
Raffaele Mantegazza Lettera a uno studente Città aperta, 2008 (pp.77)
Letto il 15 maggio 2008nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; Voto: 10
Abstract: Una lettera di parte, una lettera schierata, una lettera “politica”, una lettera non innocente. Lettera di un professore ad uno studente nel tentativo di comunicare a partire da ciò che li differenzia piuttosto che da quello che li unisce. Oggetto della lettera è la stessa relazione educativa, se questa relazione sia possibile e se abbia ancora un senso.
Breve commento: Un libro comprato di istinto, nonostante pregiudizi forti sulla pedagogia, troppo spesso disancorata dalla prassi e focalizzata su un’utopia che ci si ostina a considerare realtà. Raffaele Mantegazza mi ha stupito. Lo stile affabulatorio, la pregevolezza delle citazioni, la forza e la concretezza delle argomentazioni, l’impietosa analisi delle dinamiche relazionali tra adulti e ragazzi, tra docenti e discenti rendono questo breve, ma grande libro la batteria con cui ricaricarsi di energie ed entusiasmo nell’espletare il compito più difficile e coinvolgente del mondo: aiutare i giovani a diventare adulti.
Frasi estrapolate dal testo:
“Chi vive con gli studenti sa che la colpa non è loro, che potenzialmente sono molto migliori di come li rende il mondo” (M.Horkheimer)
Res severa verum gaudium
Noi, giovani lo siamo stati; voi, adulti non lo siete ancora.
L’adolescenza è anche l’età nella quale era possibile perdersi il tempo, assaporare la vita, non essere pressati dalle esigenze della produzione e del profitto, e dunque avere tempo per coltivare i propri miti e i propri eroi.
“Niente è più insipido e forzato del rivedere gli antichi compagni di scuola dopo lunghi anni. Essi sono diventati come gli insegnanti, come gli adulti di allora, come tutto ciò contro cui ci si era uniti come congiurati” (E. Bloch)
La dimensione orizzontale e simultanea di Internet ha divorato la dimensione verticale e sequenziale del libro, precipitandovi in una vuota contemporaneità della quale siete prigionieri perchè non vedete più le vie di uscita del passato e del futuro, della memoria e dell’utopia.
E questa penosa ricerca di consenso, questa sconcertante mancanza di rigore, questa clownerie che non prende nulla sul serio è tutto questo quello che noi adulti abbiamo da offrire ai giovani?
L’eccezione distrugge la regola e le regole servono per vivere meglio
La cultura può svelarci il suo aspetto di fragile baluardo contro la sempre nuova e sempre uguale seduzione del nulla.
Curiosità:
Intelligenza significa leggere dentro (intus legere)
La festa è fes-tag, tempo che rimane fermo, tempo che resta immobile(…) come capiscono i comunardi francesi che la sera della rivoluzione spararono sulle torri degli orologi per arrestare il giorno.
Franco Fortini paragonava il comune sforzo della classe a quello di una cordata di alpinisti che cercano di arrivare in vetta.
Benedetta Colella









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