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L'India a casa nostra

La complessità dell’India

A cura di Alessandra Loffredo

Pubblicato il 12/05/2008

Dopo Alessandro Marongiu e Srikanth Kolari, al San lo' di Roma la seconda mostra della rassegna La complessità dell’India.

foto intervento

Per fornire un quadro della complessità culturale dell’India di oggi, con tutte le sue contraddizioni, San Lo' Danza Arte Hammam presenta la rassegna La complessità dell’India, nell'ambito della VII edizione del FotoGrafia Festival Internazionale di Roma, che unisce fotografi italiani ed indiani, osservatori esterni ed interni a questo Paese, per capire quali punti di vista, quali angolazioni, quali scelte stilistiche possano essere messe in campo rispetto ad un soggetto così complesso.


Così, in questa seconda mostra della rassegna, Franco Pagetti – fotografo della VII Photo Agency che da anni testimonia per le più grandi testate internazionali situazioni di conflitto in tutto il mondo e dal 2003 racconta la guerra in Iraq per il Time Magazine – presenta il suo reportage sul Kashmir, splendido angolo del subcontinente indiano da sempre tormentato da una guerra di cui si parla troppo poco. Il lavoro, che risale al periodo tra il 2000 e il 2002, racconta uno dei periodi più oscuri della storia di questo stato incastonato tra le cime dell’Himalaya e lo fa seguendo il ritmo incalzante dell’azione, con uno stile asciutto che non lascia alcuno spazio a leziosismi.

 

Con il suo obiettivo, Pagetti si avvicina al soggetto al punto da diventare parte dell’azione e della storia che sta raccontando, offrendoci un punto di vista privilegiato da cui osservare, in tutta la sua drammaticità e durezza, la quotidianità di una popolazione che ancora oggi non trova una pace stabile. Lo stile di Pagetti è riconoscibile in tutti i suoi reportage perché è capace di immortalare la guerra - e di raccontare delle persone che la guerra vivono e subiscono - senza retorica, in tutti gli aspetti: da quelli più intimi a quelli più eclatanti, dalla disperazione alla paura, dall’orrore al coraggio. Entrando nelle case e nei luoghi di culto, girando per le strade ed usando il solo linguaggio crudo della fotografia Pagetti lascia allo spettatore il compito di capire, e semmai giudicare, quello che accade.

 
L' osservatore interno, invece, è l’indiano Salil Bera – giovane fotoreporter del Week Magazine di Calcutta - sceglie di raccontare una storia che ancora oggi fa discutere, uno dei tanti paradossi dell’India del boom economico: quella dei rickshaw-wallahs, gli uomini-risciò di Calcutta la cui vita è stata perfettamente descritta in tutta la sua drammaticità nel romanzo di Dominique Lapierre “La città della gioia”, pietra miliare della letteratura internazionale. Gli scatti di Bera, senza alcun voyeurismo, ci consentono di osservare la vita disumana degli ultimi rickshaw-wallahs di tutto il Subcontinente indiano.

 

da Lunedì 12 maggio, ore 19.00, a Sabato 14 Giugno

San Lo’
Via Tiburtina Antica 5/b
Roma
+39 06 4467158
info@sanlo.it
www.sanlo.it

 

La sera dell’inaugurazione della mostra, alle ore 20.00, si parlerà di India e dei reportage esposti con il fotografo Franco Pagetti, con il giornalista Giuliano Giubilei – che presenta il suo video “Appunti dall’India” – e con il presidente dell’Associazione Italia-India, Sandro Gozi, intervistati da una profonda conoscitrice della realtà indiana, la giornalista Maria Cuffaro.

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