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Le origini

Pasqua, da dove arrivano le uova

A cura di Elisabetta Sandri

Pubblicato il 21/03/2002

La Pasqua è la festa per eccellenza, anche se è stata scavalcata dal Natale per eccesso e popolarità. Eppure sia dal punto religioso che da quello linguistico la Pasqua è un'esplosione, come la Resurrezione che va a festeggiare. Infatti si dice felice come una pasqua non come un natale!!

Ed è una festa mobile, non solo perchè oscilla tra pleniluni, equinozi e quant'altro ma anche perchè si dice natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi e prelude ai primi grandi esodi preestivi, con l'apoteosi di Pasquetta.

La Pasqua è caratterizzata dal suono delle campane e dalle uova colorate, profumate di cioccolata. Un misto di cristiano e pagano che è alla base di tutte le nostre feste religiose. Infatti l’usanza di mangiare le uova a Pasqua risale a tempi molto antichi. Un rituale vecchio di cinquemila anni, da attribuire ai persiani, i quali, in occasione dell’arrivo della primavera e quindi della rinascita della natura, come si regalavano uova di gallina. La spiegazione è semplice: l’uovo dà origine a un nuovo essere e appare quindi come simbolo della nuova vita.
Per i greci antichi, il mito di Persefone figlia di Demetra dea della terra, che torna alla luce dal mondo sotterraneo, rappresentava il rinascere della vita a primavera, dopo la desolazione dell’inverno; i Frigi credevano che la loro divinità principale si addormentasse all’arrivo dell’inverno e durante l’equinozio primaverile celebravano cerimonie con musiche e danze per risvegliarla.

Alcuni studiosi sottolineano la relazione della Pasqua cristiana con la Pasqua ebraica (Pesach, da cui proviene probabilmente tramite il greco il termine Pasqua). Molti dei primi cristiani erano stati educati nella tradizione ebraica e consideravano Pasqua come un nuova versione della festa che celebra il Messia preannunciata dai profeti.

I primi cristiani, appoggiandosi alle antiche credenze e facendole proprie, hanno visto nell’uovo anche il simbolo della Risurrezione di Cristo. Dopo le cerimonie pasquali c’era l’abitudine, nei primi secoli della storia della Chiesa, di distribuire tra i fedeli uova benedette. Ecco perchè anche oggi si fanno benedire le uova in chiesa.

Riguardo alle golosità pasquali, bisogna tornare alla corte del Re Sole, e alle cucine di Versailles. I ricercatissimi speziali decisero un giorno che l’uovo di gallina, considerato ancora uovo di Pasqua per eccellenza, poteva essere sostituito da uova più grosse e appetibili, con il guscio di cioccolato.
E alla Francia si deve anche l’invenzione della sorpresa, da quando, agli inizi del Cinquecento, qualcuno donò a Francesco I un guscio d’uovo all’interno del quale era contenuta un’incisione di legno, raffigurante la Passione di Cristo.

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