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Letteratura latina

Giustizia poetica dopo 2000 anni!

A cura di Taras66

Pubblicato il 16/06/2000

Finalmente si è resa giustizia ad una poetessa Romana, Sulpizia, a lungo ignorata e finalmente le sue poesie sono state tradotte in inglese.

Giustizia poetica dopo 2000 anni!

Da parte di Jack Kolb, docente della prestigiosa UCLA, Università della California, mi pervengono queste note che meritano tutta la nostra considerazione, proprio perché eredi ( a volte immemori!) di questo patrimonio inestimabile che continua a stupire per la sua ricchezza. Le note sono state elaborate da Varda Ullman Novick per la BBC, e si riferiscono ad una recentissima iniziativa editoriale della cultura accademica Britannica, che ha scoperto e valorizzato varie composizioni poetiche attribuite con certezza ad una Sulpizia, non meglio identificata.
Vi riporto integralmente le note.

"La poesia getta luce sul ruolo delle donne nella antica Roma. L'unica opera letteraria di una donna della antica Roma destinata a sopravvivere, in corso di pubblicazione in Gran Bretagna, 2000 anni dopo che essa era stata scritta. Contemporanei di Sulpizia furono Ovidio e Orazio, ma mentre la loro opera è stata acclamata durante i secoli fin da quando era stata creata, Sulpizia è stata a lungo ignorata ed emarginata. Finora note soltanto a studiosi e accademici, le sei poesie identificate come composizioni scritte da Sulpizia, confermano che essa era una donna colta, una patrizia sessualmente libera. Ora finalmente le sue poesie stanno per essere pubblicate tutte insieme in Gran Bretagna, dal poeta cieco John Heath-Stubbs. La pubblicazione in arrivo segna la riscoperta di Sulpizia e già si pensa ad un probabile riesame della produzione letteraria nell'antica Roma. Del tutto moderno, ora di fronte a noi, con tutta la sua carica erotica, il suo verso fortemente romantico si concentra sull'amore contrastato. Sulpizia aveva una relazione con un uomo che non era suo marito, ma suo zio aveva imposto un divieto a quel legame. Heath-Stubbs ha tradotto la raccolta - in corso di stampa presso la Hearing Eye - ed esiste la possibilità di recuperare almeno altre due composizioni scritte da lei. Si è anche pensato che ci fossero altre scrittrici di quell'epoca, ma le loro opere o furono trascurate o, come nel caso di Sulpizia, l'opera fosse attribuita erroneamente ad uno scrittore maschio.

In una delle poesie, indirizzata all' illecito amante, dice:"Provi qualcosa per la tua povera ragazza mentre la febbre la divora e tormenta il suo corpo?" In un'altra si esprime così:"Io non avrei voluto vincere questa malattia, a meno che non pensassi che anche tu desiderassi la stessa cosa". Maria Wyke, della Università di Reading (U.K.), ha dichiarato alla BBC che Sulpizia non fu l'unica donna della antica Roma che avesse scritto poesie, ma lei fu l'unica a scrivere sulla sua personale esperienza per se stessa, non per un uomo. Ha detto inoltre:" Sulpizia scrisse della gioia di peccare, e il suo peccato era duplice: amare un uomo che non era suo marito, e descriverne i dettagli." L'attrice classica Fiona Shaw ha salutato con entusiasmo la nascita dell'opera e ha dichiarato:"Sarebbe eccitante se vi fossero ancora altre opere della stessa Sulpizia". Riferendosi alla natura terrena della poesia di Sulpizia, ha affermato:"Noi non dovremmo sottovalutare che la gente di altri tempi potesse essere così appassionata e con una carica umana simile a quella di noi moderni."

Nota finale L'opera di Sulpizia rientra perfettamente nel quadro del rinnovamento apportato in poesia dal gusto tipico latino per la concretezza dei sentimenti. Non dimentichiamo la testimonianza eccezionale di Catullo.

Cordialmente,

La vostra guida di Latino

Vittorio Todisco

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