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Riviste e giornali

De Birmanicis libertatem quaerentibus

A cura di Taras66

Pubblicato il 07/10/2007

I monaci buddisti, gente di solito pacifica e mansueta, sono al centro della rivolta esplosa in questi giorni in Birmania contro il regime autoritario dei generali che da anni soffoca il popolo. Essi chiedono silenziosamente la libertà, bene prezioso e irrinunciabile in tutti i paesi civili. Gli occhi del mondo sono puntati su di loro, esprimendo ammirazione e solidarietà per le loro rivendicazioni.

I BIRMANI CHIEDONO LA LIBERTA'

 

Il giornale online EPHEMERIS, com'è nel suo stile, ha un occhio perennemente vigile sull'attualità mondiale. Né poteva sfuggire un evento così drammatico, qual è la rivolta durata molti giorni in Birmania, l'attuale MYANMAR, rivolta esplosa in seguito alle dure condizioni imposte dal regime militare da anni al potere. Il fatto più clamoroso, che ha dell'incredibile, è la partecipazione a queste manifestazioni di centinaia di monaci insieme al popolo, proprio quei monaci che siamo abituati a vedere sempre rivestiti di quel caratteristico abbigliamento di colore arancione, in atteggiamento pacifico, anche fuori dai loro paesi asiatici.

 

Evidentemente il forte bisogno di libertà ha spinto queste persone pacifiche ad esprimere la loro protesta non con tumulti o una rivolta violenta, ma semplicemente facendo notare e sentire la loro presenza nel tessuto vivo del paese. Un esempio degno di ammirazione, senza alcun dubbio, soprattutto in considerazione del fatto che molti monaci sono stati imprigionati come se fossero delinquenti comuni, dileggiati e malmenati dai soldati inviati dalle autorità governative. L'attenzione di tutti gli organi di informazione e di tutti i paesi civili è concentrata su questo paese asiatico da anni oppresso da una dittatura militare.

 

Dalle Nazioni Unite e dall'Europa giungono messaggi di solidarietà per il popolo birmano. C'è una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica mondiale che potrebbe portare a un alleggerimento del regime autoritario. Almeno questa è la speranza comune diffusa anche in Italia, tant'è che sono in programma manifestazioni di solidarietà a Roma e nelle principali città.

 

EPHEMERIS ci offre un commento sugli eventi di cui i Birmani e soprattutto i monaci sono i protagonisti in questi giorni. Il latino ancora una volta è la lingua universale che trasmette in tutto il mondo immagini e parole di sostegno alla popolazione in cerca della libertà, diritto e bene irrinunciabile.

 

 

 

De Birmanicis libertatem quaerentibus

Totam per septimanam minime desiit rebellio civium et monachorum Birmanicorum, qui libertatem postulantes per fora viasque Yangon reclamaverunt, nullis cum armis neu violentis facinoribus. Iam novem homines interiisse narrantur, quorum unus diurnarius Japonicus, plures tamen victimas esse omnes suspicantur. Interfectorum propinqui referuntur a militibus compulsi esse ut litteras subscriberent, quibus mors naturales ob causas intercidisse agnosceretur.

birmani_2Unio Europaea sanctionibus severioribus regimen Birmanicum punire molitur. Saturni die ONUs legatus Ibrahim Gambari Birmaniam visitavit, ut finis contentioni imponatur: nam ONUs Consilium Securitatis nuntio suo, a re publica Sinarum obsignato, de "contentione" scripsit ambas partes ad mites rationes exhortatus. Sine ulla intermissione aëronavi advectus est legatus Naypyidaw, in parvum vicum silvestrem a rectoribus "Myanmar caput" appellatum.

 

Legati adventu imminenti, restituta est Birmanicis facultas interreti utendi, tametsi Birmanicas tantum inscriptiones visitandi, necnon diribitorio electronico fruendi; post tamen horas duas interdictio hesterno die imposita iterum instituta est. Interea Yangon, apud pontem Pansoedan, milites atque astynomi centum reclamantes vi adgressi sunt, violenter verberantes nonnullosque in carcerem corripientes.

 

Scripsit Herimannus Novocomensis - 29/09/2007 16h18

 

 

 

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