Prodotti pompeiani d'epoca in mostra

Già eravamo al corrente dei cibi, dei frutti e persino degli ortaggi e delle erbe aromatiche adoperate dagli abitanti di Pompei in passato. Ma ora è stato compiuto il miracolo di far crescere e riprodurre le piante di cui si conosceva la specie solo attraverso le pitture e gli affreschi riemersi a Pompei. Una equipe di specialisti ha operato questo miracolo e la soprintendenza archeologica ha organizzato in questi giorni addirittura una mostra dal vivo di tutti questi prodotti in un apposito giardino aperto al pubblico.

PRODOTTI POMPEIANI D’EPOCA IN MOSTRA

Pompei non finisce mai di stupire con le sue straordinarie sorprese da quando è stata aperta al mondo moderno con le sue bellezze artistiche ritornate a rivivere dopo il silenzio di secoli. Un’altra interessante notizia ci perviene dal giornale online ANSA, che ci mette al corrente di una recentissima iniziativa della soprintendenza archeologica di Pompei, che ha preso il via il 18 marzo 2008. Si tratta di una mostra di prodotti tipici della campagna pompeiana antica, ottenuti con un paziente lavoro di recupero svolto da un team di archeologi, biologi, botanici e storici sui campioni estratti dal cumulo di cenere e materiale di ciò che l’eruzione del Vesuvio aveva riversato sul territorio di Pompei e dintorni, seppellendo ogni cosa.

Alberi da frutto, ortaggi, erbe medicinali e piante sacre che un tempo crescevano nei giardini di Pompei sono ritornate a far bella mostra di sé in un giardino di 800 metri quadri del sito archeologico che sarà aperto ai visitatori in questi giorni e ogni anno con l’inizio della primavera.

La biologa alla guida del team, Anna Maria Ciarallo, ha dichiarato che sono state sfruttate varie fonti per riuscire a scoprire che cosa piantassero i Pompeiani dal pollice verde prima che la città fosse distrutta dalla cenere e dagli incendi provocati dal Vesuvio. Un’analisi approfondita dei testi romani ha dimostrato che Pompei era famosa specialmente per i suoi vini, le cipolle e i cavoli, mentre i dipinti sulle pareti delle case hanno rivelato anche dettagli sulle piante preferite. Tuttavia, poiché le pitture murali talvolta prendevano ispirazione da ambienti esclusivi, quali le corti reali, la Ciarallo ha spiegato che queste non sempre potevano essere affidabili per dare un quadro esatto dei giardini pompeiani.

“Negli affreschi si possono ritrovare specie che potrebbero non aver fatto parte della flora locale, quali gli alberi di arance, di mango, o di thuja africana,” ha spiegato la Ciarallo.” “Il fattore determinante per capire la vita delle piante locali è pertanto l’analisi dei resti delle piante che sono sopravvissute fino ad oggi, come il legno, il polline, i semi e i frutti, dai quali noi siamo stati in grado di creare una lunga lista di specie note a Pompei,” essa ci ha dichiarato.

Quindi segue un denso elenco di frutti, ortaggi ed erbe aromatiche cui è stato dedicato un ambiente particolare per la loro crescita. Si tratta di un giardino diviso in due settori diversi, contrassegnati con cartellini indicativi bilingui, cioè in italiano e inglese, che rimarrà aperto fino al 2 giugno. Prodotti e semi del giardino nel frattempo saranno posti in vendita nel rinnovato negozio da erborista aperto nel sito. Per la cronaca, questo è il secondo giardino sviluppato dal team della Ciarallo fra le rovine di Pompei.

Cinque anni fa il team ricreò un giardino di 4000 metri quadri annesso alla “Casa del profumiere” della città. Ciò portò alla vendita di balsami, essenze e cosmetici nell’edificio adiacente. Violette, rose, gigli, basilico, ruta, anice, origano e limoni furono solo alcune delle piante coltivate nel giardino, anche il profumiere locale faceva uso di ingredienti più esotici di importazione.

Fra l’altro, il gruppo interdisciplinare ha portato avanti con successo il tentativo di riprodurre per la prima volta al mondo dell’antico vino tipico dei Romani. Il progetto, ora all’ottavo anno di attività, impiega uva del vigneto esistente nella “Casa della Fontana“. Il vino rosso-rubino, molto corposo, ha preso il nome da una delle più famose attrazioni della città sepolta, “Villa dei Misteri“.

In conclusione Pompei rimane come un grande palcoscenico del mondo antico-romano dove è possibile ritrovare tutto quello che riguarda il passato, persino i profumi e i sapori di un tempo. Caratteristica questa, che ne fa una città risorta, viva ed attiva, ricca di attrattive e tesori di ogni genere.

Posted by david meadows on Mar-23-08 at 5:48 PM

Grazie, David, per la segnalazione

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Pubblicato il domenica 30 marzo 2008 in: Civiltà Romana

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