A cura di Taras66
Pubblicato il 03/04/2007
Il TELEGRAPH, giornale britannico all'avanguardia per i suoi precisi e documentati interventi sui problemi più attuali e urgenti del paese, presenta in questi giorni un pezzo di eccezionale importanza su un problema che è dibattuto da anni anche nel nostro paese: l'insegnamento del latino e del greco. Notevole il contrasto di opinioni che emerge a livello di personalità del mondo della cultura britannica.
Forme di boicottaggio nei confronti delle lingue classiche in varie scuole Britanniche?
Il giornale britannico Telegraph, sempre in primo piano quanto ad attenzione dedicata ai problemi più urgenti e vicini alla massa dei lettori, nel numero del 1 aprile 2007 dedica spazio ad un problema che sta investendo i licei di Sua Maestà Britannica: una vera e propria forma di boicottaggio esercitato nei riguardi dei licei dove si studia il latino ed il greco, le lingue classiche per le quali esiste una tradizione secolare di generazioni studenti passati attraverso un severo rodaggio. Ebbene questa tradizione, orgoglio e vanto degli Inglesi, pare non vada più accettata di buon grado da funzionari ed osservatori scolastici che hanno il compito di organizzare sondaggi e censimenti allo scopo di valutare la situazione reale della scuola e preparare i programmi del futuro.
Le dichiarazioni emerse dagli autori di tali sondaggi che fanno capo alla Dearing Languages Review (indagine promossa da Lord Dearing) rivelano che Latino e Greco dovrebbero essere escluse dalla lista delle lingue che le scuole saranno incoraggiate a studiare in quanto esse sono "lingue morte che non danno alcun contributo alla comprensione interculturale". Il documento aggiunge che - traduco letteralmente - "considerata la loro importanza, l'inclusione di queste due lingue sullo stesso piano di base delle lingue moderne potrebbe realmente minare i nostri tentativi di creare una capacità linguistica tutta nostra."
La rivelazione che Latino e Greco erano stati messi intenzionalmente da parte in questa indagine, giunge a qualche giorno di distanza dalla notizia che Storia Antica di livello A (= nella Scuola Superiore) dovrà perdere quasi del tutto la sua importanza secondo l'OCR (Oxford, Cambridge and RSA), ufficio britannico preposto allo studio e organizzazione degli esami. Da sottolineare che l'indagine fu ordinata lo scorso anno dal Governo in risposta ad un ripido declino del numero di studenti che seguono corsi di lingue per il GCSE (General Certificate of Secondary Education), cioè per il conseguimento di un diploma specifico rilasciato dalle scuole superiori.
Ed ecco la pronta risposta di Boris Johnson, ministro-ombra dell'istruzione superiore, il quale ha definito l'asserzione secondo la quale Latino e Greco potrebbero minare gli sforzi per rafforzare le lingue, come " la cosa più stupida che io abbia mai udito". "Se io compero un giornale in Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Grecia, Brasile o nell'intera America Latina, sono in grado di capire le notizie fondamentalmente grazie al fatto che io ho studiato il Latino", ha dichiarato.
Non ha torto l'amico David Meadows, che mi ha passato la notizia, il quale annuncia "extraordinary claims about teaching Greek and Latin" (=straordinarie dichiarazioni sull'insegnamento di Greco e Latino).
Queste sono notizie che dovrebbero far riflettere i detrattori e sostenitori nostrani delle lingue classiche. Come si vede tutto il mondo è paese. A proposito del pezzo apparso su Telegraph, ritengo utile richiamare la vostra attenzione sui link che riguardano pezzi sullo stesso argomento apparsi in precedenza. Ciò dimostra che il giornale segue costantemente l'evoluzione dei problemi, e non in maniera episodica. Una chiara dimostrazione di serietà professionale.