma questa non ci aiuta a raggiungere noi stessi e conviene tenerla nascosta, nella speranza che si dissolva, che diventi sempre più simile alla prima.
- In grafologia ogni lato del foglio (alto, basso, destra, sinistra) riveste un simbolismo inconscio.
- Il foglio rappresenta la realtà. Inclinare la scrittura da un lato, disegnare in una zona del foglio anzichè in un'altra è tutt'altro che casuale.
- Proviamo con un test? Applicheremo le regole della cosiddetta Croce di Pulver e Splitz.
-Questo test ti dirà ogni volta qual è il tuo stato psichico.
Potrai farlo ogni giorno.
Le figure geometriche sono una proiezione inconscia del nostro Ego. "L'universo - afferma Galileo- è un libro scritto con numeri e forme geometriche". Quale figura geometrica hai scelto?
Il test del puntino o test di Trillat è detto anche test del sentimento di sè. Chi lo penserebbe che un puntino, sopra un foglio, rappresenta il nostro sé o meglio ciò che pensiamo di noi stessi?
- L’autostima è il livello di valutazione di se stessi derivante dalla percezione della propria persona.
- Può risolversi in un atteggiamento di sopravvalutazione, quando si individuano solo i pregi, di sottovalutazione, nel caso in cui si focalizzano solo i difetti, oppure di valutazione critica, se si è in grado di considerare serenamente risorse e limiti.
- Proviamo, a titolo solo indicativo e senza pretese di rigore scientifico a dare una valutazione alle varie componenti del nostro Ego (i Sé) utilizzando la seguente distinzione.
Ogni epoca ha le sue nevrosi. L'uomo d'oggi, secondo Frankl, è soggetto, in modo particolare, alla nevrosi noogena, conseguenza di un deficit di percezione significativa della propria esperienza. La percezione significativa di sè corrisponde al senso della propria valorialità. La valorialità è frutto dei valori-compiti che stanno alla base della nostra esperienza. Verifica anche tu il tuo codice valoriale, costruendo il triangolo dei valori.
E' il test delle figure superegoiche. Si tratta di quelle persone per noi significative o autoritative, interiorizzate come modelli, che ispirano, magari a nostra insaputa, comportamenti e stili di vita...