Può l'ipnosi costituire tuttora un valido presidio terapeutico?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Psicologo-psicoterapeuta
Pubblicato il 29/06/2005
Il cervello come un computer?
Secondo alcuni futurologi americani tra cui Ray Kurzweil (Massachusetts Institute of Technology) tra non molti anni l’uomo verrà assorbito dall’ambiente tecnologico che lui stesso ha creato. I Cyborg, ovvero uomini con protesi elettroniche al silicio interagenti con il loro sistema nervoso centrale, uniranno le capacità di inventiva e di creatività della mente umana e le capacità di calcolo e di ritenzione di dati in memoria dei computer. E di fatto i primi passi in questa direzione sono già stati fatti da diverse equipe di ricercatori. Presso Monaco di Baviera, Peter Fromherz, direttore del Max Plank Institute ha costruito un ibrido bio-elettronico. Su chip di silicio sono riusciti a coltivare neuroni di una lumaca particolare. I neuroni, venendo stimolati nella produzione di assoni e sinapsi dai “fattori di crescita”, collegano tra di loro le sinapsi e formano una rete ordinata. Sotto il corpo cellulare dei neuroni si trova un semiconduttore che fornisce impulsi elettrici e che interagisce con la struttura biologica. Si è in questo modo riusciti ad inviare e a ricevere stimoli dal circuito elettrico al circuito biologico e viceversa. Ci vorranno ancora molti anni per ottenere effetti pratici di amplificazione cognitiva, ma la strada si è dimostrata percorribile. Inoltre c’è già chi, sognando, va oltre, immaginando possibile che la mente dell’uomo possa abbandonare la sua deperibile casa organica per trasferirsi stabilmente all’interno di un più resistente e duraturo “essere” cibernetico, avvicinando l’uomo al suo sogno ed al suo incubo di sempre: l’immortalità.