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By Latino di Taras66
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Latino di Taras66 guida dal 21-03-2000

Un trono in legno e avorio scoperto presso l'Herculaneum

Un ritrovamento imprevisto in una zona peraltro già largamente esaminata e studiata dagli archeologi, a poca distanza dalla famosa Villa dei Papiri. E' un meraviglioso trono in legno e avorio che è stato immediatamente sottoposto ad un accurato restauro.

UN TRONO DI LEGNO E AVORIO SCOPERTO NEI PRESSI DELLA VILLA DEI PAPIRI

Ancora sorprese dalla zona dell'eruzione del 79 d.C. Questa volta, proprio nei pressi della famosa Villa dei Papiri, già oggetto di vari interventi in passato, che ne hanno descritto e analizzato i ritrovamenti avvenuti in varie riprese, è avvenuta alla fine di novembre 2007 un'altra scoperta straordinaria in una zona peraltro esaminata ripetutamente dagli operatori archeologici attivi nella zona. Si tratta di un trono di legno e avorio in prossimità del tunnel che mette in comunicazione gli scavi degli anni ’30 e gli altri in prossimità della Villa. La notizia è stata immediatamente divulgata da Cultural News, foglio che dedica fondamentalmente la sua attenzione ai lavori di carattere archeologico.

 

Una foto presenta con molta chiarezza ed evidenza il manufatto, che è in sostanza un solium, un vero e proprio trono in uso in epoca romana, ma conosciuto anche in ambiente greco. Il reperto di pregevole fattura è stato immediatamente inviato al laboratorio di restauro della sovrintendenza e si dice che sia stata predisposta già la sua esposizione al pubblico in tempi brevi.

 

Eccovi maggiori dettagli, come sono stati illustrati dal Cultural News citato.

 

Il reperto, è stato rinvenuto dieci giorni fa a un centinaio di metri dalla Villa dei Papiri, Il manufatto era inglobato in un blocco di cinerite dell’eruzione vesuviana del 79 d.C. e a prima vista si presentava ridotto a pezzi, almeno nelle parti che si riuscivano a intravedere. Secondo le indiscrezioni, si tratta di un solium, un trono, utilizzato sia nell’antica Grecia che in epoca romana da re e imperatori. Le misure del soglio non dovrebbero differire molto da quelle di una moderna sedia dotata di braccioli e spalliera. Per impreziosirlo, poi, i maestri artigiani usarono guarnizioni in avorio.

 

Non è escluso che nascoste dalla cenere ci siano anche applique in argento e oro. L’intero blocco è stato portato in restauro e adesso se ne attende la pulitura e la ricostruzione. Alcuni elementi saranno presentati martedì 4 dicembre, a Roma, nella ex Chiesa di Santa Marta, dal Soprintendente archeologo Pietro Giovanni Guzzo, dalla direttrice degli scavi di Ercolano, Maria Paola Guidobaldi e dall’archeologo Ernesto De Carolis, tra i maggiori esperti dei mobili rinvenuti nelle dimore ercolanesi. Sugli elementi di avorio, secondo le indiscrezioni dovrebbero essere segnate frasi e vocaboli che saranno tradotte e interpretate dagli esperti di epigrafia non appena completato il restauro del soglio.