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Letteratura latina

La "Vedova di Efeso", storia con finale a sorpresa - I sec. d.C.

A cura di Taras66

Pubblicato il 11/01/2001

Un romanzo nel romanzo, è stato definito questo gustosissimo racconto di Petronio, inserito nel suo universalmente noto Satyricon

 

Cari amici,

Con il nuovo anno vi assicuro che vi saranno delle novità nel campo del Latino, come è normale che sia. Infatti nei miei interventi in passato mi sono sempre sforzato di dare la massima pubblicità a tutte quelle manifestazioni relative al mondo antico, quali cinema, arte, letteratura, scoperte archeologiche, mostre e via di seguito, che sono un segno tangibile ed eloquente di una situazione incontrovertibile: il mondo antico e in particolare la civiltà latina ha talmente improntato di sé il nostro paese, da esserne tutti immersi profondamente e quindi coinvolti, anche a nostra insaputa, spesso inconsapevolmente.

Vi avevo fatto presente che è mia intenzione portare avanti questo discorso di presentarvi, di volta in volta, un testo significativo, nuovo o moderno, questo non importa, ma che sia un punto di riferimento eccezionale per i visitatori del mio sito, appassionati o semplicemente interessati alla civiltà latina.

Uno scambio di opinioni con alcuni colleghi USA, docenti in istituti superiori, mi ha offerto lo spunto per parlarvi di un testo famoso, il Satyricon di Petronio, dal quale il regista Fellini alcuni decenni orsono trasse un film dello stesso titolo, riscuotendo un successo prevedibile, trattandosi di una specie di romanzo del tutto particolare, che ha sempre suscitato interesse attraverso i secoli. Il testo latino che ci è pervenuto, che ha avuto varie traduzioni, sia in italiano sia in tutte le lingue del mondo, non è quello integrale, fedele all'originale. Ma ciò che rimane è una parte, un insieme di frammenti più o meno lunghi, che tuttavia pur nella loro incompletezza, offrono un quadro vivacissimo e del tutto verosimile di quale fosse la società romana del I secolo d.C., vista con occhio quasi beffardo, a volte cinico, ma realistico.

Una delle pagine più belle, a detta di tanti critici e studiosi del mondo antico, è senza alcun dubbio quella che riguarda la "Vedova di Efeso", una sorta di romanzo nel romanzo, il quale si prolunga per 2 lunghi capitoli, il 111 e 112. Un racconto gustosissimo presentato in una cornice greca, Efeso appunto, città greca molto famosa, ma esposto con uno spirito del tutto latino, amante del realismo e delle situazioni persino paradossali, in cui emerge questo innato senso della concretezza tutta romana e latina.

In breve, è la storia di una donna greca, rimasta improvvisamente vedova di un marito per il quale aveva sempre nutrito un grande affetto, per cui non vorrebbe separarsene nemmeno dopo morto. Infatti rimane insieme al cadavere del coniuge per diversi giorni, nel sepolcro, disperata nel suo dolore inconsolabile.

Ma ecco che la scena improvvisamente cambia, dopo un paio di giorni di pianto accorato, con la unica compagnia di una fedele ancella. A poca distanza dal sepolcro dove si trova la vedova, una gran bella donna, peraltro, viene a porsi un soldato, a guardia di una coppia di banditi impiccati, che non dovevano essere sepolti o portati via dai familiari, secondo il costume dell'epoca.

Infatti di lì a poco, il soldato, attratto dai lamenti e incuriosito dalla luce notturna dei ceri accesi, si avvicina e la storia prende una piega del tutto imprevedibile.

Non vi racconto tutto il resto, perché toglierei il gusto della sorpresa finale. La narrazione è veramente gustosa, da leggere e rileggere. A me ha fatto sempre venire in mente il Boccaccio, sempre raffinato ed elegante, anche nei racconti ricchi di elementi piccanti, oppure nelle situazioni alquanto scabrose, che sono una specialità dello scrittore di Certaldo.

Il testo è facilmente reperibile, anche in edizione economica, nelle edizioni pocket di varie case editrici, le quali portano anche il testo latino a fronte.

Tutto il testo latino originale si può leggere e scaricare dal sito "THE LATIN LIBRARY", uno dei più completi e ricchi in assoluto, del quale mi onoro di essere collaboratore. Il testo italiano, relativo al racconto, nella traduzione di V. Ciaffi, lo invierò volentieri a chiunque ne faccia richiesta.

Un saluto cordiale

Vittorio Todisco

la vostra guida di LATINO

vtodisco@supereva.it

 

Sito della "The Latin Library" da cui scaricare il testo latino del Satyricon:

www.gmu.edu/departements/fld/CLASSICS/petronius.html

 

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