A cura di Taras66
Pubblicato il 23/12/2007
La stampa estera è sempre in prima linea soprattutto per quanto riguarda le notizie di carattere "archeologico". Lo dimostra anche questa volta l'edizione internazionale dell'Herald Tribune che dà grande risalto alla mostra di opere d'arte antica, un totale di 69 pezzi di eccezionale valore artistico e storico, ritornate in Italia perché restituite in seguito agli accordi intervenuti fra vari musei americani e il nostro paese. Si tratta in sostanza del ritorno in patria di opere in genere saccheggiate ed esportate illegalmente.

Opere d'arte restituite da vari musei americani all'Italia, ben 69 pezzi di grande valore artististico e storico sono in mostra a Roma dal 21 dicembre 2007 presso il Quirinale.
Bisogna dare atto al ministro Rutelli che il suo impegno per la restituzione di un vero patrimonio artistico finora sparso presso vari musei che ne erano venuti in possesso quasi sempre per vie illegali, grazie alla intermediazione di trafficanti senza scrupoli, finalmente sta dando buoni frutti.
Non tutti questi tesori dell'arte antica sono sulla via del ritorno, ma già si stanno notando i primi segnali di un nuovo atteggiamento da parte dei musei americani, più propensi a venire a patti con i governi dei principali paesi d'origine, Italia e Grecia in primis, dai quali da anni è in atto una esportazione incontrollata di sculture, pitture e opere d'arte in genere, soprattutto del periodo classico, spesso provenienti da scavi abusivi o da collezioni private, anch'esse abusive in quanto tutto ciò che viene trovato nel sottosuolo del territorio italiano appartenente al passato, cioè il cosiddetto "reperto archeologico", è proprietà dello stato.
Il 18 dicembre di quest'anno un articolo dell'International Herald Tribune, firmato da Elisabetta Povoledo, dal titolo molto significativo "After legal odyssey, homecoming show for looted antiquities" (dopo una odissea legale, il ritorno in patria delle antichità saccheggiate) ha dato ampio risalto a questa mostra sottolineando la legittima soddisfazione degli studiosi e archeologi che vedono il ritorno di ben 69 pezzi antichi restituiti dal J. Paul Getty Museum, dal Museum of Fine Arts di Boston, dal Princeton University Art Museum e dal Metropolitan Museum of Art di New York.
Da notare l'interessante giudizio espresso dall'inviato del giornale. "For italian cultural officials and negotiators, the show is a declaration of victory in their long and often contentious negotiations for the return of such artifacts." (Per i funzionari culturali e i negoziatori, la mostra equivale a una dichiarazione di vittoria a causa dei loro lunghi e contrastati negoziati per il ritorno di queste opere d'arte)
Viene anche riportato qualche commento espresso dal ministro Rutelli nella sua conferenza stampa, fra cui "Scavati dalle viscere della terra , privati della loro identità e ridotti a meri oggetti di bellezza, senza un'anima, questi pezzi oggi concludono la loro odissea". Egli ha anche definito la mostra, che è libera per il pubblico, "un regalo di Natale".
Questi alcuni dei pezzi più importanti in mostra:
- Anfora Attica con figure nere che rappresentano Ercole che lotta con Gerione, datata 540 a.C.
- Statua di marmo di Vibia Sabina, del secondo secolo dopo C.
- Oinochoe Proto-Corinzia da vino con la figura di un serpente, datata 700-675 a.C.
- Dinos Appula a figure rosse, coppa per vino e acqua, con il mito di Busiride, datata 340-320 a.C. circa
Molto interessanti i commenti di vari direttori di musei stranieri, tutti concordi nell'apprezzare la piena disponibilità dei musei americani alla restituzione delle opere d'arte. Insomma nessun rancore per la perdita di pezzi di grande valore artistico e storico, ma tutti concordi i direttori dei musei nell'ammettere la propria colpa e leggerezza avendo accolto opere d'arte antica senza badare alla provenienza. Interessante anche il giudizio di alcuni funzionari italiani, secondo i quali "piuttosto che un segno di capitolazione da parte dei musei americani, tali accordi riflettono il cambiamento in atto nel mondo dei musei."