

Fortunato Depero, Magnesia S. Pellegrino
Manifesto litografico, 100 x 70 cm
Fortunato Depero, il grande pittore futurista roveretano, è fuor di dubbio, tra gli artisti del movimento di Marinetti, quello che più di ogni altro ha aperto la strada all’arte della pubblicità. Pubblicità futurista, e quindi arte per l’uomo d’oggi, moderno, risoluto, urbanizzati, dinamico. Questo cartellone pubblicitrario del 1930 fa parte di una serie di manifesti pubblicitari eseguiti da Depero per la nota azienda produttrice di un digestivo molto in voga in Italia durante il ventennio fascista. L’anno è fondamentale: Depero è appena tornato in Italia dopo un proficuo periodo di permanenza a New York, dove ha lavorato come copertinista per i più grandi magazine illustrati d’Oltreoceano (“Vanity Fair”, “Vogue”, “The New Yorker”, solo per citarne alcuni) e ha operato attivamente nel cartellonismo teatrale.
Esegue questo manifesto, quindi, in una fase di grande maturazione artistica avvenuta in un contesto di internazionalità. Su uno sfondo nero (che richiama quello di molti innovativi manifesti di Cappiello), si staglia una raffigurazione geometrica e definita da colori accesi (la preparazione del bozzetto avveniva quasi sempre con collage di carte colorate). Il protagonista è un idraulico, che stura, fin troppo sfacciatemente, il tubo rappresentante l’intestino pigro; al termine della serpentina gialla, la caratteristica etichetta del prodotto pubblicizzato. Efficace, aggressivo, diretto; il messaggio pubblicitario, privo di ogni fardello decorativo, viene demandato a questo rigido uomo-robot, figura topica e caratteristica della produzione pittorica e grafica deperiana (si ravvisa già nella sua collaborazione ai Balli plastici di Vittorio Podrecca nel 1918), che ritorna con sempre maggior frequenza nel corso degli anni Trenta.
© Andrea Coppini
Andrea Coppini









Anteprima del commento