
Le antiche sette isole di Bombay, ufficialmente Mumbai,nbsp;oggi sono solo dei nomi di località ( Colaba, Mahim, Mazgaon, Parel, Worli, Girgaum e Dongri ) e le paludi che le circondavano sono state bonificate. Bombay possiede un porto naturale ideale che gli Inglesi, dall’apertura del canale di Suez nel XIX secolo, seppero sfruttare appieno e a tutt’oggi il 40 % delle del commercio marittimo nazionale transita dalle sue banchine. La Bom Bahia, la buona baianbsp;dei portoghesi, è oggi la versione indiana di New York.
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| Il suo territorio, governato dai Nawab locali fino al 1534, fu da questi ceduto ai Portoghesi a cambio di appoggio contro i dilaganti Moghul. Alla dominazione portoghese si deve una massiccia presenza cristiana cattolica nella città e diverse chiese dell’epocanbsp;resistono nella zona denominata “Portuguese Church“. Altre tracce della dominazione portoghese, qualinbsp;un insediamentonbsp;fortificato che comprende una grande chiesa,nbsp;sono riscontrabilinbsp;a Vasai, Bassein, a circa 50 Km dal centro città. | ![]() |
![]() | nbsp; Nel 1662 Carlo II di Inghilterra sposò la principessa portoghese Caterina di Braganza, e le isole di Bombay passarono come dote alla Corona britannica, per essere affittate nel 1668 da questa alla Compagnia delle Indie Orientali. La Compagnia, con la collaborazione dei mercanti del Gujarat, parsi, musulmani e indù, cominciò la costruzione del porto e degli insediamenti. Ancora oggi lanbsp;gente originaria del Gujarat costituisce una grande percentuale della popolazione,nbsp;e i Parsi hanno nella città i loro principali centri religiosi e culturali. La maggioranza della popolazione di Bombay è induista, con una discreta rappresentanza Jain e Buddhista e una ampia comunità islamica. |
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Nel 1858 la Compagnia restituì le isole alla Corona britannica e verso la fine del secolo la città venne collegata alla rete ferroviaria, diventando un importante centro per il commercio del cotone, che da qui partiva grezzo per la Gran Bretagna e qua tornava lavorato per essere distribuito nell’intero Paese. Nella seconda metà del XIX secolo Bombay divenne anche la capitale dell’industria tessile e le ricchezze da questa derivate vennero impiegate nella costruzione di imponenti edifici commerciali e residenziali.
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| La città di Bombay è totalmente priva di monumenti antichinbsp; e medievali. Bisogna raggiungere in battello l’isola di Gharapuri, nota anche come Elephanta, per ammirare un magnifico tempio scavato nella roccia risalente al VII e all’VIII secolo, con interni riccamente scolpiti. Anche a Borivali, circa 40 Km. dalla zona del Forte,nbsp;così chiamata danbsp;unanbsp;precedente fortificazione inglese,nbsp;si possono visitare le caverne buddhiste di Kanheri, risalenti al II secolo d.C., con numerose sculture, il tutto all’interno di un Parco Nazionale. | ![]() |
![]() | nbsp; L’architettura coloniale, classificata a Mumbai come Gotica Alta - Vittoriana, caratterizza gli edifici monumentali della città, che vedono i migliori esempi nel Victoria Terminus, oggi ribattezzatanbsp; Chatrapati Shivaji Terminus, la stazione ferroviaria centrale, che fronteggia il Municipal Corporation Building, altro capolavoro dell’epoca, entrambi opera dell’architetto Stevens. Opere coloniali in stile più orientaleggiante si devono all’architetto Wittet, tra questi il Prince of Wales Museum, il General Post Office e il più celebre monumento di Bombay, il Gateway of India, ( nella foto iniziale )nbsp;collocato nella zona di Colaba. Si tratta di un arco trionfale che commemora la visita, nel 1911, del re Giorgio V, a un passo dal lussuosissimo Hotel Taj Mahal. |
nbsp; Ma per il resto Mumbai va vissuta camminando tra la gente, curiosando nei mercati e nelle immense lavanderie all’aperto; ammirando altari dedicati alle divinità, come Ganesha, il benevolo dio dalla testa d’elefante che propizia la riuscita di ogni impresa. Sui marciapiedi scorre indifferente la vita di tutti i giorni: i bambini in divisa tornano da scuola, le donne in sari camminano con elegante dignità, le botteghe dei barbieri si riempiono, i venditori ambulanti offrono di tutto e, fuori dei cinema, si formano le file pazienti di spettatori. La caratteristicanbsp;principale di Mumbai è il carattere cosmopolita ed universale dei suoi 18 milioni di abitanti che, fino ai gravi disordini nbsp;del 1992-93, seguiti alla distruzione di una moschea ad Ayodhya,nbsp;partecipavano attivamente ai riti e alle celebrazioni di tutte le religioni, indipendentemente dalla propria fede di appartenenza. | ![]() |
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Oggi la comunità islamica e quellanbsp;indù vivono molto più separate e con un occhio di sospetto e rancore che tarda a sopirsi. Ma Mumbai è anche la Mecca del cinema indiano, ribattezzato Bollywood, del Cricketnbsp; nei week-ends, dei Bhelpuri,nbsp; i popolare snack serviti nbsp;sulla spiaggia di Chowpatty, dei metri quadri più cari del mondo lungo i grattacieli dinbsp;Marine Drive, o Malabar Hill tra magnifiche magioni coloniali, delle bidonvilles, Slums, più grandi del continente asiatico, della lurida trappola del quartiere a luci rosse, ( celebre è Falkland Road dove si ambientò il film Salaam Bombay!nbsp;),nbsp;dei capi mafia, delle guerre tra gangs,nbsp;dei movimenti politici e degli inconfondibili DabbaWallah, che recapitano i pasti ai colletti bianchi della città. La vivacissima offerta nel campo degli intrattenimenti, (è Bandranbsp;il quartiere perifericonbsp;con le discoteche più in voga,nbsp; e Fort - Colaba quello dei migliori ristoranti ), la sorprendente vita di strada e le inesauribili occasioni di shopping fanno di Mumbainbsp; qualcosa di più di unnbsp; punto di arrivo o dinbsp;partenza dall’ India. Fate un salto al mercatino di Colaba Causeway verso le 19, o perdetevi ( purtroppo pare ancora per poco! ) nel meraviglioso Crawford Market, vicino al Victoria Terminus. Da lì potrete proseguire visitando un mercato dopo l’altro, delle stoffe, dei profumi, il quartiere dei gioiellieri, fino a giungere al Chor bazaar, il mercato dei ladri, da noi sarebbe delle pulci…ma il concetto è lo stesso, troverete di tutto!
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Alessandra Loffredo














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