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Pillole (rapidi flash sulle mie letture)

La solitudine dei numeri primi

A cura di Benedetta Colella

Pubblicato il 08/05/2008

Premio Strega 2008 alla convincente opera prima di Paolo Giordano

foto intervento

Paolo Giordano La solitudine dei numeri primi Mondadori, 2008 (pp.305)

Letto il 5 maggio 2008                                      Voto:8

Abstract: Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Breve commento: Una cappa di angoscioso dolore assale chi legge questo libro e ritrova ampliati i propri tormenti di adolescente, certe nevrosi dell'età adulta, problematiche gravi (anoressia, handicap, sensi di colpa, asocialità, omosessualità, autolesionismo) e irresolubili, come dimostra l'emozionante finale. Per questo, dopo aver vorticosamente concluso l'avvincente lettura, ci si sente catarticamente felici e grati della propria "vita normale".

Frasi estrapolate dal testo:

  • Un sonno greve e saturo di sogni, che assomigliava sempre più ad una dipendenza.
  • Chiuse gli occhi, ma fu costretto a riaprirli subito, perchè un'accozzaglia di ricordi tremendi lo aspettava, ammucchiata sotto le palpebre
  • Ci si era attaccato con l'ostinazione con cui ci si attacca soltanto alle cose che fanno male.
  • Nadia rientrava nel suo campo visivo ovunque lui guardasse, come una presenza troppo ingombrante.
  • Un respiro gli rimase incastrato a metà della bocca e lì formò un tappo
  • (di malattia lunga e penosa) Sua moglie stava scomparendo dalla vita come un alone bagnato che si asciuga su una maglia
  • Esile come un tratto di matita
  • Il sole era solo un disco un po' più grigio della nebbia che avvolgeva tutto
  • Vivono la lenta e invisibile compenetrazione dei loro universi, come due astri che gravitano intorno ad un asse comune, in orbite sempre più strette, il cui destino chiaro è quello di coalescere in qualche punto dello spazio e del tempo.

 

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