A cura di Taras66
Pubblicato il 06/02/2008
"Noi possiamo imparare moltissimo dalla nascita e caduta dell'Impero Romano" (We can learn plenty from the rise and fall of the Roman Empire), è il titolo di una articolo sotto forma di lettera indirizzata al primo ministro canadese, Stephen Harper, da uno scrittore. E' in sostanza un invito a leggersi un'opera dell'imperatore Marco Aurelio, da cui apprendere come si governa un paese. Dai vari cenni sulla figura e l'opera dell'imperatore romano, il discorso si allarga sulla storia romana. Ne emerge una esaltazione della civiltà romana in tutti i suoi aspetti. L'articolo è apparso ieri sul quotidiano "Ottawa Citizen".
Noi possiamo imparare moltissimo dalla nascita e caduta dell'Impero Romano
Questo è il titolo di un articolo-lettera pubblicato dal quotidiano di Ottawa Ottawa Citizen il 4 febbraio di quest'anno. L'autore è uno scrittore noto in Canada, Yann Martel, vincitore del recente premio "Booker Prize" per il suo libro "Life of Pi". Per presentare l'autore, e in particolare l'articolo, c'è bisogno di una breve premessa. Yann Martel, infatti, ha la consuetudine di indirizzare ogni 15 giorni una lettera aperta al primo ministro candese, Stephen Harper con dei precisi riferimenti storici dell'attuale attività di governo al passato. Quest'ultima lettera ha il titolo "Meditations by Marcus Aurelius" (Le Meditazioni di Marco Aurelio).
Marco Aurelio Antonino fu imperatore romano dal 161 al 180 d.C., succedendo ad Antonino Pio in seguito ad adozione. Negli ultimi anni di vita e di regno, ovvero dal 166 al 178, compose un libro di riflessioni filosofiche dal titolo "Colloqui con sé stesso" ma più noti con il titolo di "Ricordi" o "Meditazioni".
Ed ecco che Yann Martel, parlando della vita e sopratutto dell'attività di governo di Marco Aurelio, fa un excursus sulla storia di Roma tracciando una panoramica dell'ascesa di Roma da piccolo villaggio a grande capitale di un immenso impero, fino alla sua fine clamorosa. Ebbene in questo panorama si evidenzia un enorme rispetto per la storia di questa città, per le sue realizzazioni in campo culturale, amministrativo, legislativo e per l'influenza esercitata su tutti i paesi entrati nell'orbita dell'impero e che tuttora conservano tracce molto evidenti di questa influenza nella lingua, nei costumi, nelle leggi, nell'architettura e così via.
In sostanza Martel fa una esaltazione della civiltà romana ponendosi anche delle domande, fra cui, interessantissima, "dopo tanti imperi grandiosi, come quello romano, quello Ottomano, quello Britannico, quello Sovietico, solo per citare i più importanti a noi vicini geograficamente, quale sarà il prossimo impero che prenderà il loro posto nella storia dei popoli?"
Da sottolineare il dettagliato excursus sull'influenza esercitata dalla civiltà romana, con ampi dettagli e precisi riferimenti storici e culturali. In sostanza qui ci troviamo di fronte ad un vero elogio della civiltà romana che si giustifica con la nazionalità dell'autore, canadese, e quindi molto intimamente legata alla cultura britannica che è arcinoto quanto sia debitrice alla civiltà romana. Lo dimostra ampiamente, laddove ce ne fosse bisogno, la cura e la diligenza con cui viene conservato e ripristinato ogni minimo residuo, piccolo o grande che sia, della presenza romana sul suolo dell'antica Britannia.
Per dimostrare il rispetto e l'ammirazione per Roma, basterebbe prendere in considerazione almeno il primo di questi riferimenti che si trovano giusto in calce alla prima parte dell'articolo di cui sopra, dal titolo: "Signs of a Falling Nation" (Segni di una nazione in decadenza)".
|
Will the U.S. and UK heed the |
|---|
|
B&B in a cool area of Rome. Close to the historic centre www.pignetohouse.it |
|---|
|
Private & small parties in English, no lines with priority entrance www.vaticantoursinc.com |
Considerata l'importanza dell'argomento non posso sottrarmi al compito di tradurre almeno i passaggi più interessanti dell'articolo che merita una lettura approfondita. E lo faccio con grande piacere.
Published: Monday, February 04, 2008
We can learn plenty from the rise and fall of the Roman Empire
Yann Martel, the Booker Prize-winning author of Life of Pi, is sending a book and letter every two weeks to Prime Minister Stephen Harper. Below is Martel's 20th letter, as posted on his website, whatisstephenharperreading.ca. The Citizen will publish his letters every second Monday. Book 20 is Meditations by Marcus Aurelius.
Dear Mr. Harper,
Like you, Marcus Aurelius was a head of government. In AD 161, he became Roman Emperor, the last of the "five good emperors" -- Nerva, Trajan, Hadrian, Antoninus Pius, Marcus Aurelius -- who ruled over 84 years of peace and prosperity that lasted from A.D. 96 to 180, the Roman Empire's golden apogee.
The case of Rome is worth studying. How a small town on a river became the centre of one of the mightiest empires the world has known, eventually dominating thousands of other small towns
on rivers, is a source of many lessons. That Rome was mighty is not to be doubted. The sheer size the empire achieved is breathtaking: from the Firth of Forth to the Euphrates, from the Tagus to the Rhine, spilling over into Northern Africa, for a time the Romans ruled over most of the world known to them. What they didn't rule over wasn't worth having, they felt: they left what was beyond their frontiers to "barbarians."
"Caro Sig. Harper, (attuale primo ministro canadese) n.d.t.
come Lei, Marco Aurelio fu un capo di governo. Nel 161 d.C. egli diventò Imperatore Romano, l'ultimo dei "cinque bravi imperatori" - Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio - il quale regnò per un periodo di 84 ani di pace e prosperità che durarono dal 96 al 180 d.C., l'apogeo d'oro dell'Impero Romano.
Il caso di Roma è degno di essere studiato. Come riuscì un paesino bagnato da un fiume a diventare il centro di uno degli imperi più potenti che il mondo abbia conosciuto, arrivando alla fine a dominare su migliaia di altre piccole città situate lungo i fiumi, ciò è materiale utile per molte lezioni. Che Roma fosse potente non può essere messo in dubbio. Le dimensioni totali che l'impero raggiunse è un fatto che toglie addirittura il respiro: dal Firth of Forth all'Eufrate, dal Tago al Reno, estendendosi fino all' Africa Settentrionale, i Romani per un certo periodo governarono la maggior parte del mondo a loro noto. Tutto quanto non rientrò sotto il loro dominio, ritennero che non avesse alcun valore: essi abbandonarono ai "barbari" quello che si trovava oltre le loro frontiere.
Another measure of their greatness can be found in the Roman influences that continue to be felt to this day. Rome's local lingo, Latin, became the mother language of most of Europe, and Italian, French, Spanish and Portuguese are still spoken all over the world. (The Germanic hordes beyond the Rhine, meanwhile, have managed to sponsor only one international language, albeit a successful one, English.)
We also owe the Romans our calendar, with its 12-months-and-365 1/4-day years; three days in our week hark back to Roman days -- Moonday, Saturnday and Sunday; and though we now use the Roman number system (i, ii, iii, iv, v, vi ...) only occasionally, we use their 26-letter alphabet constantly.
Un'altra misura della loro grandezza può essere espressa dalle influenze romane che ancora oggi possono essere sentite. Il dialetto locale di Roma, il Latino, è diventato la madre lingua della maggior parte dell'Europa, e l'Italiano, il Francese, lo Spagnolo e il Portoghese sono ancora parlati in tutto il mondo. (Le tribù germaniche, al di là del Reno nel frattempo si sono date da fare per sponsorizzare soltanto una lingua internazionale, anche se con pieno successo, l'Inglese.)
Noi dobbiamo ai Romani anche il nostro calendario, con i suoi 12 mesi e i 365 giorni e 1/4 di giorno l'anno.; tre giorni della nostra settimana si rifanno ai giorni romani - il giorno della Luna, il giorno di Saturno e il giorno del Sole; e sebbene noi ora usiamo il sistema numerale dei Romani (I, II, II, IV, V..) solo occasionalmente, usiamo costantemente le 26 lettere del loro alfabeto.
Despite their power and might, another lesson about the Roman Empire forces itself upon us: how it's all gone. The Romans reigned far and wide for centuries but their empire has vanished entirely. A Roman today is simply someone who lives in Rome, a city that is beautiful because of its clutter of ruins.
Such has been the fate of all empires: the Roman, the Ottoman, the British, the Soviet, to name only a few European empires. Which will be the next empire to fall, the next to rise?
In contrasto con la loro forza e la loro potenza, un'altra lezione ci proviene dall'Impero Romano: come è finito tutto ciò. I Romani regnarono a lungo e in un'area molto estesa per secoli, eppure il loro impero si è dissolto interamente. Romano, oggigiorno è semplicemente qualcuno che vive a Roma, una città bella perché include un bel mucchio di rovine.
Tale è stato il destino di tutti gli imperi: quello Romano, quello Ottomano, quello Britannico, quello Sovietico, per nominare soltanto alcuni degli imperi d'Europa. Quale sarà il prossimo impero a cadere, quale il prossimo a innalzarsi?
The interest in reading Marcus Aurelius's Meditations lies as much in their content as in the knowledge of who wrote them. European history has got us used to seeing one monarch after another reach the throne for no reason other than direct filial relation, with talent and ability playing no role. Thus the unending line of mediocre personalities -- to put it charitably -- who came to rule and mismanage so many European nations. This was not Marcus Aurelius's route to power. Emperor Antoninus Pius was not his biological father from whom he inherited the throne.
Nor was Marcus Aurelius elected. He was rather selected. Roman emperors did pass on their emperorship to their sons, but this linkage was rarely directly biological. They instead designated their successors by a system that was authoritarian yet flexible: adoption. Marcus Aurelius became emperor as a result of being adopted by the reigning emperor. Each emperor chose whom he wanted as his successor from among the many capable and competing members of Rome's diverse elite class. Members of that class were often related, but they still had to prove themselves if they wanted to move up in the world.
L'interesse a leggere le meditazioni di Marco Aurelio nasce tanto dal loro contenuto quanto dalla conoscenza di colui che le scrisse. La storia europea ci ha abituati a vedere un monarca dopo l'altro raggiungere il trono per nessun altra ragione che una diretta relazione di parentela, senza che il talento o le capacità personali giocassero il benché minimo ruolo. Da ciò la interminabile schiera di personalità mediocri - tanto per essere comprensivi- che si susseguirono a governare e reggere malamente tante nazioni europee. Questa non fu la strada del potere percorsa da Marco Aurelio. L'imperatore Antonino Pio non era il padre biologico da cui ereditò il trono.
Nè Marco Aurelio fu eletto, ma piuttosto egli fu scelto. Gli imperatori romani trasmisero il loro potere imperiale ai loro figli, ma questo legame fu raramente di natura direttamente biologica. Essi invece designavano i loro successori in base a un sistema che era autoritario, eppure flessibile: l'adozione. Marco Aurelio divenne imperatore come risultato di un'adozione da parte dell'imperatore in carica. Ciascun imperatore sceglieva come suo successore chi preferiva tra i membri capaci e in grado di competere di diverse elite di una classe di Roma. I membri di quella clsse erano spesso imparentati fra loro, ma essi dovevano anzitutto dimostrare a sé stessi che essi volevano farsi strada nel mondo.
In that, Roman society was much like the modern democracies of today, with their educated, principled elites that seek to perpetuate the system and, with it, themselves. The Rome of then, in some ways, doesn't seem so different from the Ottawa, Washington or London of today. After the alien abyss, frankly, that is much European history, with the Europeans thinking and behaving in ways that we can hardly understand by contemporary standards, it is a surprise to see, nearly 2,000 years ago, a people who thought and fought and squabbled and had principles which they squandered, and so on -- why, a people seemingly just like us. Hence the endless interest of Roman history.
So Marcus Aurelius was a man of great ability selected to be Roman emperor. In other words, he was a politician, and, like you, a busy one; he spent much of his time battling barbarian hordes on the frontiers of the empire. But at the same time, he was a thinking man -- with a penchant for philosophy -- who put his thoughts down on the page. He was a writer.
Emperor Marcus Aurelius was a Stoic and some of his pronouncements are on the gloomy side: "Soon you will have forgotten the world, and soon the world will have forgotten you," is a fairly typical pronouncement of his. There is much made in these meditations on the ephemerality of the body, of fame, of empires, of pretty well everything. Over and over, Marcus Aurelius exhorts himself to higher standards of thinking and behaving. It's bracing, salutary stuff. In many ways, it's the perfect book for you, Mr. Harper. A practical book on thinking, being and acting by a philosopher-king.
It's also not the sort of book one reads right through from page 1 to page 163. It has no continuous narrative or developing argument. The Meditations are rather self-contained musings divided into 12 books, each book divided into numbered points that range in length from a single sentence to a few paragraphs. The book lends itself to being dipped into at random. My suggestion is that each time you open and read it, you put a dot next to the meditations you read. That way, over time, you will read all of them.
In ciò la società romana era molto simile alle moderne democrazie di oggigiorno, con le loro elite istruite e fornite di principi tali per cui esse cercano di perpetuare il sistema, e con esso sè stessi. La Roma di allora, in un certo qual modo, non sembra molto differente dalla Ottawa, Washington o Londra di oggi. Dopo un abisso da alieni, qual è francamente gran parte della storia europea, con gli Europei che pensano e si comportano in maniere che noi difficilmente possiamo comprendere secondo gli standarrd contemporanei, è sorprendente vedere, a circa 2000 anni di distanza, un popolo che pensava e lottava e si azzuffava e aveva dei principi che non sfruttava appieno, e così via - perchè è un popolo in apparenza del tutto simile al nostro. Di qui l'interesse senza fine per la storia romana.
Per questo Marco Aurelio fu un uomo di grande abilità scelto per essere imperatore romano. In altri termini, egli fu un politico e, come Lei, un uomo impegnato; egli trascorse molto del suo tempo combattendo le orde di barbari sulle frontiere dell'impero. Ma, allo stesso tempo, era un uomo di pensiero - con una inclinazione per la filosofia - e mise i suoi pensieri per iscritto. Era uno scrittore.
L'imperatore Marco Aurelio era uno Stoico e alcune delle sue massime hanno un sapore malinconico: "Presto voi avrete dimenticato il mondo, e presto il mondo avrà dimenticato voi," è una massima del tutto tipica di lui. Vi è molto in queste meditazioni circa la caducità del corpo, della fama, degli imperi, insomma di ogni cosa. Molto spesso Marco Aurelio esorta sè stesso a standard più elevati di pensiero e di comportamento. La sua materia è salutare, corroborante. E' il libro perfetto per Lei, Sig. Harper. Un libro di pratica di pensare, essere e agire da re-filosofo.
La lettera si chiude con alcuni consigli sul modo migliore di leggere il libro dei Ricordi e gustarlo di volta in volta che lo aprirà.
Posted by david meadows on Feb-04-08 at 5:06 AM
http://www.canada.com/ottawacitizen/news/arts/story.html?id=a92581b9-ffc1-4a27-9e78-fa1c75cf9ae0&k=79363&p=1