A cura di Taras66
Pubblicato il 08/04/2008
Che il New York Times sia un giornale da sempre impegnato su tutti fronti, della politica come della cultura, delle scienze come dell'arte e così via, non è una novità. Per quanto riguarda l'Italia, poi, il NYT ha sempre avuto un occhio di riguardo. Ecco l'ultimo servizio sul nostro paese e sui suoi mali per quanto riguarda il settore dei beni culturali, e in particolare sulla situazione della Via Appia nella quale emergono colossali disfunzioni e infrazioni alle leggi esistenti. Un servizio che mette in luce quanto ancora ci sia da fare nel settore archeologico per frenare l'abusivismo edilizio e il degrado del nostro patrimonio culturale.
Il New York Times si è sempre contraddistinto per il suo impegno nel campo della cultura, della politica, delle scienze, delle arti e così via. Ma si deve aggiungere che il suo impegno e l'attenzione particolare che il giornale dedica all'Italia sono eccezionali. Prova ne sono i vari servizi apparsi attraverso gli anni, passati e recenti, sulla mafia, sulla politica, sulla società italiana e, non ultima la situazione dei beni archeologici nel nostro paese. Quest'ultimo servizio del 5 aprile scorso, inviato dal suo corrispondente da Roma, Elisabetta Povoledo, è l'ennesima testimonianza che l'Italia viene tenuta costantemente sotto osservazione, beninteso non per accusarla o denigrarla per i mali che l'affliggono, ma direi piuttosto per un senso di rammarico per quanto cade sotto gli occhi di un qualsiasi cittadino, italiano o straniero che sia. In questo caso l'occhio critico del corrispondente, aiutato da vari funzionari italiani del Ministero Beni culturali, ha fotografato la situazione attuale della Via Appia, una delle più antiche strade romane, che percorre la nostra penisola dal centro al sud, cioè da Roma a Brindisi.
Sono emerse delle disfunzioni e delle anomalie molto evidenti, per non dire illegalità clamorose, nonostante siano in vigore delle leggi molto precise che proteggono i beni archeologici del nostro paese. Non vi traduco per intero il servizio in lingua inglese, considerata la sua lunghezza, ma non posso fare a meno di citarne i passi che a me sembrano molto significativi. Eccone qualcuno, proprio all'inizio dell'articolo.
The abundance of monuments on the Appian Way, like the tomb of Cecilia Metella, above, has not deterred unregulated growth.
“Look at this!” bristled Rita Paris, the Italian state archaeological official responsible for the Appian Way, peering through a weathered bamboo screen lining the road while bumpily maneuvering her car through a patch of uneven ancient stones. “You can bet that it was once a canopy that was walled in and transformed into a home.”
A bit farther on she fumed about a plant nursery that had become a restaurant (without planning permission), a cistern that had morphed into a swimming pool, and the new villas tacked on to ancient monuments. Several are rented out for wedding receptions or society balls, which makes for a steady stream of traffic — and occasionally, “fireworks,” Ms. Paris said with a shudder.
L'abbondanza di monumenti sulla Via Appia, come la tomba di Cecilia Metella, qui sopra, non ha per nulla impedito lo sviluppo senza regole.
"Guarda questo", indicò tutta agitata Rita Paris, funzionario del settore archeologico dello Stato addetto alla Via Appia, scrutando attraverso una cortina di canne scolorite allineata lungo la strada mentre guidava la sua auto attraverso un sentiero di antiche pietre irregolari. "Si può scommettere che una volta questo era un canopo (una specie di baldacchino funerario) che è stato murato e trasformato in una casa."
Pochi passi più in là, lei si agitò tutta dinanzi ad una costruzione un tempo adibita a giardino d'infanzia che è diventata un ristorante (senza alcuna licenza di costruzione), una cisterna che è diventata una piscina, e le nuove ville addossate a monumenti antichi. Molte sono date in affitto per ricevimenti di nozze o balli di società, cosa che contribuisce notevolmente ad un intenso traffico stradale , e in qualche occasione si hanno anche i fuochi d'artificio, disse la signora Paris con un fremito.
Il servizio si diffonde poi sulle vicende passate della Via, dagli inizi quando cioè i Romani seppellivano i loro defunti nelle tombe allineate lungo la strada al di fuori delle mura della città, come imponevano le antiche leggi di Roma. Un autentico boom si ebbe negli anni '60, quando Roma diventò la nuova Hollywood, e masse di star del cinema si affollavano nella città, che oggigiorno offre asilo ai nuovi ricchi.
Ma ecco un altro atteggiamento di rabbia colto dalla giornalista durante la sua intervista ad un'archeologa.
But these days some residents seem indifferent to the roadway’s archaeologically rich past, said Livia Giammichele, an archaeologist who, like Ms. Paris, has been waging a campaign against denizens whom she describes as “neo-barbarians.” They “don’t always realize that they’re living in special conditions,” she said.
What especially galls the archaeologists who monitor the thoroughfare, which was begun in 312 B.C. by the censor Appius Claudius Caecus, is that several laws govern the Appian Way, at least on paper.
In questi giorni alcuni residenti sembrano indifferenti nei riguardi del passato della strada ricca dal punto di vista archeologico, ha dichiarato Livia Giammichele, un'archeologa che, a somiglianza della signora Paris, è stata la promotrice di una campagna contro i frequentatori che lei classifica come "neo-barbari." Essi "non sempre si rendono conto che ora essi stanno vivendo in condizioni del tutto speciali," ha affermato. Il fatto che principalmente indispettisce gli archeologi che tengono sotto controllo tutta l'intera arteria, che fu inaugurata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, è che vi sono molte leggi che proteggono la Via Appia, almeno sulla carta.
Il servizio prosegue con l'elenco di alcune iniziative poste in essere in passato per valorizzare il parco, fra cui la legge della Regione Lazio del 1988 che istituiva il Parco dell'Appia Antica. Tecnicamente questo comporta la protezione assoluta dell'area, al fine di conservarne l'habitat naturale. L'abbondanza di monumenti antichi, sia quelli visibili, come la tomba di Cecilia Metella o le catacombe, sia quelle non visibili, per il semplice fatto che esse si trovano all'interno di proprietà privata, dovrebbe anche precludere uno sviluppo al di fuori delle norme in base alla legge italiana.
Purtroppo la realtà è molto più complessa. L'area del parco è molto vasta e quindi difficile da monitorare. In alcuni tratti al di fuori della città "vi sono atti di vandalismo quasi ogni notte," ha detto la signora Paris. Per di più, oltre il 90% del parco è ancora proprietà privata. A complicare le cose sono intervenuti vari condoni per le costruzioni illegali approvati dal governo sin dal 1980. E ovviamente i critici deplorano che i vari condoni per gli abusi del passato non abbiano avuto altro effetto che incoraggiare maggiormente le costruzioni illegali.
Il servizio si addentra in un esame dei vari problemi burocratici che si intrecciano fra loro, per esempio i conflitti di competenze fra le varie amministrazioni che rendono ancor più complesso il lavoro di sorveglianza da parte dei tutori del patrimonio archeologico. Viene anche citata l'attività dell'ultimo ministro dei Beni Culturale ed i suoi successi, fra cui l'acquisto da parte dello Stato di alcune proprietà poste in vendita sulla Via Appia. Nel 2002 infatti lo Stato ha acquistato una grande villa nell'area denominata la Fattoria di Capo di Bove, nei giardini della quale sono stati effettuati degli scavi che hanno portato alla luce un intero complesso termale di oltre 50 stanze. Ed ancora, più di recente, il Ministero dei Beni Culturali ha proceduto all'acquisto, con successivo tempestivo restauro della chiesa di Santa Maria Nova, che confina con la spettacolare villa dei Quintili del II secolo d.C. Purtroppo, ecco che la solita situazione deficitaria dal punto di vista dei finanziamenti, tutta italiana, ha portato alla sospensione dei lavori.
Nel suo servizio la giornalista ha tenuto conto anche del punto di vista dei residenti della zona, fra cui il proprietario di un famoso ristorante, il sig. Magnanini, il quale afferma che è d'accordo con l'attività dei funzionari addetti alla protezione dell'area, ma essi dovrebbero essere più accomodanti, e non dovrebbero guardare le cose con gli occhi di un gendarme. A suo parere, infatti, con l'apertura del ristorante egli ha dato nuova vita a qualcosa che era stata abbandonata, perché "noi abbiamo accolto un monumento che poteva rimanere al chiuso di una casa privata, e l'abbiamo esposto al pubblico, Tutti possono venire e guardarlo, senza essere obbligati a ordinare un piatto di pasta."
Arroganza? Faccia di bronzo, o cos'altro?