A cura di Taras66
Pubblicato il 18/09/2000
Aspetti e problemi di una scelta spesso quanto mai laboriosa e piena di incognite.
Università: fà la scelta giusta. Cosa ne pensa un docente di Latino |
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Cari amici studenti,
Settembre, come di consueto, è diventato il mese in cui gli studenti usciti da poco dalle scuole superiori e che intendono iscriversi alle varie università, sono impegnati in febbrili compilazioni di moduli, test di accesso et alia. Non dimentichiamo la ricerca anche di una sistemazione per vitto e alloggio, problema della massima importanza per chi vive lontano dalle sedi universitarie. Consigli e suggerimenti, per fortuna, abbondano in questo periodo, anzi in alcuni casi si corre il rischio di creare più confusione che altro, soprattutto in chi vuole iscriversi a certe facoltà quali, per esempio, medicina o economia e commercio, notoriamente ambite da un consistente numero di studenti italiani e stranieri. Senza voler fare una indagine di alto contenuto sociologico, del tutto fuori luogo qui a "SuperEva", nel canale di mia competenza, che è prettamente umanistico, cioè quello dedicato al LATINO, così come nella maggior parte dei canali che hanno collegamenti e interessi nel settore universitario, si è deciso di dare una mano valida agli studenti. Si tratta di consigli e suggerimenti che fanno appello al buon senso dei giovani, senza voler far credere che tutto sia facile, tutto semplice, anzi, al contrario, proprio per evitare delusioni cocenti, ritengo indispensabile essere chiari e precisi, e sopratutto equilibrati. Quindi niente facile ottimismo o pessimismo esagerato. Ma soltanto chiarezza di idee e precisione nelle informazioni.
Per oltre 30 anni ho accompagnato intere generazioni di giovani studenti nel loro cammino verso la maturità, per cui ritengo di poter dire qualcosa di valido e utile per quanti sono alla ricerca di uno sbocco verso orizzonti che spesso non sono affatto ben definiti, contrariamente a quanto si crede in giro. Lo prova il fatto che molto spesso la scelta della facoltà viene fatta spirito di improvvisazione dello studente, senza una ponderata riflessione o dietro consigli di genitori, amici o parenti, invece di tener presente alcuni elementi fondamentali per una buona riuscita negli studi universitari. Questi elementi si possono ridurre a 3: 1. le reali inclinazioni del giovane, 2. la preparazione globale, 3. le prospettive per il futuro offerte dal mercato del lavoro. Personalmente ho sempre cercato di aiutare i miei giovani allievi in procinto di uscire dalla scuola superiore, mettendoli di fronte a questi interrogativi: - Quali sono le tue reali inclinazioni, le tue aspirazioni per il futuro, le tue capacità di reagire ai vari problemi e alle molteplici difficoltà che ti troverai ad affrontare dopo aver scelto un corso universitario? - Sei sicuro di aver fatto una scelta oculata o di avere un'idea esatta dell'impegno psico-fisico, ( talora anche economico, non dimentichiamolo) che comportano certe facoltà, quali per es. medicina o ingegneria? - Sai che in medicina non basta la semplice laurea, perché questa è solo una tappa del percorso di studi, costituito da specializzazioni e corsi vari di aggiornamento? - Sai che in Italia c'è il più alto tasso di medici disoccupati o alla ricerca di una sistemazione definitiva rispetto all'intera Europa? - Sai che molti ingegneri non riescono a trovare lavoro, nonostante la loro specifica preparazione, ripiegando su settori non del tutto compatibili o attinenti la loro laurea? - Sai che, per restare nel settore umanistico, la laurea in Lettere o similari, una delle lauree che hanno come sbocco naturale l'insegnamento, da vari anni sta vivendo una crisi di scarsa occupazione legata al fenomeno della denatalità, già iniziata nelle scuole elementari?
Questo è solo un campionario di quelle domande rivolte agli studenti, beninteso non allo scopo di spaventarli o metterli indifficoltà, ma anzi per aprire loro gli occhi e prepararli ad affrontare gli studi universitari con senso di responsabilità e piena coscienza che se non si è sorretti da una buona preparazione di base, da requisiti di volontà e determinazione, si va incontro a delusioni e insuccessi, generalmente anticamera di un cambio di facoltà o addirittura di abbandono degli studi. Chi vive oggi nel mondo della scuola, e mi riferisco in particolare ai docenti, poiché la scuola è tradizionalmente luogo privilegiato preposto alla formazione ma anche all'orientamento degli studenti, ha il sacrosanto dovere di preparare i giovani, avvertendoli che per loro il futuro non è per nulla roseo. Molti, tuttavia, lo sanno già, ne sono consapevoli. E lo si nota dalla grinta che mettono nell'affrontare gli studi fino all'esame finale di maturità. Ma gli indecisi, gli svagati, quelli che non stanno con i piedi per terra, che non si rendono conto di questa dura realtà, purtroppo sono ancora molti. E noi adulti dobbiamo muoverci, guidarli, orientarli, non con le belle parole, o peggio, con le facili promesse illusorie di un avvenire migliore aperto a tutti. La selezione, la lotta per la vita è aspra. Quindi la laurea non è la soluzione migliore e valida sempre e comunque, questa purtroppo è la morale della favola. Spesso il lavoro bisogna inventarselo, cercarlo al di fuori dei percorsi delle varie facoltà universitarie. Forse in questo Internet potrebbe dare una mano.
Con tanti auguri dalla vs. guida di Latino Vittorio Todisco