Ho già sentito parlare di intelligenza artificiale
A cura di Blaise
Pubblicato il 09/05/2005
In una casa (o ufficio o azienda che sia) intelligente il requisito principale è che i vari componenti elettrici e elettronici sappiano dialogare tra di loro. Perché questa comunicazione avvenga in modo efficiente, ossia con la maggiore rapidità possibile, evitando ingorghi o perdite di informazioni, è necessario che vi sia una linea comune regolata da un dispositivo intelligente.
Il sistema bus realizza quindi questa interconnessione tra i vari dispositivi domotici, introducendo un’ulteriore novità rispetto ad un cablaggio tradizionale tra singoli componenti o piccoli gruppi. Mentre infatti nel cablaggio di un banale impianto elettrico di un’abitazione, ad esempio, non vi è distinzione tra linee di comunicazione e linee di potenza, in un sistema bus domotico queste due vie sono disaccoppiate. In altre parole: nel cablaggio tradizionale punto-punto ogni dispositivo riceve l’informazione e l’energia per realizzare quanto l’informazione richieda sullo stesso cavo, l’interruttore serve per decidere lo stato acceso/spento della lampadina e contemporaneamente il cambiamento di stato dell’interruttore comporta il passaggio o meno di corrente sino alla lampadina. Se le due vie di potenza e informazione fossero disaccoppiate, la pressione dell’interruttore significherebbe soltanto il segnale di cambiamento di stato della lampadina, segnale che viaggerebbe sul bus sino al dispositivo intelligente che a sua volta organizzerebbe il trasferimento di potenza necessaria alla lampadina.
Sistema senza bus

Sistema di cablaggio intelligente

Se nel caso della lampadina questa può sembrare una complicazione eccessiva, diventa invece una innovazione importante nell’ottica di sistemi elettronici molto più complessi. Disaccoppiando le due linee si ha l’enorme vantaggio di poter aggiungere nuovi punti di comando o nuovi dispositivi di potenza senza dover stravolgere il cablaggio, ma semplicemente riprogrammando il dispositivo di controllo centrale. Inoltre la digitalizzazione dell’informazione permette quella operazione che è tipica della domotica, ossia il controllo remoto.
In termini tecnici il dispositivo intelligente che sovrintende al dialogo tra le informazioni viene chiamato BCU (Bus Coupling Unit), le informazioni viaggiano su un cavo che può essere il doppino o il cavo coassiale, la velocità di queste informazioni viene misurata in baud.
La linea bus che raccoglie le varie informazioni non può essere illimitata, ma vi è un limite al numero di dispositivi che si possono agganciare su una singola linea. Raggiunto il limite non si può fare altro che realizzare una seconda linea in parallelo e così via aumentando progressivamente la complessità dell’impianto. Le varie linee in parallelo necessitano allora di accoppiatori di linea, una sorta di semafori che permettono di dare la priorità al passaggio delle informazioni una linea alla volta.
Completata la struttura delle “strade” su cui viaggia l’informazione, il sistema deve essere programmato. La programmazione di un componente intelligente necessita di tre specifiche fondamentali
La programmazione dell’impianto può essere fatta in vari modi: si va dall’autoapprendimento, alla programmazione con PC o con apparecchiature appositamente progettate allo scopo.
Un buon software di programmazione dell’impianto nel caso in cui qualcosa non dovesse funzionare deve consentire di fare diagnosi. Attualmente gli strumenti di progettazione più evoluti sono in grado di guidare l’installazione verso la soluzione del problema, sia essa di tipo installativo o progettuale.