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Usi e costumi indiani

Scandalo cheerleaders!

A cura di Alessandra Loffredo

Pubblicato il 27/04/2008

Ragazze dagli Usa per «ravvivare» il cricket: ma i conservatori sono in rivolta.

foto intervento

«Forza-ragazzi! Ehi-oh!». L'India che ama il cricket è da oggi con il fiato sospeso. A Mumbai  si inaugura la Premier League dello sport ereditato dal colonialismo britannico. E la polizia promette: «Vigileremo con estrema attenzione ». Paura di attentati? Minaccia terroristica? Macché: gli agenti saranno dotati di binocoli e osserveranno, da bordo campo, ombelichi in mostra e seni danzanti. «Staremo attenti che la linea della decenza non sia oltrepassata», ha spiegato Ram Rao Vagh, il responsabile del commissariato di New Mumbai, dove si trova lo stadio che ospiterà cinque match del campionato più popolare del Subcontinente.

 

Certo non saranno gli atleti (undici per parte, come nel calcio) nel mirino. Ma le nuove ragazze pon pon della squadra di Bangalore, i Royal Challengers: 12 cheerleaders americane pronte a sottolineare con cori e balletti — e pochi centimetri di tessuto — ogni punto segnato dai giocatori. Difficile pronosticare cosa accadrà. L'India, in prima fila nella globalizzazione, pronta a sfruttare con le sue multinazionali le occasioni di mercato in tutti gli angoli del globo (Italia compresa), reagisce a questa incursione del mondo esterno nelle sue millenarie abitudini, come se fosse stata morsa da uno scorpione. Giornali e televisioni non parlano d'altro. Sui media si rincorrono pareri e polemiche roventi. «Le cheerleaders non appartengono alla nostra cultura. Le loro movenze sono oscene», sostengono molti politici. «Quello che mostrano queste ragazze negli stadi è dieci volte più volgare di quanto accadeva nei night prima che le esibizioni di ballerine seminude fossero messe al bando — tuona Nitin Gadkari, esponente del conservatore Bharatiya Janata Party (Bjp) —. Se siamo riusciti a fermare quegli spettacoli indecenti, riusciremo a bandire anche le cheerleaders». Più prudente il poliziotto Ram Rao Vagh: «Siamo pronti a multare la squadra che le ha ingaggiate se offenderanno la nostra morale». Preoccupato il giocatore Shahid Afridi: «Ragazze poco vestite in campo non faranno altro che distrarre i giocatori».

 

 

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