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Attualitą dall'India

Peacekeeping masala

A cura di Alessandra Loffredo

Pubblicato il 29/04/2008

Secondo la BBC, le truppe indiane e pakistane, in Congo come forza di pace inviata dalle Nazioni Unite, avrebbero riarmato i ribelli africani a cambio di oro e avorio.

foto intervento

La missione di Peacekeeping delle Nazioni Unite in Congo č nell'insieme la pił grande attualmente in servizio per conto dell'organizzazione, coi suoi 17.000 uomini sparpagliati su tutto il Paese e, con la sua permanenza iniziata nel 2000, ha ufficialmente contribuito a una certa stabilitą locale, a disarmare le fazioni in guerra e alla ricostruzione del Paese. Ma nel frattempo, secondo un' inchiesta della BBC, che ha seguito per 18 mesi la situazione a seguito di informazioni confidenziali raccolte da membri delle UN, le truppe indiane e pakistane dislocate nel Paese avrebbero in realtą armato i ribelli a cambio di un traffico d'oro e avorio locale. Secondo le stesse fonti, i vertici dell'ONU avrebbero archiviato le denunce raccolte nel 2007 come inconsistenti, e invitato quanti le avevano presentate ad accantonare la vicenda per l'inopportunitą politica di ulteriori inchieste sulla stessa: il Pakistan č infatti, a livello mondiale, il Paese che fornisce il pił alto numero di soldati alle truppe ONU.

 

Ma secondo l'inchiesta della BBC i fatti contestati sono inconfutabili e confermati da diversi capi ribelli, alcuni attualmente in carcere a Kinshasa, come il generale Mateso Ninga del Nationalist and Integrationist Front (FNI) - secondo Human Rights Watch, tra gli individui pił sanguinari operanti nel Congo orientale - che conferma di aver ricevuto armi e munizioni da ufficiali pakistani; quelli indiani avrebbero invece trafficato con le FDLR (Democratic Liberation Forces of Rwanda) - le milizie responsabili del genocidio del 1994 in Rwanda, anch'esse ora migrate nel Congo orientale - con l'intermediazione di gruppi di commercianti indiani residenti sulla costa orientale africana.

 

Sebbene i vertici ONU continuino a sminuire e circoscrivere la vicenda, indicandola come frutto al massimo di casi singoli e isolati, sembra difficile credere che un solo ufficiale abbia potuto, per esempio, organizzare indisturbato un traffico d'oro per circa 7 milioni di dollari, attraverso 4 nazioni, e senza nessuna ulteriore copertura. 

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