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Civiltą Romana

Un super-collante misterioso negli elmi dei Romani

A cura di Taras66

Pubblicato il 07/02/2008

Un servizio apparso qualche tempo fa su EPHEMERIS ci presenta la testimonianza della genialitą dei Romani anche nel campo della metallurgia. Molti reperti romani sono venuti alla luce durante gli anni, fra cui vari elmi e armature, e persino elmi destinati a proteggere i cavalli. Il fiume Reno, per esempio, ha restituito vari esemplari di questo genere, conservando nelle sue acque per quasi 2000 anni elmi di pregevole fattura, probabilmente come corredo dei cavalli dei comandanti morti in battaglia. Un particolare ha incuriosito gli esperti di restauro del museo del Reno, dove sono esposti numerosi campioni di elmi di ferro impreziositi da lamine d'argento cesellato incollate e perfettamente aderenti nonostante i secoli e persino la permanenza in fondo al Reno. Cosa era questo incredibile e tenacissimo collante che ha sfidato i secoli? Quali erano i componenti di base di questo super-attack antelitteram? Ce lo spiega questo servizio di EPHEMERIS ripreso da Der Spiegel.

Ritrovato un efficacissimo collante

usato dai Romani

 

EPHEMERIS, il notiziario online interamente redatto in latino, di recente ha presentato un interessante servizio che descrive come č stato scoperto un efficacissimo collante usato dai fabbri romani per fare aderire delle lamine d'argento cesellate agli elmi, alle armature dei cavalieri e persino agli elmi dei cavalli. Il collante si č rivelato di una tenacia formidabile, tanto che degli elmi recuperati dal fondo del Reno dopo 1500 anni, si conservavano tuttora perfetti, senza alcun segno di cedimento del collante. Un esemplare č presentato nella foto che accompagna il testo.

 

Il sig. Frank Willer, esperto restauratore incaricato dal Museo Renano di effettuare delle ricerche su questi cimeli insieme a vari collaboratori, e' riuscito a ritrovare le tracce di questo misterioso collante che ha resistito meravigliosamente per tanti secoli anche in acqua, senza perdere la sua forza adesiva. Al giornalista del settimanale Der Spiegel che lo intervistava ha dichiarato che č stata individuata la natura dei componenti base di questo straordinario collante, ma finora tutti i tentativi per riprodurlo sono falliti. Infatti i componenti base del collante sono soltanto tre, ma č il modo di miscelarli, a parte le proporzioni, che risulta difficile da riprodurre.

 

"Romani gluten suum universale commiscuerunt e bitumine et sebo bovino et pice corticis arborarii, quae iam aetate lithicā ad glutinandum adhibebatur." ( I Romani crearono il loro collante universale mescolando bitume, sego bovino e pece estratta dagli alberi, materiale che veniva adoperato per incollare gią nell'etą della pietra)

 

Si ignora perņ se a tali componenti venissero aggiunte altre sostanze. "Fortasse addita esse etiam mineralia, quales sint scobes tegularum aut fuligo aut harena quarzica " "Probabilmente", ha dichiarato l'esperto, " furono aggiunti anche dei minerali, quali polvere delle tegole, oppure fuliggine o sabbia quarzifera". Insomma č un vero enigma questo collante che dimostra una forza adesiva davvero eccezionale, superando di gran lunga la resistenza e soprattutto la durata dei moderni collanti.

 

Ancora un plauso agli antichi Romani che la sapevano lunga in tutti i settori della vita, persino in quello della metallurgia, come in questo caso.

 

 

SCIENTIA (da EPHEMERIS)

 

RES FORTE INVENTA

Inventum esse gluten* Romanum efficacissimum

 

Elmo romanoSubito mira fila tracta sunt de casside equitis Romani, quae habuit 2000 (duo milia) annorum - archaeologi Bonnenses invenerant partes glutinis antiqui relictas, quo adhuc cohaereant partes conglutinatae. Investigatoribus quamvis nōtae sunt substantiae, quibus hoc gluten commiscebatur, nondum contigit, ut ipsi fabricarent tale gluten.

 

 

 

 

 

 

Ecce metalla conglutinata: In casside equitis Xantensi fabri Romani ferro agglutinaverunt laminam argenteam.

 

Iidem vźnźre, vīdźre, glutinavźre: Romani antiqui iam utebantur glutine universali, quo argentum et ferrum inter se conglutinarent. Cooperatores Musei Terrae Rhenanae in quadam Romanā casside pretiosā aetatis 2000 ferź annorum, quae gerebatur ostentationis causā, nunc invenerunt reliquias glutinis antiqui. Francus (Frank) Willer restaurator exponit fabros Romanos hōc glutine tenuem laminam argenteam agglutinavisse ferreae cassidi quae ornata esset coronā laureā.

 

Francus Willer a SPIEGEL ONLINE interrogatus: "Insigniter" inquit „et feliciter accidit, ut post duo milia annorum in casside adhuc inveniremus reliquias huius glutinis". Francus etiam perquisiverat larvas bellicas in proelio Variano adhibitas, in quibus etiam argentum ferro erat affixum. Idem archaeologus sentit verisimile esse etiam larvas esse conglutinatas, sed easdem peius esse conservatas, quam ut invenirentur partes glutinis residuae.

 

Aliter res se habet in casside equitis, quae inventa erat in Coloniā Ulpiā Traianā (i.e. Xanten in oppido Rheni inferioris) : Eadem cum per 1500 (mille quingenta) annorum sita esset in fundo Rheni, gluten non infestum erat oxygenio āėris dissolventi. Francus affirmat itaque partes metallicas eodem glutine adhuc stabiliter cohaerere.
Cooperatores musei hoc gluten forte fortunā invenerunt pusillam particulam probandam e casside eximentes. Calore, qui serrā subtili exortus, subito argentum a ferro absolutum esse et inter ferrum et argentum tracta esse fila aenigmatica. Francus: "Primo" inquit nescivimus, e qua materiā haec fila constarent. Analysibus in laboratorio factis inventa esse partes glutinis: Romani gluten suum universale commiscuerunt e bitumine et sebo bovino et pice corticis arborarii, quae iam aetate lithicā ad glutinandum adhibebatur.

 

Quando fieri poterit, ut denuo conglutinetur glutine Romano? – Francus: „Nondum" inquit „nobis contigit, ut ipsi tale gluten commisceremus." Partes ingredientes nullas quidem esse nisi tres, sed easdem esse posse variis consistentiis – a statu solido usque ad statum liquidum. Itaque laboriosum esse hoc gluten Romanum denuo fabricare. Fortasse addita esse etiam mineralia, quales sint scobes tegularum aut fuligo aut harena quarzica.
Tamen – Francus putat, si quidem contigerit, ut denuo commisceatur gluten Romanum, nequaquam fore, ut hoc gluten antiquum modernis glutinibus superetur: "Hoc gluten" inquit „etiam post 2000 (duo milia) annorum est vi cohaesivā. Quale gluten modernum tam diu conservatur?"
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*glūten, glūtinis n. – orig. Leim; Angl. glue; Fr. colle; Ital. colla; Hisp. cola, pegamento; Neogr. κόλλα.

Hanc relationem d.04.m.Dec.,h.17.29, a.2007 in Germanico periodico interretiali, c.t. est „Spiegel Online" editam e Theodisco sermone in Latinum convertit Nicolaus Groß praeceptor Sedis interretialis domūsque editoriae, quae appellatur LEO LATINUS: http://www.leolatinus.com/

 

Scripsit Nicolaus Gross - 29/01/2008 23h06

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