A cura di Taras66
Pubblicato il 13/11/2007
L'attività di tombaroli, cacciatori clandestini di reperti archeologici, razziatori di siti dove ancora vengono alla luce tracce della antica civiltà magno-greca e romana, pare non abbia soste. Di recente anche il mare è diventato territorio di caccia sfrenata. Ed ora eccoci di fronte ad un laboratorio in piena regola per il restauro di pezzi antichi, probabilmente destinati o al mercato interno dei collezionisti nostrani o all'estero. L'archeologia è un settore allettante, non c'è dubbio.
Infatti è rimbalzata qui, in Italia, addirittura dal Canada!
I Carabinieri di Avellino e della Stazione di Serino hanno recuperato dei preziosissimi reperti archeologici all’interno di un piccolo laboratorio di restauro nel Serinese. I reperti di rarissima bellezza e pregevole fattura, da un primo accertamento, sembrerebbero provenire dall’antica Apulia (attuale Puglia) e risalire al IV secolo a.c.. Il recupero, frutto di accurate e delicate indagini, ha consentito di sequestrare dei crateri e dei vasi appuli risalenti all’epoca ellenica, finemente decorati con figure mitologiche greche.
Gli oggetti, custoditi all’interno di un grosso borsone accuratamente nascosto dietro un grosso armadio, non sono sfuggiti ai militari che hanno setacciato palmo a palmo l’intera abitazione. Il possessore dei reperti, un restauratore con la passione dell’antico e con qualche precedente specifico, non ha saputo fornire spiegazioni in merito al possesso del materiale e pertanto è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per ricettazione e detenzione illecita di materiale archeologico.
All’interno del locale però sono state rinvenute anche delle altre fotografie ritraenti altri oggetti tutti ricollegabili alla stessa epoca Ellenica, aprendo grandi sospetti sulla presenza di un vero e proprio catalogo per ordinativi. Le indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica di Avellino Dott. Mario Aristide Romano, per ora in pieno svolgimento, e svolte in stretta collaborazione con il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Avellino, non escludono la possibilità di nuovi ed importanti sviluppi.
ELENCO DELLE OPERE RECUPERATE DAI CARABINIERI DI AVELLINO
1) Oinochoe a figure rosse e bianche con raffigurazione di scena teatrale, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.
2) Anfora biansata tipo nolano a figure rosse e bianche, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.
3) Anfora monoansata a figure rosse e bianche, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.
4) Anfora monoansata a figure rosse e bianche, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.
5) Cratere a campana a figure rosse e bianche, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.
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COMMENTO:
Questa notizia diffusa da un giornale locale di Avellino ci dà l'idea esatta degli enormi interessi tuttora legati al settore archeologico, interessi che non accennano a calare nonostante i recenti accordi stipulati in sede internazionale fra i vari paesi che, in passato, hanno visto un traffico molto intenso fra i paesi esportatori (clandestini), Italia e Grecia in primis, e gli stati importatori, Stati Uniti in primis. Quest'ultima notizia, che riguarda un laboratorio clandestino di restauro di pezzi antichi, in effetti giunge abbastanza nuova, la qual cosa dimostra che le vie dell'archeologia parallela sono infinite. Probabilmente ne sentiremo ancora di storie simili, ma per fortuna i nostri carabinieri e finanzieri del nucleo archeologico sono abbastanza all'erta, pronti ad agire laddove abbiano sentore di traffici illeciti.
Posted by david meadows on Nov-11-07 at 2:04 PM