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Teatro & Segnalazioni

I Nobili ignoti

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 10/09/2006

Conosciamo perfettamente tutti i volti della tv, mentre sconosciamo quelli che fanno grande il Teatro Italiano

foto intervento

Il mestiere dell'attore di teatro, purtroppo rischia di non poter più essere chiamato così... un mestiere. I mestieri pagano e ti permettono di vivere con quello che sei capace di dare e donare al pubblico che ti segue. Una problematica che la vostra Guida Lavorare nello Spettacolo vuole affrontare con iniziative da realizzare entro fine anno a Roma. Nel contempo analizziamo il problema con gli occhi di un'artista, la nostra Luisa Ricci che ci scrive ormai regolarmente:


""Facciamo un piccolo test, un “who is who” dei personaggi del panorama italiano:
Costantino, Floriana, Filippo e Katia, Patrick, Jonathan, Kledi, Garrison...Basta solo il nome per evocare questi personaggi da discount della televisione, tutta Italia conosce le loro facce - al di là del giudizio sulle loro discutibili qualità artistiche, se solo se ne riuscisse a individuare almeno una.
Un po’ più difficile:
Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Francesca Inaudi, Pierfrancesco Favino, Giovanna Mezzogiorno ... volti noti del cinema italiano, ma per sapere di chi stiamo parlando abbiamo bisogno di specificare il cognome, a volte dobbiamo anche accompagnare la descrizione con frasi tipo “Dai, quello che ha fatto ‘I cento passi’!”.
Per i virtuosi di “Chi vuol esser milionario”:
Marco Foschi, Fausto Russo Alesi, Monica Piseddu, Michela Cescon, Manuela Mandracchia, Filippo Timi, Enzo Curcurù.... potrei andare avanti per ore e sono certa che, tranne gli addetti ai lavori e le rispettive mamme, nessuno sarebbe in grado di identificare questi nobili sconosciuti nemmeno se fossero allegati foto segnaletica e codice fiscale di ciascuno. Pazienza, tanto in palio non c’era nulla.
Questo è il destino dell’attore di teatro.


Le persone appena nominate sono alcuni tra i più talentuosi giovani attori della realtà teatrale italiana, che hanno acquisito il mestiere con anni di studio ed esperienza, interpreti noti e molto stimati dalla critica e dal pubblico più attento, ma pressoché sconosciuti alla massa mediatica poiché non costantemente presenti come ospiti della De Filippi o come approssimativi personaggi di “Un posto al sole”.
Grande paradosso: il professionismo e la ricerca della qualità (per non parlare della paga!) sembrano essere inversamente proporzionali al grado di notorietà dell’attore, così mentre il grande pubblico assimila i prodotti scadenti e mal recitati che la televisione continua a propinare - fortunatamente alcune fiction sono di qualità sempre più pregevole anche perchè ospitano attori che spesso provengono dalla prosa -, in qualche teatro più o meno grande si cerca di creare, di emozionare, di avvicinarsi all’ “arte” (da intendersi come alta espressione di “artigianato”, non come mera categoria estetica). Ma di questo se ne accorgerà, ahimè, solo una manciata di spettatori a sera... eppure l’esiguo riconoscimento è appagante per l’attore che ha scelto l’impervia strada del teatro, a discapito di notorietà e conto in banca, ma col guadagno di quel calore che solo un pubblico in carne e ossa può donare.""

 

(nella foto Marco Foschi)

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