Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 20/09/2006
Pupi e pupari, Mimmo Citicchio forse l'ultimo della tradizione dei "Pupi Siciliani".
Continuiamo a parlare dei Pupi e di un Puparo specialissimo… Mimmo Cuticchio.
Piccola premessa, la foto pubblicata nel numero precedente ritrae una marionetta senza fili, potrebbe sembrare un pupo perché ha una corazza, come i pupi, ma le articolazioni sono di una marionetta, e anche le dimensioni reali, sui 40 cm di altezza.
Tornando a parlare dei Pupi, è fondamentale dire che Mimmo Cuticchio, figlio d’arte, è anche e soprattutto drammaturgo. Scrive avendo interiorizzato tutto il gigantesco repertorio dei Cunti, i racconti delle gesta dei Paladini di Francia, tradizione antica. Il Cunto era una forma di spettacolo viaggiante. Il cuntista una specie di cantastorie, ognuno con il suo repertorio di storie, dei veri e propri cicli di racconti che duravano anni e anni! La lingua del Cuntista una lingua ricreata da ciascuno, tra dialetto locale e parole sentite in giro e riproposte in un italiano deformato.
Chi pensasse ingenuamente che i serial e le telenovelas fossero generi d’importazione si ricreda. Gli stessi foilletton, romanzi pubblicati a puntate nei quotidiani di fine Ottocento, affondano le proprie radici nell’insaziabile necessità umana di ascoltare storie e narrazioni fantastiche.
Mimmo è partito da questo punto fermo, affascinandoci con la tecnica del suo racconto, ritmico e ipnotico.
Il cunto l’ha appreso attraverso gli anni vissuti con Tommaso da Celano, ultimo storico cuntista siciliano. Perfezionandolo e superando il maestro, in anni ed anni di studi ed esperienze, in giro per il mondo.
Partendo dalla tradizione, ha costruito una sua drammaturgia, unica e strettamente legata a doppio filo al suo autore.
Quando vedo i suoi spettacoli, spesso in spazi spogli, una luce bianca su di lui, resto catturata dalla sua capacità affabulatoria. Con la voce, i gesti, con la mitica spada di legno del suo maestro, all’improvviso si materializzano davanti ai miei occhi battaglie, soldati ottomani feroci, scatenati contro i paladini, che combattono strenuamente. Vedo il sangue, la polvere, la confusione, vedo le stille di sudore, le ferite, sento il digrignare dei denti dei combattenti…
Quello che fa Mimmo è andare in uno spazio dove la memoria ancestrale si sposa con la nostra fantasia. E’ uno sciamano. E se non si fosse capito, adoro vederlo in scena.
Ora che si riconosce che il teatro di narrazione è Teatro con la T maiuscola, è bene se ne conoscano le radici. Marco Paolini, Ascanio Celestini, e tutti gli artisti-narratori, pur nella loro diversità e varietà, sono un po’ figli dei cuntisti e fratelli di Mimmo Cuticchio …
Attenzione cosa succede il 30 settembre…
( nella foto di Luigi Nifosì Mimmo Cuticchio il Maestro Puparo )
( articolo di Susanna Gianpistone )