Il fatto è che la complessità (e ciò che ne deriva come il concetto problematico di “sacralità”) dell’essere umano diviene, si forma. Noi emergiamo dalla vita vegetativa, diveniamo vita sensitiva e poi razionale. Stabiliamo con un dato convenzionale quando termina la vita umana e con un dato convenzionale quando inizia.
Pensa un tempo era il battito cardiaco che stabiliva la fine dell’essere umano, poi, anche per un comprensibile interesse utilitaristico (i trapianti), abbiamo cambiato convenzione e possiamo fare trapianti di qualcosa di vivo e di umano ma non più legato ad una soggettività viva e attiva. L’uomo dunque è essenzialmente la sua soggettività, le sue emozioni, la sua esperienza. Infatti un cervello con elettroencefalogramma piatto lo riteniamo (giustamente) indice di morte. E’ una buona convenzione. Utile per molti e non nociva per alcuno.
Bene, la “convenzione” biologica per indicare la nascita della vita è una convenzione possibile ma, ritengo, non utile, anzi dannosa per molti soggetti. Manca infatti qualsiasi dato, seppur minimo, di soggettività ma anche di sensibilità. Credo che una buona convenzione potrebbe stabilire che un embrione è divenuto un essere umano dopo i 40 giorni, quando cioè i neuroni, formatisi intorno al 14° giorno, iniziano a funzionare. E’ una convenzione, non è la VERITA’ semplicemente perchè questa non esiste in sè ma siamo noi ad ordinare la vita sia sul piano conoscitivo che etico. Sarebbe come chiedere di scoprire quando inizia la maggiore età. E’ un non senso logico. Noi lo stabiliamo ed è giusto farlo per dare ordine alla realtà. Appiattirsi su un dato biologico per deciderlo (ad esempio dire che ciò è deciso incontrovertibilmente dalle prime mestruazioni) sarebbe possibile ma non meno convenzionale. Ritenere poi che quella convenzione, poiché fondata su un dato biologico, sia una scoperta o un dato obiettivo inderogabile, sarebbe semplicemente ridicolo. A differenza degli amici radicali non ritengo che la società possa esimersi dalla responsabilità di tracciare una linea di demarcazione che, per quanto convenzionale, deve esistere per stabilire un limite invalicabile alla discrezionalità individuale, ma semplicemente non ritengo che il convenzionalismo biologizzante e pseudo-scientifico utilizzato e difeso da questa legge sia una buona scelta, un buon criterio.
Riflessioni sul divenire....
L'uomo evolve dalla vita per gradi e sta a noi mettere i paletti.
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Pubblicato il domenica 19 giugno 2005 in: Attualità
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Dr. Massimo Fochi
Psicologo-psicoterapeuta









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