A cura di Taras66
Pubblicato il 25/04/2006
Finalmente, dopo anni di peripezie, interventi, discussioni, progetti più o meno accettabili, ha avuto la sua degna collocazione a Roma lo splendido monumento che testimonia la grandezza dell'arte romana raggiunta sotto l'imperatore Augusto. Il progetto del museo, dovuto ad uno dei maggiori architetti del nostro tempo, Richard Meier, ha finalmente dato al monumento una sede definitiva. Non sono mancate le critiche degli immancabili detrattori, fra cui il solito Sgarbi, il quale probabilmente ignorava che il progetto, insieme a tutta la documentazione tecnica e storica era ben visibile a tutti durante questi anni.
L'inaugurazione del museo dedicato esclusivamente ad uno dei monumenti più famosi del passato di Roma, l'ARA PACIS, è un evento che non può passare inosservato per una serie di motivi che, probabilmente, il grosso pubblico ignora, a cominciare dal nome di colui il quale volle il monumento a testimonianza della sua attività di governo, cioé l'imperatore Augusto.
"Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia ... compiute felicemente le imprese in quelle province, il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l'ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale"
(Res gestae divi Augusti 12,2).
Finalmente dopo molti anni di alterne vicende, il monumento ha trovato la sua degna collocazione in Roma e aperto al pubblico in occasione della celebrazione del natale di Roma, che ricorre il 21 aprile. Le contestazioni non sono mancate, da parte di vari detrattori dell'opera di sistemazione il cui progetto è stato affidato ad uno degli architetti più prestigiosi del nostro tempo, l'americano Richard Meier, al quale si deve si deve la realizzazione di importanti musei, fra cui il ben noto Getty Center di Los Angeles. Fra i vari contestatori si è segnalato il critico Sgarbi, conferenziere, politologo, nonché deputato a tempo perso, (ovvero quando ne ha voglia), ex docente di storia dell'arte. Stranamente la sua voce non si è mai fatta sentire durante il periodo di preparazione ed esecuzione del progetto affidato dal comune di Roma all'architetto Meier. Eppure il progetto era ben noto da tempo e visibile in tutti i suoi dettagli. Lo dimostra la pagina dedicata dal Comune di Roma a questo evento, ricchissima di documenti e particolari storici e bibliografici. Da sottolineare l'intervista concessa dallo stesso Meier a vari giornalisti il 19 aprile 2006, nella quale spiega le caratteristiche del suo progetto, sia dal punto di vista storico sia tecnico. Per esempio i criteri che sono stati applicati per la scelta dei materiali impiegati ai fini della migliore conservazione nel tempo di tutta l'opera.
Qui di seguito vi riporto la presentazione ufficiale fatta dal Comune di Roma e pubblicata nel suo sito.
Aperto regolarmente al pubblico da sabato 22 aprile, dopo l'inaugurazione in coincidenza col Natale di Roma, il nuovo museo che contiene l'Ara Pacis: un'opera molto attesa, che unisce le origini della città al suo presente. Progettato da Richard Meier, grande architetto americano, premio Pritzker, esponente dell' 'international style' con una predilezione per i progetti museali (sono suoi, tra l'altro, il Getty Center di Los Angeles, il Museo delle Arti Decorative di Barcellona e quello di Francoforte), il museo dell'Ara Pacis fonde insieme volume e trasparenza, modulandosi in una struttura parallela al corso del Tevere.
Articolato su diversi livelli, proprio per sfruttare al meglio le caratteristiche morfologiche dell'area – con un accentuato salto di quota tra Lungotevere in Augusta e piazza Augusto Imperatore – il complesso risponde a diverse esigenze, in primo luogo quella di tutelare pienamente questo monumento unico, preservandolo dalle insidie dei cambiamenti climatici, del traffico, del rumore, della luce artificiale.
Per questo sono stati usati elementi costruttivi e tecnologici di ultima generazione e di qualità assoluta, dai riflettori anti-abbagliamento ai filtri per la resa del colore, dalle lenti che modulano la distribuzione del fascio luminoso ai materiali fonoassorbenti e ai controlli sul micro-ambiente del museo: tutto pur di assicurare un livello di temperatura e umidità costante ed eliminare tutti gli agenti inquinanti. Perché l'Ara Pacis, il grande altare scolpito in bassorilievo, è un unicum a cui è stato demandato (per volontà del Senato Romano, nel 13 a.C.) un duplice compito, legando nel marmo la celebrazioni della 'pace romana', frutto delle gesta di Augusto, e la nascita mitologica di Roma.
Ora il monumento non solo è pronto ad affrontare lo scorrere del tempo, ma anche le folle dei nuovi visitatori, reso più fruibile, ordinato com'è per in tre diverse aree funzionali che comprendono il museo vero e proprio, la zona delle sale multimediali, gli uffici. Il nuovo complesso, poi, gioca un ruolo di primo piano nel rinnovamento di tutta la piazza Augusto Imperatore (per la cui ristrutturazione verrà a breve pubblicato un bando). Anche il rapporto con il vicino corso del Tevere cambierà, grazie ad una piazza-belvedere che congiungerà il fiume all'insieme urbanistico e monumentale 'augusteo'.
Questi gli orari di apertura al pubblico: dal martedì alla domenica ore 9-19; chiuso tutti il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio e il 1° maggio; il 24 e 31 dicembre ore 9-14. Biglietti: intero euro 6,50, ridotto 3, gratis per cittadini italiani e di paesi stranieri con condizioni di reciprocità sotto i 18 anni e sopra i 65. La biglietteria chiude un'ora prima della chiusura del museo. Per informazioni: 06-82059127, www.arapacis.it