Può l'ipnosi costituire tuttora un valido presidio terapeutico?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Psicologo-psicoterapeuta
Pubblicato il 23/02/2006
Lettera aperta al "ragazzo d'oro" di queste Olimpiadi.
Caro Fabris,
mi permetto questo caro confidenziale, anche se non ci conosciamo, perché hai un volto simpatico e pulito, perché sei il ragazzo d’oro di queste olimpiadi e il simbolo della possibilità che ogni giovane ha di diventare qualcuno per sé e per il proprio Paese con l’impegno e la volontà.
Perché ti scrivo questa lettera aperta? È presto detto. Un sorriso vincente come il tuo sarà presto tentato dalle lusinghe ammaliatrici del "nulla", lusinghe che ti verranno prospettate come la tua occasione, come qualcosa da non perdere.
Questo strano e per certi versi triste momento storico tende a triturare tutto nella melassa di una tv spazzatura inguardabile e disgustosa. Ti tenteranno per farti percorrere a ritroso la strada importante e luminosa che tu hai percorso. Una strada a ritroso che prospetta a tanti ingenui e sprovveduti ragazzi di oggi la possibilità di diventare “famosi” (con tutto ciò che si fa credere che questo implichi) senza saper fare assolutamente niente! Non essendo chiamati ad alcun saper fare, ai protagonisti di queste farse disgustose, non resta, per emergere, che l’esibire quanto di più protervo, osceno, volgare siano in grado di reperire nei loro repertori comportamentali. Così i vari reality esprimono una falsa realtà, deteriorata e mistificata che finisce con il proporsi quale norma comportamentale per migliaia e migliaia di ragazzi ingenui e innocenti.
Tu sei il simbolo dell’esatto contrario!
Non tradire te stesso e le olimpiadi: hai il diritto ad una fama giusta e meritata, una fama duratura e di stimolo per una intera generazione!
Non mischiarti, rischiando di perdere te stesso e di inquinare la tua immagine, a chi, nella triste illusione di diventare qualcuno si autoumilia senza nemmeno accorgersene; non venderti ai cinici burattinai che orchestrano e guadagno su queste degradanti rappresenzioni del nulla!
Con ammirazione e affetto sincero,
Massimo.