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Storia romana

La Rivoluzione Romana, di Ronald Syme

A cura di Taras66

Pubblicato il 16/02/2006

La storia della «classe dirigente» romana, dalla fine della repubblica alla «dittatura» di Augusto, resa viva e attuale dall'analisi vigorosa e spregiudicata di uno dei maggiori storici dell'antichità.

foto intervento

LA RIVOLUZIONE ROMANA

di Ronald Syme

la rivoluzione romana Questa volta desidero parlarvi di un testo molto noto nel campo della storiografia, "La Rivoluzione Romana" di Ronald Syme, un punto di riferimento obbligato per chiunque affronti gli studi classici e soprattutto la Storia Romana in particolare. Il testo, pubblicato in Italia dalla casa editrice Einaudi, nel 1962, nella celebre collana "Biblioteca di Cultura Storica", ha due pregi fondamentali che lo rendono unico nel suo genere: oltre il nome e la fama dell'autore è da sottolineare l'introduzione di un altro grosso nome della storiografia, Arnaldo Momigliano, un illustre docente italiano emigrato in Inghilterra per motivi razziali. E proprio partendo dalla introduzione dello stesso Momigliano, voglio avviare il discorso su questo testo diventato ormai un classico per diversi motivi, non ultimo quello legato al metodo di indagine dell'autore.

«Ricordo di aver letto The Roman Revolution - osserva Arnaldo Momigliano nell'ampia e dettagliata introduzione al libro - quando ormai la guerra era stata dichiarata e le notti si facevano sempre più lunghe su Oxford immersa nell'oscurità. Il libro afferrava il lettore, stabiliva un rapporto immediato tra l'antica marcia su Roma e la nuova, fra la conquista del potere di Augusto e il colpo di stato di Mussolini e forse quello di Hitler. Nell'incisiva vivezza con cui uomini e situazioni dell'antica Roma erano rappresentati si rifletteva la esperienza di situazioni del nostro tempo... Quest'opera rimane ancora oggi punto di partenza per gli studiosi dell'impero romano. Nell'Italia del 1939-40 una traduzione di questo libro non era pensabile; non fu possibile nemmeno recensirlo. E' un buon segno - e non è troppo tardi - che esso sia oggi tradotto. La traduzione è anche omaggio di gratitudine per uno storico che ha aperto nuovi orizzonti sulla vicenda antica del nostro paese».

La Rivoluzione Romana, che Ronald Syme pubblicò nel 1939, affronta uno dei nodi cruciali della storia di Roma: la caduta della repubblica e il declino della libertà politica sino all'ascesa al potere di Augusto e alla fondazione del suo regime. Quest'opera intende reagire alla visione «tradizionale» e convenzionale del periodo che va dal 60 a.C. al 14 d.C., evitando in particolare di assumere nei confronti di Augusto e del suo operato quell'atteggiamento panegiristico proprio di molta parte della letteratura sull'argomento. In essa l'accento non è posto tanto sulla figura e sull'attività dell' «optimus princeps» quanto sugli uomini nuovi usciti dalla catastrofe repubblicana e destinati a costituire la nuova «classe dirigente» della Roma del principato. La struttura dell'oligarchia governativa assurge quindi a tema dominante della storia politica, venendo a costituire l'anello di congiunzione tra la repubblica e l'impero: è qualcosa di concreto e di tangibile, comunque si possa nominalmente e teoricamente configurare la costituzione. Se perciò da un lato le biografie di Pompeo, Cesare, Augusto, gli avvenimenti bellici, gli affari provinciali e la storia costituzionale godono in queste pagine di un peso relativamente limitato, vi assumono d'altro lato il dovuto rilievo le nobili casate romane e i principali alleati dei diversi capi politici.

Una simile impostazione, e il calore polemico che anima l'indagine del Syme, contribuirono non poco a decretare il successo di quest'opera alla sua prima apparizione in una cerchia ben più vasta di quella degli studiosi di professione.

Analizzando da vicino la struttura, l'impostazione data dal Syme a questo volume, notiamo immediatamente la preparazione e l'esperienza di filologo classico, derivante dal suo passato di docente di filologia classica a Istambul negli anni 1942-45, attraverso le innumerevoli citazioni di opere ed autori, desunte da letture generalmente dirette dei testi. Lo storico di razza, poi, è evidente attraverso l'impostazione data a tutti i capitoli del saggio, nei quali l'indagine è portata avanti con rigore ed originalità di vedute davvero eccezionali. Nello stesso tempo, però, non manca quella umiltà tipica dello studioso che riconosce i propri limiti, ammettendo che gli studi e le ricerche future possano aprire delle strade nuove, suscitando nuove ipotesi, con la consapevolezza che l'ultima parola non può mai essere detta in questo campo, così come avviene nel campo dell'archeologia. E tale umiltà è un pregio difficilmente rintracciabile in altri studiosi, orgogliosi delle proprie certezze e dei risultati ottenuti su determinati argomenti o settori oggetto delle loro ricerche.

Uno dei pochi studiosi che possono essere alla pari con il Syme, parlando lo stesso linguaggio e facendo uso dello stesso metodo di indagine, a mio parere è M. A. Levi, lo storico italiano autore di parecchi volumi dedicati a personaggi e periodi particolari della storia romana, come a quella greca. Particolare affinità con il Syme ha il volume del Levi intitolato "Augusto e il suo tempo", una ricostruzione precisa, fedele e documentata del personaggio Augusto e di tutta la società romana del suo tempo. E non a caso il Levi, in questo suo studio, cita molto spesso il Syme con rispetto e ammirazione, soprattutto per il metodo di lavoro applicato nelle sue ricerche storiche.

Altro pregio riconoscibile in questo testo, è sicuramente la chiarezza esemplare di linguaggio, privo di quegli accademismi e funambolismi verbali che appesantiscono, piuttosto che arricchire il discorso, creando un forte distacco con il lettore. In sostanza qui non troviamo l'esibizionismo tipico di certi docenti, per fortuna in declino in questi ultimi decenni, che parlano a se stessi più che al pubblico, ma è invece abbastanza evidente la cura esemplare posta nel rigore logico della esposizione, nella concretezza delle ipotesi e nella elaborazione dei dati desunti dalle testimonianze e dalle fonti da cui attinge nel corso della indagine. Il Syme non lascia mai il lettore, lo studioso nel vago, anche sugli argomenti più complessi e nelle situazioni più difficili, ma egli dà sempre sicurezza e fiducia, dalla prima all'ultima pagina del volume.

In definitiva, se il Syme è ritenuto un punto di riferimento per qualunque studioso di storia romana, vi sono dei motivi più che validi. Ovviamente non tutto ciò che dice lo storico si può accettare come Vangelo, perché, come si sa, non c'è mai nulla di definitivo. Però bisogna ammettere che il lettore, lo studioso si trova preparato a quelle che sono le novità, le scoperte successive dovute agli approfondimenti di storici successivi e, non dimentichiamo le novità apportate dai documenti venuti fuori spesso in maniera impensata o imprevedibile. Pensiamo, per esempio, ai molteplici documenti venuti alla luce grazie ai nuovi metodi di ricerca applicati alla lettura di documenti cartacei o deperibili sottoposti a incendi o altre stress, fino a qualche anno fa ritenuti del tutto perduti e irrecuperabili.

Il Syme, devo sottolinearlo, ci prepara a sorprese del genere. E non è cosa da poco.

Uno sguardo dettagliato alla struttura del volume, darà un'idea più precisa del lavoro, partendo dal numero delle pagine, 560 in totale, che già dimostra l'ampiezza della ricerca. I capitoli sono 33, più un'appendice che riporta l'elenco di tutti i consoli succedutisi dall'80 a. C. al 14 d. C., un elenco delle opere citate ed un indice dei nomi.

Da sottolineare che, contrariamente al metodo usato da molti storici, italiani e stranieri, il Syme ricorre continuamente alle note in calce, allo scopo di chiarire o indicare con precisione date, eventi, personaggi, opere cui egli fa riferimento, al contrario di altri studiosi che, come il nostro Levi citato, preferiscono inserire tutti i riferimenti a fatti, personaggi, opere ed altro, ad elenchi posti alla fine di ciascun capitolo. Metodi entrambi pienamente legittimi ed adottati comunemente da tutti gli studiosi.

Le Vostre Opinioni

Cosa ne pensi...

Opinione postata il 2006-03-30 16:15:56
Questo libro, di cui ho letto la presentazione sul sito, è fuori catalogo da tempo. Non si trova. Sarei disposto a qualsiasi cosa pur di averlo. Cosa posso fare? Grazie.
  • Oggetto: La rivoluzione romana di Ronald Syme - Utente : Daniele Bertolotti, email: danielebertolotti@yahoo.com
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