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Archeologia romana

Reperti archeologici all'asta su eBay

A cura di Taras66

Pubblicato il 08/03/2008

I trafficanti di reperti archeologici non si danno per vinti, anzi dimostrano una impudenza incredibile mettendo in vendita pezzi di gran pregio artistico addirittura su eBay, come dire una via Montenapoleone online. Per fortuna che è attiva un'associazione che vigila sul traffico online e infatti di recente è entrata in azione sventando un clamoroso tentativo di vendita all'asta di tre capolavori antichi. I dettagli dell'operazione sono stati riportati da "Punto Informatico".

 

REPERTI ARCHEOLOGICI MESSI ALL'ASTA SU EBAY


La sfrontatezza dei commercianti, o meglio, dei trafficanti di reperti archeologici non ha limiti. Infatti si ha notizia che un lotto di preziosi reperti archeologici sono stati posti in vendita su eBay, un sito specializzato nelle vendite all'asta, con un vastissimo catalogo di articoli di qualunque genere.

 

Il fatto strano è che ormai i freni sono diventati molto rigorosi, sia per quanto riguarda il traffico internazionale di beni archeologici, sia quello nazionale. Nonostante questo severo controllo qualche avventuriero, sperando di farla franca, si dà da fare per mettere in vendita articoli del genere che fino a qualche tempo fa forniva un gettito non indifferente, soprattutto da parte dei paesi esteri, America in primis.

 

A dare man forte agli organi di vigilanza e di repressione del commercio illegale, è sorta una associazione denominata Telefono Antiplagio , osservatorio di controllo attento alle vendite online, per cui ha preso il nome di "Telefono Anti-ebay" la quale si è attivata circa un mese fa per denunciare la messa all'asta, appunto su eBay, di tre pezzi archeologici ad un prezzo non certo modesto. Si parla di cifre che si aggirano su una base d'asta di $ 9.000. Ovviamente l'intervento dgli organi di controllo è stato immediato con le conseguenze prevedibili.

 

Il caso è stato reso noto dalla rivista Punto Informatico, dalla quale riprendiamo tutti i dettagli della vicenda.

 

Ecco qual è stato il commento di un amico canadese dopo aver appreso la notizia:

"... I wonder if they care about the proliferation of fakes being offered on eBay as well ..." ( Mi domando se si preoccupano allo stesso modo anche della proliferazione di falsi che vengono offerti in vendita su eBay)

 

Considerazione che mi sembra quanto mai pertinente.

 

 

 da Punto Informatico:

Telefono Antiebay, osservatorio di Telefono Antiplagio sulle compravendite online, ha annunciato di aver inviato una segnalazione al Ministro per le Attività ed i Beni Culturali, Francesco Rutelli sulla vendita all'incanto di reperti archeologici su eBay.



Sono tre, in particolare, i link individuati dall'associazione che presenterebbero aste non in regola con la legge. "La normativa italiana - si legge in una nota - prevede che se non si è in grado di dimostrare la legittima provenienza dei reperti (non basta la ricevuta fiscale del venditore, né quella della vincita all'asta) è obbligatorio comunicare al Ministero per le Attività ed i Beni Culturali o alla Sovrintendenza di appartenenza l'avvenuto acquisto, presentando l'oggetto da far visionare ad un archeologo, con due fotografie, insieme alle ricevute della compravendita. Dopo di che sarà rilasciata autorizzazione scritta a possedere il bene. Se non si segue questa procedura, chiunque puo' essere denunciato per ricettazione ed omissione di comunicazione all'autorità competente".

Gli oggetti nel mirino dell'associazione si trovano qui, qui e qui. Si tratta cioè di oggetti che i venditori descrivono come "pezzi della Valle dei Templi di Agrigento - Tempio di Ercole", "testa in marmo bianco dell'imperatore Settimio Severo del II o III secolo d.C., con tanto di iscrizione" (base d'asta: 9.000 dollari); "svariati lotti di monete romane".


Secondo Telefono Antiplagio il Ministro dovrebbe informare i Carabinieri della Tutela del patrimonio culturale affinché siano predisposte opportune indagini atte anche all'eventuale rientro in Italia di reperti che dovessero essere stati sottratti illegalmente.



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