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Civiltà Romana

L'eruzione del vesuvio ha ora una data diversa

A cura di Taras66

Pubblicato il 17/11/2007

Il progresso degli studi in campo archeologico consente di apportare di frequente delle modifiche alle conoscenze storiche e può persino stabilire date diverse da quelle comunemente tramandate in passato. E' questo il caso della famosa eruzione del vesuvio avvenuta sì nel 79 d.C., ma in un mese diverso da quello tramandato per secoli. Ce lo spiega in una puntata di Superquark A. Angela con una serie di testimonianze e documenti inconfutabili.

CLAMOROSO: L'ERUZIONE DEL VESUVIO DEL 79 d.C

E' AVVENUTA QUALCHE MESE PIU' TARDI RISPETTO ALLA DATA TRAMANDATA PER SECOLI

 

Le notizie che riguardano l'eruzione del Vesuvio provengono principalmente dalla corrispondenza di Plinio il Giovane, che riferisce nei minimi dettagli tutti gli avvenimenti che riguardano questo evento disastroso per i fiorenti centri della Campania, Pompei, Ercolano e Stabia, decretandone la fine in un arco di tempo abbastanza breve. Tuttavia i dettagli forniti dallo scrittore romano ci forniscono notizie contrastanti sul periodo dell'anno in cui ebbe luogo l'eruzione, poiché dai manoscritti del testo di Plinio si sono ricavate due date, una, quella accreditata finora, corrispondente al 24 agosto del 79 d.C., l'altra il 24 ottobre. I manoscritti purtroppo spesso non sono concordi fra di loro a causa delle varie copie effettuate dai copisti, in cui non era infrequente che si avessero delle sviste. Ecco quindi che le discordanze si giustificano pienamente. A parte il fatto importante che il manoscritto originale  n o n  e s i s t e  e ci sono pervenute soltante delle copie che riportano la prima e la seconda versione.

 

In questi ultimi anni, però, le ricerche degli studiosi sono continuate e hanno portato a delle conclusioni che modificano sotto l'aspetto temporale, quanti per secoli risultavano fatti ormai accertati definitivamente. I nuovi strumenti e metodi di indagine infatti hanno consentito di accertare, per esempio attraverso l'analisi dei fiori o della frutta, anche se sottoposti ad uno stress eccezionale del calore prodotto dai vapori o dalla cenere bollente, le caratteristiche biologiche e quindi risalire al periodo preciso in cui questi elementi organici erano sulla pianta. Non molto tempo fa abbiamo diffuso la notizia che lo studio del DNA degli elementi organici, passato dal campo strettamente medico, a quello archeologico, sta consentendo agli archeologi di stabilire con precisione la natura degli alimenti, dei cibi e dei liquidi, come olio e vino, trasportati dalle navi da carico antiche. Con questi strumenti sofisticati quindi si apre un nuovo capitolo nella ricostruzione del nostro passato e fra qualche anno saremo in grado di conoscere perfettamente cosa si produceva in Puglia, cosa si importava dall'isola di Chio, cosa si esportava dall'Africa e via discorrendo.

 

Ma, a parte questi nuovissimi strumenti di indagine, in questo caso si è fatto ricorso all'analisi di vari indizi desunti dal contenuto dei famosi dolia, i grossi recipienti dove si conservava il vino o la frutta secca. Proprio come nei romanzi di Conan Doyle, l'autore di Sherlock Holmes, gli esperti si sono basati su vari indizi i quali hanno portato alla deduzione che si era in autunno quando l'eruzione avvenne, considerato che la vendemmia era già avvenuta e il vino dei dolia lo testimoniava. Lo stesso dicasi per i fichi secchi, già raccolti in luglio-agosto. A parte questo indizio, A. Angela ci presenta una ulteriore  prova che si era in autunno, mostrandoci una moneta del tempo trovata in una villa di Pompei, la famosa villa di Menandro, in grembo ad una donna sorpresa e uccisa dal calore e dai gas all'interno di un cunicolo insieme ad altre persone di famiglia. La moneta, che faceva parte di un bel gruzzolo di monete d'oro e d'argento,  porta una indicazione precisa dell'anno e del mese. Infatti la stampigliatura  XV IMP stava a indicare che Vespasiano era stato acclamato comandante trionfatore per la 15a volta. Tale acclamazione si sa per certo che era avvenuta alla fine di ottobre. Inequivocabilmente la moneta si riferiva al periodo autunnale, quindi ottobre del 79 d. C.

 

Queste novità anche il grosso pubblico ora può conoscerle grazie al prezioso impegno di Piero e Alberto Angela, i quali nella bella serie di documentari realizzati per la RAI, principalmente nelle trasmissioni di Superquark, svolgono delle vere e proprie lezioni di storia, archeologia, arte, cultura del mondo antico, lezioni che hanno il pregio di essere ricche di notizie e informazioni sul campo, quindi di prima mano.

 

In questa puntata abbastanza recente (luglio 2007) di Superquark, ci viene offerta dunque una lezione teorico-pratica di archeologia scientifica, tale che chiunque può rendersi conto dei metodi usati dai moderni archeologi per la ricostruzione del passato, metodi che chiaramente sono ormai ben diversi da quelli pioneristici adoperati nel secolo scorso e anche prima, per esempio dal famoso archeologo tedesco Schliemann, che pure pervenne a risultati clamorosi e di grande rilievo nella storia dell'archeologia.

 

Ricordiamo quello che erroneamente venne conosciuto come il tesoro di Priamo, scoperto durante gli scavi sulla collina di Hissarlick, laddove l'archeologo aveva ipotizzato dovesse essere stata la città di Troia. In effetti poi si seppe che egli aveva trovato i resti di una città anteriore di 1000 anni alla Troia omerica. Ma si sa, quelli erano tempi eroici per gli archeologi, che si muovevano soltanto guidati dal loro intuito e dalla passione che li spingeva a esplorare zone ricche di storia e con un passato illustre, per cui gli errori di valutazione e datazione erano molto frequenti. Oggi, invece, gli archeologi si muovono con strumenti e metodi ben diversi, per cui gli errori sono ridotti al minimo.

 

 

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