A cura di Taras66
Pubblicato il 23/04/2007
"Il Partito del Popolo ha bisogno di una lezione di Latino". E' il titolo di un articolo pubblicato in questi giorni su un giornale locale della Nuova Guinea, in cui viene aspramente contestato uno slogan espresso male, peraltro, in latino e greco, adoperato da uno dei maggiori partiti del paese. Ne viene fuori una vera e propria lezione di latino.
Nella
lontana Nuova Guinea recentemente è sorta una discussione di carattere
linguistico a causa di un detto latino che fa da presentazione al Partito del
Popolo, uno dei più rappresentativi del paese, guidato dal governatore di Enga,
Peter Ipatas. Pochi, in verità, arriverebbero a pensare che agli antipodi del
nostro paese possano sorgere questioni del genere. La questione è nata con la
pubblicazione lo scorso 11 aprile 2007 di un articolo sul giornale locale National,
a firma del Dr. MICHAEL UNAGE, titolato "People's Party needs Latin
lesson" (Il partito del popolo ha bisogno di una lezione di latino); il
titolo è quanto mai significativo. L'articolo redatto in lingua inglese, lingua
che - così come da molti decenni avviene in India - serve da lingua comune per
ovviare alla difficoltà di comprensione fra gli stessi abitanti del paese dove
esistono innumerevoli dialetti che creano problemi facilmente immaginabili.
Ecco in breve i termini della questione sollevata dall'autore dell'articolo. Il citato Partito del Popolo si fregia di un detto espresso in lingua latina, e nei tre perincipali dialetti locali, che suona così :"IN NOME DI DIO E DEL POPOLO", ma espresso non del tutto correttamente in latino e greco. Ed ecco la reazione del Dr. Unage che fa addirittura una storia della diffusione della lingua latina e delle ragioni storiche che ne hanno fatto nel passato una lingua che dava prestigo e privilegi. Dalla storia l'autore passa ad una analisi linguistica soffermandosi in particolare sull'errore di grammatica presente nel detto "in nomine Deus et Demos" che tradotto significa "nel nome Dio e il Popolo", per cui viene fuori un vero e proprio excursus dettagliato sull'uso dei casi in latino. Ma anche il nome "Demos" è usato in maniera impropria, pur trattandosi di un termine greco che significa "popolo".
"...the construction of the Latin syntax
(grammar) is misleading.
To correctly rephrase what the party wants to say –
“In the name of God and of the People” – the correct phrase would be “In nomine
Dei et populi”.
“Dei” in Latin means “of the God” and “populi” means “of the
people”.
“In nomine Deus” is grammatically incorrect in Latin. In English, it
would translate to “In the name the God”.
In some foreign languages, few
prepositions such as the dative and possessive forms do not have words of their
own. To substitute for that, the noun ending change.
For instance, the word
“Deus” in Latin would have endings such as “Deo” (dative), “Dei” (possessive)
“Deum” (accusative), etc."
Il Dr. Unage quindi passa all'ironia, chiedendosi perché mai il presidente del partito non abbia chiesto l'aiuto di un esperto, magari un semplice sacerdote, per conoscere come andava espresso in latino corretto il detto in questione. E quindi incalza sull'ncompetenza e l'approssimazione del governatore:
"The fact that the People’s Party felt it
unnecessary to seek expert advice perhaps reflects its arrogance.
If the
party does not consult in small things, will it consult others on major policy
issues? "
Cioè, il fatto che il Partito del Popolo non abbia ritenuto necessario rivolgersi ad un esperto potrebbe essere un segno indicativo della sua arroganza. Infatti, se il partito non si consulta sulle piccole questioni, andrà forse in cerca dei consigli altrui su quelli che sono i problemi più importanti del paese?
From the National
Posted
by david meadows on Tue, Apr 17, 2007 at 5:08 AM