A cura di Taras66
Pubblicato il 28/02/2008
Sicuramente questo è un periodo felice per gli archeologi e gli amanti del mondo antico, considerato che si susseguono senza posa i recuperi di pezzi antichi sottratti o esportati illegalmente. Questo recente recupero, pubblicizzato dal giornale online libico Masthaba, riguarda un bellissimo tavolo di marmo lavorato a bassorilievo trovato in Libia nel 1973 e poi misteriosamente sparito nel 1999. Le assidue ricerche tuttavia hanno portato al ritrovamento del pezzo antico esposto in una casa d'aste di Parigi, pronto per la vendita.
Il notiziario online libico Mathaba News Agency del 23 febbraio 2008 ha dato una notizia davvero interessante per il mondo archeologico. Si tratta del recupero di un pezzo pregiato del periodo romano asportato dal sito archeologico di Shahat e di cui si erano perdute le tracce da quasi 10 anni. Il pezzo in questione è una lastra di marmo con bassorilievi mitologici di tipo greco, che in origine doveva costituire la parte principale di un tavolo da gioco. Il reperto antico, giudicato un autentico gioiello, è stato consegnato ieri nelle mani del rappresentante della Libia presso l'UNESCO a Parigi.
Ecco i dettagli del reperto riportati dal notiziario
La lastra di marmo era stata asportata nel 1999 dal deposito archeologico di Shahat, nella regione di Gabal Al Akhdar, nella Libia orientale. Il pezzo, che ha l'apparenza di un tavolo, ha delle incisioni che raffigurano la dea Hurmuz alla guida di quattro cavalli. Di recente faceva parte di vari pezzi antichi esposti per un'asta presso la Sala Atene di Parigi.
Il direttore dell'Ufficio Antichità ha dichiarato che Seif Al Islam, durante un incontro con un gruppo di specialisti, conoscitori del sito archeologico di Shahat, ha sollecitato una loro collaborazione con i competenti uffici libici allo scopo di procedere al recupero di reperti antichi rubati, in linea con le convenzioni delle Nazioni Unite per la protezione dei beni culturali, e in linea con le indicazioni dei responsabili delle organizzazioni internazionali, in modo particolare dell'UNESCO, al fine di proteggere tali beni e mettere in atto ogni sforzo per giungere alla restituzione di tutto quanto è stato sottratto finora.
Il direttore dell'Ufficio Antichità ha anche precisato che il reperto, trovato in Shahat durante degli scavi eseguiti nel 1973, era sparito nel 1999.
Le ricerche del reperto hanno condotto alla scoperta che esso era in possesso della Sala Atene della casa d'aste il cui proprietario è un americano, con ramificazioni e filiali a Londra e New York.
Inoltre si è accertato che era stato acquistato dalla casa d'asta nel mese di giugno da un commerciante, antiquario di Zurigo..
La fondazione Qadhafi ha successivamente fatto i passi necessari per accertare la reale identità del reperto da restituire alla Libia per il tramite dell'UNESCO. La cerimonia della restituzione si è svolta alla presenza di un rappresentante del Dipartimento Europeo del "Foreign Liaison Bureau", dei rappresentati del World Heritage Center, nonché del direttore dell'UNESCO e del presidente della Libyan French Friendship Society, l'archeologo André Laronde.
Breve commento sulla vicenda
Questa notizia giunge pochi giorni dopo un'altra notizia analoga, discussa in questa stessa rubrica, ossia quella relativa al recupero di un affresco pompeiano asportato illegalmente dalla villa di Poppea Sabina, moglie di Nerone. Anche in questo caso la tappa finale è stata Parigi. Che ci sia in corso un'ondata di entusiasmo per l'arte antica da parte dei Parigini? Vero è che Parigi può essere considerata la città degli artisti, ma che diventi anche la città dei trafficanti d'arte, non è certamente una etichetta piacevole. Oltre tutto la città ha ben altri pregi da mettere in mostra.