LA MESSA IN LATINO: UNA STUPIDITA’ ?
Anche se ormai si è parlato forse troppo e persino a sproposito della rivoluzione che provocherebbe nella chiesa cattolica l’invito pastorale del Papa a ritornare all’antica tradizione sancita nel Concilio di Trento, che tutte le letture sacre debbano essere fatte in lingua latina, tradizione interrotta dalla decisione del Concilio Vaticano II che invece stabiliva che le letture sacre fossero fatte nella lingua locale, sembra che le acque non siano poi tanto acquetate. Qui riportiamo una serie di testimonianze e opinioni presentate dal giornale britannico TELEGRAPH, che in verità danno la sensazione della varietà di pareri anche campo cattolico circa l’opportunità di un tale cambiamento.
Il titolo dell’articolo è già di per sé stesso una provocazione: Infatti definire “Silliness”, ovvero”stupidità, sciocchezza” la messa in latino non è certo incoraggiante, ma indicativo di un particolare atteggiamento di certi ambienti e di certe personalità anche di spicco della chiesa. Comunque le affermazioni riportate dal TELEGRAPH, a mio modesto parere, devono essere accolte cum grano salis, ovvero non si possono condividere e accettare in pieno, ma presuppongono molte riserve da parte del pubblico, in base al vecchio detto di Tacito “sine ira ac studio” forse più attuale e applicabile che mai come in questo caso.
Del resto, lo stesso amico David Meadows che richiama la pagina del quotidiano, non può fare a meno di commentarla con la frase “Quite frankly, this is just silly“, cioè, “ad essere sinceri tutto questo è proprio sciocco”, intendendo certamente mettere in guardia i lettori sul fatto che talvolta, per non dire spesso, i giornali esagerano o travisano fatti, idee e opinioni.
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Qui di seguito vi presento il testo dell’articolo in italiano, accompagnato dall’originale inglese.
Il Papa oggi (siamo al 6 luglio 2007 N.d.T.) è stato messo sull’avviso che egli rischia di affrontare la disunione fra i Cattolici con il progetto di reintrodurre la Messa in Latino e ritornare ai metodi di culto più tradizionali. Una copia dell’indulto (?) papale che ridimensiona la burocrazia attualmente necessaria per celebrare l’antica Messa Tridentina (quella sancita nel Concilio di Trento N.d.T.) celebrata quasi interamente in Latino, è “trapelata” oggi su Internet. Essa è rimasta inapplicata per quasi mezzo secolo, dopo che la Chiesa decise nel Concilio Vaticano II di celebrare la messa in lingua locale.
I membri della Chiesa Cattolica in Gran Bretagna, compreso il Cardinale Cormac Murphy O’Connor, hanno già fatto pressioni sul Papa affinché non reintroduca la messa, che è vista unaninemente come un passo indietro.
L’arcivescovo di Arundel e Brighton, il Rev. Kieran Conry ha detto: ” Ogni liberalizzazione dell’uso del rito Tridentino può dimostrarsi un serio elemento di divisione. Infatti potrebbe inviare un infelice segnale che Roma non è più completamente interessata alle riforme del Concilio Vaticano II , incoraggiando coloro i quali vorrebbero riportare indietro l’orologio della intera Chiesa.
In una lettera di accompagnamento il Papa si preoccupa di mettere in risalto che egli non vuole creare nella Chiesa una divisione fra tradizionalisti e riformisti . Egli ha dichiarato che la perdita della messa in latino nel Concilio Vaticano II lo aveva addolorato. “Parlo per esperienza, perché anche io ho vissuto tutto quel periodo con le sue speranze e la confusione.” E ha aggiunto: “Oltretutto, a meno che i vescovi non mantengano tutti i loro poteri di controllo sull’uso del rito, si andrebbe incontro a una confusione nelle parrocchie. Alcuni sacerdoti tradizionalisti potrebbero usarlo in maniera quasi esclusiva, escludendo cioè quei membri della loro congregazione che vogliono la Nuova Messa. Se non facciamo attenzione, potrebbe sorgere una grande confusione.”
Le nuove disposizioni consentiranno alle parrocchie di celebrare la messa in Latino senza l’intervento del loro vescovo locale. I vescovi, intanto, si occuperanno di porre attenzione al fatto che tutto si svolga in pace e serenità.”
Tuttavia, nel malaugurato caso che qualcuno (chi? qualche vescovo? N.d.T.) si “opponga violentemente” a queste direttive e decide che la messa Tridentina è troppo misteriosa, essi possono aspettarsi una visita da parte dell’ordinaria autorità locale che li ponga in riga.
Anche molti anziani prelati a Roma sono preoccupati dal movimento per popolarizzare la messa Tridentina.
Quite frankly, this is just silly … from the Telegraph:
The Pope was warned today that he faced creating disunity among Roman Catholics with plans to re-introduce Latin Mass and return to more traditionalist methods of worship.
A copy of the papal indult, which cuts down on the bureaucracy currently needed to celebrate the ancient Tridentine Mass, which is celebrated almost entirely in Latin, was leaked today (Fri) on the internet.
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It has been out of use for almost half-a-century, after the Church decided at the Second Vatican Council to celebrate the mass in the vernacular.
Members of the Catholic Church in Britain, including Cardinal Cormac Murphy O’Connor, had previously urged the Pope not to re-introduce the Mass, which is widely seen as a step backwards.
The Bishop of Arundel and Brighton, the Rt Rev Kieran Conry, said: “Any liberalisation of the use of the Tridentine Rite may prove seriously divisive. It might send out an unfortunate signal that Rome is no longer fully committed to the reforms of the Second Vatican Council and it could encourage those who want to turn the clock back throughout the Church.”
In an accompanying letter, the Pope takes care to emphasise that he does not want to create a split in the church between traditionalists and reformers. He said the loss of the Latin mass at Vatican II had pained him.
“I am speaking from experience, since I too lived through that period with all its hopes and confusion.”
He added: “Moreover, unless bishops retain their powers to control the use of the Rite, it will lead to confusion in the parishes. Some traditionalist priests might want to use it almost exclusively, excluding those members of their congregation who want the New Mass. If we are not careful, it could all become a bit of a mess.”
The new arrangements will allow for parishes to say Mass in Latin without intervention from their local bishop. The bishops, meanwhile, have a role in the cure of “bring watchful that is all is done in peace and serenity.”
However, should any of them kick up a fuss and decide that the Tridentine Mass is too arcane, they can expected a visit from “the local Ordinary” to put them back into line.
Many senior prelates in Rome have also been worried about the move to popularise the Tridentine Mass.
Taras66








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