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By Latino di Taras66
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Latino di Taras66 guida dal 21-03-2000
Roma ormai è una città in continua evoluzione a causa del continuo recupero di testimonianze del suo passato. L'ultima in ordine di tempo, per quanto riguarda il recupero, anche se non totale, è la casa di Augusto a riaprire dopo anni di lavori. Per la precisione si tratta della casa del giovane Ottaviano scoperta già nel 1970, sotto le rovine del palazzo imperiale di Augusto. Sono emerse per ora, del tutto restaurate, quattro stanze del palazzotto originario. Ciò che rappresenterà sicuramente l'attrazione principale per i visitatori sono le stanze affrescate secondo il tipico stile romano, già noto attraverso gli affreschi di altri palazzi esistenti a Roma. Quattro splendidi gioielli dell'arte romana.
Questa notizia è stata diffusa dal giornale ANSA.it di oggi, 8 marzo 2008. Si tratta di quattro stanze affrescate della casa che sorge sul Palatino, aperta al pubblico per la prima volta dopo una serie di interventi necessari per il restauro di tutta la costruzione. Gli esperti ritengono che le stanze, scoperte nel 1970 al di sotto delle rovine del palazzo imperiale di Augusto, erano parte di una casa più piccola nella quale egli viveva quando era ancora Ottaviano (Octavius), il figlio adottivo di Giulio Cesare e non il primo imperatore di Roma. Anche se personalmente sono dell'opinione di coloro che ritengono errata questa attribuzione a Ottaviano. O almeno, se fu acclamato imperatore, di fatto non lo fu mai. Ma questa è una questione che ciascuno può accertare e approfondire studiandosi con calma i vari documenti.
Ritornando alla descrizione delle stanze recuperate e restaurate, a quanto riporta il servizio di ANSA, le quattro stanze sopravvissute di un edificio a due piani, sono una stanza da pranzo, una stanza da letto ed un'ampio ingresso sul piano-terra, oltre a un piccolo studio al piano superiore.
Le stanze prive di finestre ricevevavno luce da un ingresso che un tempo si affacciava su dei giardini piuttosto estesi, ma ora è tagliato fuori da un muro che risale al tempo di Nerone (37-68 d.C.). Vari frammenti degli affreschi trovati sparsi sul pavimento dagli archeologi sono stati rimessi a posto con molta fatica durante i lavori di restauro costati 1,5 milioni di €.
Gli esperti affermano che gli affreschi sono fra gli esemplari più splendidi di pareti dipinte romane, al pari di quelli attualmente ospitati nel Museo Nazionale di Roma a Palazzo Massimo e di quelli trovati nella casa di Livia, moglie di Augusto. Sono programmate delle visite guidate a pagamento alla casa, inclusa nel percorso che comprende il Foro Romano, il Colosseo e il Palatino. Con un'avvertenza per i visitatori: soltanto cinque persone per volta potranno visitare le stanze a causa delle loro dimensioni alquanto ristrette, oltre alla fragilità degli affreschi.
La casa di Augusto ha continuato per anni a mettere in luce nuove scoperte, ma tuttora la maggior parte degli scavi non sono accessibili ai visitatori. In novembre dello scorso anno, se n'è parlato diffusamente sui giornali di tutto il mondo, gli archeologi hanno scoperto una grotta molto al di sotto del palazzo che si ritiene possa essere stato il tempio dove gli antichi Romani veneravano Romolo, il fondatore della città.
L'anno venturo gli archeologi sperano di aprire al pubblico il luogo di riposo di Augusto, in sostanza ciò che una volta era un maestoso mausoleo in marmo bianco, ora è enorme rudere in una piazza di Roma dell'ex era fascista. Per la cronaca, Augusto, primo imperatore di Roma e architetto della famosa "PAX ROMANA", iniziò la costruzione del mausoleo nel 28 a. C. dopo aver visto il mausoleo di Alessandro il Grande in Egitto. Egli fu sepolto nella sua creazione nell'anno 14 d.C., e dopo di lui molti altri imperatori e persone a loro care furono sepolte in nicchie della costruzione. C'è un progetto del costo di 20 milioni di € per il restauro del monumento in rovina e il contemporaneo cambio di stile della piazza nella quale esso sorge.
Insomma Roma è tutta interessata da una serie di progetti e cantieri per ridare nuova vita ai tesori nascosti e a quelli dimenticati da tempo, come questo mausoleo abbandonato. Un tempo si parlava della fabbrica di San Pietro, come un edificio interminabile, sempre alle prese con architetti, ingegneri e operai. Ora è l'intera Roma ad essere diventata una fabbrica sempre aperta. E' proprio uno strano destino di questa città che, per essere eterna, deve sottoporsi continuamente alle cure di squadre di operai e scavatori.