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By Latino di Taras66
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Latino di Taras66 guida dal 21-03-2000
Le "Metamorfosi", ovvero "L'Asino d'oro" di Apuleio, uno dei classici più letti della letteratura universale, ritorna in libreria con una nuova versione di Lara Nicolini, nella collana "Classici greci e latini" della BUR. E' uno dei libri che non dovrebbe mancare in una biblioteca che si rispetti.
In questi giorni, "navigando" nella libreria di un amico, ho notato una nuova versione di un testo, che si può definire "il più classico fra i classici". Mi riferisco ad un'opera non nuova sia per il titolo sia per l'autore: LE METAMORFOSI, ovvero L'asino d'oro di Apuleio. Non dimentichiamo che, con lo stesso titolo, nella letteratura di tutti i tempi esistono altre opere molto note, e cioè "Le Metamorfosi", grandioso poema, opera di Ovidio, insieme alle "Metamorfosi", l'altrettanto famoso romanzo di Kafka. Il volume fa parte della collana Classici greci e latini della BUR, con la traduzione italiana e il testo latino a fronte, a cura di Lara Nicolini. Per la cronaca, il volume è reperibile nelle librerie ad un prezzo molto basso. La iBS, una organizzazione per la vendita online, consociata con la BUR, in genere pratica uno sconto del 20% sul prezzo di vendita, come incentivo all'acquisto, annullando in tal modo i costi di spedizione. Comunque, da parecchi anni, in primavera, è noto che vari editori fanno una campagna di sconti sul loro catalogo, e la BUR è uno di questi promotori, benemeriti della cultura..
Dopo questa premessa, confesso che, parlare di quest'opera, che ho definito "il più classico fra i classici" non è un compito facile per chiunque voglia metterne in luce le caratteristiche tutte particolari, per non dire uniche nel campo della letteratura universale. Siamo nel II secolo d.C., quando cioé la lingua latina si è già avviata verso una evoluzione lenta, ma costante che, del resto, era avvertita fin dal tempo di Cicerone. La lingua di Apuleio, l'autore di questa fabula è sostanzialmente la lingua popolare del suo tempo, anche se, presumibilmente, usata di proposito per essere più vicino ai suoi lettori. In realtà la preparazione di Apuleio, è noto, era essenzialmente basata sui grandi autori del passato e non gli mancava certo una profonda cultura né una sicura conoscenza dei segreti della retorica, applicata persino in un processo che lo vide come accusato di magia. Ma l'opera di Apuleio non è importante solo per la questione della lingua, perché come tutti capolavori, i quali diventano uno specchio della realtà, anche "L'Asino d'oro" è un riflesso delle condizioni morali, sociali, politiche ed economiche del tempo. E tutte le avventure o disavventure di Lucio, il protagonista, dimostrano, sotto l'apparenza della favola, un riflesso di come si vivesse nel II secolo d. C. A questo punto vi riporto la presentazione redazionale, per un approccio preliminare all'opera.
Un esperimento di magia finito male, un giovane imprudente trasformato in asino, una sequenza di traversie (e di racconti), fino al provvidenziale intervento di una dea: Iside. Ma cosa sono davvero le Metamorfosi? Solo un racconto divertente o un percorso iniziatico? Il lettore sarà tentato di scoprire indizi di un senso più profondo in una novella diventata famosa nella letteratura europea, la favola di Amore e Psiche, che rispecchia emblematicamente la trama principale in cui è contenuta.
Le Metamorfosi di Apuleio, opera tanto discussa in passato quanto nei tempi a noi più vicini, indubbiamente sfugge ad una classificazione precisa. La si può classificare come una lunga favola, all'interno della quale si colloca la favola più bella, quella di Amore e Psiche, soprattutto per tutti quei particolari che hanno a che fare con la magia (la stessa trasformazione del protagonista, Lucio, in asino). Qualcuno l'ha paragonata alle fabulae milesiae, ben note nell'ambiente greco per il loro contenuto a sfondo erotico, sensuale, talvolta persino piccante. Un esempio di tal genere di fabula milesia lo troviamo in un celebre antecedente, cioé Il racconto della vedova di Efeso, nel Satyricon di Petronio. Molti critici l'hanno persino accostata al nostro Boccaccio, probabilmente per le situazioni abbastanza simili. In tutti i casi Apuleio è un autore che ha sempre attratto l'interesse dei lettori con il suo stile inconfondibile, per il senso dell'avventura e del mistero che emerge in tutta l'opera.
Personalmente qualche anno fa mi sono cimentato in una traduzione che, a quanto mi risulta, è stata apprezzata persino all'estero, e mi ha onorato il fatto che è stata accolta ed inserita fra le traduzioni di uno dei più noti portali americani, il FORUM ROMANUM curato da David Camden. Per me questo è un motivo di grande soddisfazione, anche se, per onestà professionale, devo ammettere il mio debito di riconoscenza verso altri autori, la cui traduzione mi è servita da guida. In particolare devo citare la traduzione di C. Annaratone, ed. BUR, 1955 e F. Carlesi, ed. Sansoni, 1983.
Dopo quanto è stato detto sulle Metamorfosi e Apuleio, un giudizio su questa traduzione della Nicolini mi sembra più che opportuno, anzi direi doveroso. Da esperto posso dire con tutta sincerità che Nicolini ha fatto un'ottima traduzione, in una lingua scorrevole, moderna, che rende molto bene il linguaggio popolare di Apuleio, privo di voli retorici ed espressioni troppo caricate.