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Mostre - Trentino Alto Adige

Depero in biblioteca

A cura di Andrea Coppini

Pubblicato il 18/04/2005

Libri, riviste e volantini di Fortunato Depero nelle collezioni della Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto (02/04-26/04/2005)

foto intervento Depero in biblioteca
Biblioteca Civica G. Tartarotti, corso A. Bettini 43, Rovereto (TN)
2 aprile-26 aprile 2005
Orario: 9-22, da lunedì a sabato
Ingresso libero
Info: 0464/452143 ilibrididepero@katamail.com


Oramai considerato come uno dei capolavori della tipografia del ‘900, Depero futurista - edito nel 1927 e noto a tutti come imbullonato per via della legatura metallica ideata da Fedele Azari - è solo il più noto dei libri realizzati da Fortunato Depero.
Questa mostra, attingendo esclusivamente dal ricco patrimonio bibliografico della Biblioteca Civica "G. Tartarotti" di Rovereto, ripercorre quasi tutto l'excursus a stampa di Depero, con la sola gravosa assenza del manifesto Ricostruzione futurista dell'universo, firmato l'11 marzo 1915 assieme a Balla e purtroppo non presente nelle collezioni della biblioteca, e quella forse meno significativa delle 96 tavole a colori per "I Dopolavoro Aziendali in Italia" (1938).
Dalla sua prima pubblicazione, Spezzature. Impressioni - Segni - Ritmi (1913), ancora pregna d'imagerie simbolista espressa in maniera quasi grottesca, il percorso giunge fino agli ultimi testi deperiani pubblicati quando l'artista era ancora in vita, come il polemico Antibiennale (1955) o il Catalogo della Galleria e Museo Depero Rovereto (1959).
Tra questi estremi cronologici, il percorso ospita opere celebri come il già ricordato imbullonato o quel capolavoro pubblicitario che è il Numero Unico Futurista Campari (1931), testi scanzonati come il numero unico Festa dell'uva del 1936 (l'esemplare esposto è firmato tra l'altro dallo stesso Depero, oltre che da "Iras" Baldessari, Piccoli e Casalini), o al contrario inquietanti e retorici, come il poco conosciuto A passo romano (1943), aperta e sincera celebrazione del fascismo.
Accanto ai libri, il percorso ospita anche due numeri (dei 3 usciti) della rivista "Dinamo futurista", promossa a Rovereto dallo stesso artista nel 1933, nonché alcuni esempi delle numerose riviste alle quali Depero collaborò tra le due guerre con illustrazioni o scritti, come "Il Mondo", "Secolo XX" o "Emporium". Oltre alle liriche deperiane (Liriche radiofoniche, 1934), ai numerosi testi autobiografici (Bilancio 1913-1936 del 1936; Fortunato Depero nelle opere e nella vita, 1940; So I think so I paint, 1947) e alle splendide illustrazioni per Un istituto per suicidi, scritto nel 1917 da Gilbert Clavel, la mostra propone alcuni rari ephemera deperiani, come il programma (illustrato) per i Balli plastici messi in scena nel 1918 al Teatro dei Piccoli a Roma, il catalogo dell'importante mostra del 1921 a Palazzo Cova a Milano e due volantini relativi ad altre esposizioni, uno dei quali lanciato da aerei sul cielo di Torino nel 1922 e contenente, sul retro, un invito tricolore all'autarchia.
L'intento di questa mostra, oltre ad uno scontato omaggio all'artista nella sua città natale in attesa della riapertura della Galleria Museo Depero, chiusa oramai da troppo tempo, è anche quello di portare alla luce alcuni dei tesori bibliografici del Novecento appartenenti alle collezioni della Biblioteca Civica.
Il nucleo delle opere a stampa di Depero è per di più un patrimonio in gran parte donato alla biblioteca dallo stesso artista, come testimoniano le numerose dediche presenti sui frontespizi, da quella a don Rossaro a quella a Valentino Chiocchetti.
La biblioteca, nella sua caleidoscopica essenza di luogo di studio, ricerca, incontro e scoperta, si riconferma quindi anche pregevole sede espositiva, capace in primis di mostrare se stessa.

[CS]

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