Lo scenario sociale

36 Argomenti
Nostalgia del gruppo liceale
Salve Luciano, stanotte ho fatto un sogno che mi ha incuriosito e volevo porlo alla sua attenzione. La prima parte purtroppo l'ho scordata, ricordo solo da un certo punto in poi del sogno. Io ero assieme ad un gruppo di persone in una casa di legno in stile orientale, le cui stanze erano divise da paraventi. La casa era vuota. Il gruppo era formato da uomini e donne, non so come eravamo giunti là, ma credo stessimo facendo qualcosa come un addestramento militare. Ricordo che ognuno di noi aveva occupato una stanza, e comunque non eravamo isolati del tutto, dato che riuscivamo a vedere le nostre ombre dietro i paraventi, quando questi non erano addirittura aperti e ci consentivano di vederci del tutto. Facevamo degli esercizi di addestramento e non solo, ci divertivamo anche facendo una specie di danza e altro. Il clima era allegro, di aggregazione, fino a che una donna più anziana non chiamò a raccoglimento il gruppo di sei persone, tre donne e tre uomini, me compreso. Con aria severa, quasi adirata da quel clima di gioco ci disse che quel posto lo aveva affittato lei con pochi soldi per farci addestrare, che esistevano altri posti simili e che ci avrebbe separati sistemandoci a coppie in ognuno di questi luoghi. Noi non eravamo contenti dell'idea, lo riuscivo a leggere negli occhi dei miei compagni, specialmente in quelli di una ragazza mora con i capelli corti, apparentemente timida (e se non erro vestita di bianco). La donna ci spiegò che quella ragazza era sua figlia e che lei disegnava. In quel momento in me (personaggio del sogno) appare la visione di lei che ha bisogno di molto spazio per potersi sdraiare a terra con il suo voluminoso album da disegno per poter disegnare. Dopo questo flash, la scena ritorna sul gruppo ed io guardo la ragazza che sembra voler dissentire della decisione della donna, ma non lo fa. A quel punto il sogno è stato interrotto dalla sveglia. La ringrazio in anticipo della sua risposta.
Mi mordeva i piedi...
Ho sognato che camminavo su un sentiero sterrato e deserto e che il mio collega di lavoro mi mordeva i piedi e mi faceva del male. Gli dicevo di smettere ma lui continuava a mordere....cosa significa?
Diplomatici o autentici?
Ciao Luciano, sono ..., da qualche mese non ti ho più seguito, perchè mi sono un po' perso, ma è una lunga storia, adesso ti descrivo le Piazze immaginate: Nella mia mente ci sono due piazze: la prima è circolare, con i “sanpietrini” ed è tutta circondata da case di colore giallo con vasi di fiori rossi, lilla e rosa alle finestre, ci sono solo due entrate a forma di arco, ci sono alcuni negozi e due bar con i tavoli all’aperto, non c’è nessuno, solo qualche gatto che gironzola sulle terrazze, è un pomeriggio estivo con il sole alto nel cielo. La seconda piazza é quadrata, pavimentata, ma è delimitata solo da un lato da una chiesa antica intorno ci sono solo campi alberi e case a perdita d’occhio, e da un lato c’è la spiaggia e il mare, tutto sembra selvaggio, abbandonato sembra che la natura la faccia da padrone, tutto è deserto è sera all’ora del tramonto o poco dopo.
Il mare simboleggia...
ciao Luciano, è un bel po' che non scrivo, oggi lo faccio perché un sogno bizzarro fatto questa notte mi ha lasciata con una grande curiosità di capire. ero alla mia villa al mare e mi stavo recando al lido a piedi (dista ben 2 km!). la cosa strana è che la mia meta era un altro lido balneare e che per recarmici stavo facendo un lungo giro. per strada sentivo la voce di mia madre che mi sconsogliava di andare a piedi in quanto sarebbe potuto accadermi qualcosa ed io nel contempo pensavo, ma un po' impaurita, che nulla mi sarebbe accaduto, anche quando ho realizzato di essere senza il cellulare (utile a chiamare aiuto!). ho raggiunto comunque il mio lido (non la destinazione finale!) abbastanza in fretta. per strada (mancava poco alla spiaggia) ho incontrato mia cugina che mi diceva di essere matta ad andare a piedi al mare ed io le ho detto che proprio lei non poteva parlare dato che si era vestita e pettinata come la migliore amica di un'altra mia cugina, amica che io detesto! arrivata al mare, mi sono posta sulla terrazza ad ammirare il mare verso destra, che nel frattempo era diventato tutto nero, ma non mi faceva paura. i colori del cielo all'orizzonte andavano dal nero, confondendosi con il mare, le nubi mano mano che si saliva in cielo, diventavano poi dal viola, all'arancio fino al giallo nel punto più in alto dove doveva essere nascosto il sole. ad un certo punto si sono sentiti come dei tuoni e nel punto dove guardavo io si è stagliato un vulcano nero nero che io ho pensato (sempre nel sogno) essere l'etna (ma dal mio punto di ossevazione da quel lato nella realtà c'è la calabria!!!!!!!). il vulcano ha cominciato ad eruttare, ma le eruttazioni erano come fuochi pirotecnici e sono state accolte da tutti i presenti, me compresa, come un bello spettacolo. come il vulcano ha smesso di eruttare il mio sogno credo si sia interrotto, ne ho ricordi confusi. spero potrai aiutarmi a capirci qualcosa. per ora ti saluto e ringrazio come sempre in anticipo per la risposta che mi darai. carissimi saluti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Angoscia di perdersi
Ciao Luciano, mi accade di sognare di perdermi. I sogni iniziano in modo sempre differente, poi la scena improvvisamente cambia: mi ritrovo in una città diversa dalla mia...mi sento confusa, mentre sono in strada (a piedi o in macchina) cerco indicazioni per tornare nella mia città oppure chiedo ad un passante di indicarmi la via. Oggi è persino accaduto che mentre sognavo di perdermi ho esclamato, guardandomi attorno con una sensazione di frustrazione <>. Nella realtà quotidiana sono disoccupata da tre anni e la cosa mi preoccupa. Comunque, tra poco, inizierò un tirocinio. Non so se è attinente. Grazie per gli argomenti trattati. Sono molto interessanti!
Poi arriva un carretto che vende dolci...
La piazza è circolare piccola ma carina e accogliente. Curata nei particolari con ciotoli. Tutt'intorno sempre circolamente tante panchine verdi e dietro le panchine vasi di piante ben disposte. A sinistra, ci sono le vetrine dei negozi, a destra ristoranti. Nel centro tanti bambini che giocando. Poi arriva un carretto che vende dolci. Il rumore è quello della gente che mormora e dei bambini che urlano fino a darmi fastidio. Donna 32 anni.
Bilancio relazionale
Salve luciano,la piazza che visualizzo è dall'alto:tutto intorno ci sono palazzi antichi e belli,con pochi piani,di colori caldi.è l'ora di pranzo,si sentono voci mescolate,la campana della chiesa....nel centro della piazza c'è una fontana grande,vedo la gente camminare e chiacchierare....il cielo è azzurro con qualche nuvola,ma fa un piacevole caldo.sono una donna di 28 anni.grazie!
Cane di mezza taglia di color beige...
Sono in una piazza in una bellissima giornata di sole.E' la giornata in cui si svolge il mercato, appena imbocco la strada che porta alla piazza di fronte a me c'è un alto campanile a cupola, ricoperto di pezzetti di vetro verde che scintillano. Arrivo al centro della piazza che è molto affollata da persone e qualche animale....alla mia destra vedo passare una mamma con un bimbo che mangia un cono gelato e dietro di loro passa un cane di media taglia di colore beige.Alla mia sinistra c'è una bancarella di dolciumi con esposti mille caramella di tantissimi colori, tutti i tendoni delle bancarelle sono festosamnte colorati soprattutto di giallo e viola (in abbinamento).Mi piace passeggiare tra le bancarelle e mi piace il festoso vocio che c'è in giro, ma non mi femo più di un minuto presso nessuna di queste. 28 anni ....
Poi si spengono le luci
Ero in ufficio al lavoro, ma l’ufficio era in un vecchio ospedale-caserma molto fatiscente, e sia io che i miei colleghi e titolari, eravamo in una stanza di ospedale su letti molto simili a quelli degli ospedali e delle caserme, molto malridotti, io era tra un titolare, che era vestito normalmente, e il mio “capoufficio” che dormiva, poi le mansioni erano le stesse del mio lavoro attuale, infatti a un certo punto suona il telefono e io rispondo, il titolare, sembra che da una parte controlli che faccia qualcosa e dall’altra sembra dica “cosa ci farà ... in un posto così?”, poi si spengono le luci e a questo punto io vedo la scena da fuori e mi vedo addormentato, a dorso nudo, e sembra che cada o mi pieghi sul bordo del letto mentre la mia collega e figlia del titolare cerchi di sorreggermi ma appena mi rimette a posto io mi ripiego sul bordo del letto ripetutamente.
La bambola sporca di sangue
Incubi... E l'ultimo e forse il più orribile aveva luogo alle spalle d'un teatro. C'erano delle piante aggressive che s'appiccicavano ai vestiti e pungevano. Io in realtà non credevo potessero essere pericolose all'inizio e alle radici trovavo una piccola fatina alata. La guardavo incuriosita e la raccoglievo sul dito. Poi passavo oltre per raggiungere il teatro e queste orrende piante s'attaccavano ai vestiti, ai capelli, pungevano. La scena successiva ero dentro il teatro. Sul palco due uomini suonavano. Mio padre mi spronava a recarmi lì per cantare, ma mia madre lo rimproverava:"Non è nemmeno truccata!". E io ero d'accordo, in effetti ero stata la prima che aveva protestato. Di qui la scena si spostava ancora. C'erano dei tipi che discutevano sulle piante. Le avevano fatte bruciare e i bambini non erano andati a scuola. Così che ora che il problema era stato risolto avrebbero potuto tornare presto. Erano infatti delle piante crudeli che facevano commettere azioni orrende. La scena si spostava per l'ultima volta. Eravamo a casa mia, ma la mia famiglia era diversa. La mamma spronava i bambini ad andare a scuola. Ecco che all'improvviso guardavo uno dei suoi bambini reggere una bambola di pezza, ma la bambola era sporca di sangue che colava in un'orrenda pozzanghera (Era una premonizione, a scuola sarebbe accaduto qualcosa). Così, ecco sono corsa dal bambino che si è voltato col viso scolato dello stesso sangue e un'odio orrendo nello sguardo. Mi ha fatto indietreggiare perchè si è messo ad urlare: "Io odio mia sorella!" con la voce più stridula e crudele che avessi mai sentito. E' stato orrendo, davvero. Che cosa può voler dire?
Danzatori senza volto
Vorrei sapere come si può interpretare questo sogno che ho fatto un po' di tempo fa. In realtà il sogno era più lungo ma io non lo ricordo tutto, quindi questa è solo la parte che mi è rimasta più impressa. Prima mi trovavo in quello che sembrava un grande albergo, molto moderno. Ero al chiuso ma poi uscivo all'esterno e guardavo su un’ampia area alle spalle dell' hotel. Forse c'era anche una piscina ma non sono sicuro. Mi mettevo così a camminare su un lungo viale cementato, mattonato con grossi mattoni quadrati a rilievo (tipici da esterni) piuttosto largo anche. Ad un certo punto il viale, che prima era in piano, cominciava ad assumere una certa pendenza e a scendere. Io continuavo a percorrerlo ed ecco che lì incontravo altra gente che saliva e scendeva. Ad un certo punto il viale scendeva ancora di più e non sono sicuro se c'erano anche delle scale. Io però, ad un certo punto, mi fermavo a lato e, oltre la ringhiera, guardavo di sotto. C'era una rete di cortili e cortiletti tutti ammattonati e, sotto di me, alla fine del viale, dove questo si apriva in uno spiazzo cementato, c'erano delle coppie che ballavano. Era una danza strana ma, quello che di più mi ha colpito, è che tutti quelli che ballavano non avevano il volto. Era come se fosse stato coperto con una tinta dello stesso colore della pelle. La cosa mi turbava nel sogno, e per questo decidevo di tornare subito indietro. Sulla strada del ritorno però, mentre risalivo il viale di prima, incontravo sempre più gente strana: erano storpi, alcuni ciechi...e vedevo anche alcuni con gli occhi completamente neri d'oscurità; non si poteva nemmeno distinguere la sclera. Io cercavo di evitarli e di affrettare il passo ma alcuni di questi mi venivano incontro dicendo qualcosa o rantolando strani suoni. Ecco che improvvisamente però quello che risaliva il viale non ero più io ma bensì una modesta ragazza, mai vista, con una giacca, la quale si è avvicinata ad una donna che camminava verso di lei e si è rivolta a questa chiedendole qualcosa del genere: <<... e lei signora, di cosa soffre?>>. Questa, quasi in lacrime, ma con gli occhi bui e neri, le rispondeva qualcosa che però non ricordo. Io invece era come se all'improvviso fossi fuori dalla scena e la osservassi dall'esterno. Cosa significa?
Recita a soggetto
Il sipario è di velluto pesante, un rosa cipria...sembra il cinemino della parrocchia dove andavo da piccola! si apre e dietro ci sono tante luci, sul palcoscenico ci sono io, e insieme a me altre persone che non conosco. Siamo tutti in costume...a occhio e croce sembra una recita goldoniana, io sono vestita da popolana, con la gonna larga e il grembiule, vicino a me due ragazzi vestiti con le braghe al ginocchio e la parrucca bianca... mi giro indietro e vedo che c'è anche un sacco di gente che si muove dietro le scenografie. Mi scappa da ridere, ma direi che è proprio l'atmosfera generale ... sembrano tutti contenti, sembra che ci stiamo divertendo un sacco... mi giro verso il pubblico e... lo spettacolo va a cominciare! p.s. sono una ragazza ed ho 33 anni
Angoscia da disastro
Salve, sono una ragazza di 22 anni, e ho voglia di uscire dall'angoscia che vivo quasi ogni giorno. E'avvenuto tutto in modo incrementale, prima con la paura dell'aereo, poi del treno, , auto, e dopo 11 sett, anche degli autobus, (stesa senzazione della persona che ti ha scritto). Capirai che questa situazione per me è molto limitante.Il bello e che non sono stata mai così anzi ero un ragazza forte ed energica, oggi ho tantissime insicurezze. Posso facilmente dirti il momento in cui tutto si è scatenato sfociando credo in un esaurimento nervoso : a novembre dopo il terremoto lieve a .... Sono svenuta dai nervi. poi da lì non ho capito più niente. Dimmi qualcosa. non so perchè ma mi fido di ciò che mi dici . Grazie.
Il clown è triste
Il sipario si apre ed entra un clown,ma non fa ridere,lui è triste e questa sara' la volta che non fara' quello che gli è stato sempre detto.Non gioca.E'solo e non c'è luce accanto a se',un piccolo riflettore fa trasparire la sua espressione dietro il trucco.E' strano che le altre luci non si siano accese,quasi a dirgli:su' è questo il momento,ora puoi parlare dire quello che hai sempre voluto dire.Lui vorrebbe parlare ma sta zitto e guarda gli spettatori;quello è il suo compito,far ridere,ma oggi ha deciso di no.Dietro le quinte c'è il regista,che sbraita:La gente è stufa di lacrime e singhiozzi,facesse quello che deve fare!Fatele entrare..."e intanto ci sono gia' le bellone che si preparano per distrarre gli spettatori e i comici con le loro battutine maliziose.Gli altri,quelli che contano poco dentro quella rappresentazione si dicono tra se': "E' ora che parli,magari parla anche per noi,che fatichiamo... ma solo di pochi è il merito di questo grande show..." E il pubblico è li'e resta a guardare.
Isolamento e solitudine
Sono nella baita e di fronte a me c'è un camino acceso e sono seduta su un divano verde. Vedo solo una finestra ed è a sinistra. La baita è arredata con una lampada che emette una luce soffusa, un tappeto sotto i miei piedi, un tavolino rotondo di legno con una foto e con delle candele. Sono seduta sola, accanto a me non c'è nessuno. Guardando fuori vedo un albero e la neve che cade a fiocchi e ho l'impressione che c'è troppo freddo. Attendo una tua risposta, grazie.
Recita un monologo triste ad un pubblico esiguo
Il palcoscenico che immagino ha un sipario rosso di velluto con cordoni dorati. Si apre il sipario e il palcoscenico ha il pavimento di legno, non vi è alcuna sceneggiatura, è povero e scarno, anche piuttosto malandato. Entra un unico attore in costume cinquecentesco, con calzamaglia e tipico collare. Recita un monologo triste ad un pubblico esiguo, forse inesistente. Le luci sono soffuse. Non entra nessun altro attore nè dietro le quinte si intravede nessuno, forse solo un anziano tecnico malvestito che armeggia con le corde. Che spettacolo desolante!
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