economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Pillole (rapidi flash sulle mie letture)

Senza re né regno

A cura di Benedetta Colella

Pubblicato il 21/07/2008

Il primo romanzo di Domenico Seminerio

foto intervento

 

 

 

Domenico Seminerio Senza re né regno Sellerio, 2006

Letto dal 4 al 6 luglio 2008                           Voto:9

 

Abstract: Stefano è un ragazzo siciliano idealista, milita fra i separatisti, partecipa ad azioni di guerriglia. Ricercato, si trasferisce al Nord. Rientrato nell'isola, si adatta. Una serie di compromessi lo rendono quindi ricco e potente. Ma a un certo punto gli eventi volgono al peggio e la commistione della mafia con la politica si fa tangibile.

 

Breve commento: Uno stile franto paratattico, apneico. Tutto è trama e la banalità del male trionfa nella descrizione verisimile e appassionante di un uomo impulsivo e brillante e del contorno sociale che lo corrompe e lo perde.

 

Frasi estrapolate dal testo:

  • Tentai un’equazione impossibile: a quanti giorni di fame di cento contadini equivaleva ogni sala, ogni affresco, ogni candelabro d’argento? […] Invertii l’equazione. A quanta gente avevano dato lavoro quei saloni, quegli arredi, quei candelabri? Quanta gente si era sfamata facendo quel lavoro?
  • Aveva il volto pulito, lo sguardo sereno e innocente, gli occhi grandi e limpidi, ancora capaci di ridere e di stupirsi. Il padre, vicino a lui, era la visibile dimstrazione della metamorfosi a cui era destinato. Le guance pesanti, gli occhi una fessura di crudeltà e di orrore, le labbra distorte in un ghigno di ottusa ferocia.
  • Con mio padre avevo ricucito un ingrugnato rapporto.
  • Brava gente anche loro, gli antichi romani! Bei frutti anche allora dall’unità con l’Italia! Distrussero, sradicarono, scipparono: non restò niente, se non desolanti distese di terra qua e là popolate di schiavi abbrutiti. Non a caso i siciliani di allora parteggiarono per i Cartaginesi. Sbagliarono. Anche allora.
  • ( Di donna che si dichiara) Soffriva. S’offriva.

 

Curiosità:

  • Per la mafia esistono tre categorie di uomini: i corruttibili, i ricattabili e, in ultima analisi, i mortali.
  • Bussare con i piedi è un’espressione siciliana: quando si va a sollecitare un favore o a ringraziare di averlo ottenuto, le mani devono essere cariche di doni e non potevano essere utilizzate per bussare.

 

 

 

I link correlati all'argomento

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS