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Recensioni Cinema

The black Dahlia

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 04/10/2006

Sul grande schermo un nuovo film tratto dalla mano del geniale James Ellroy, consigliato però a chi non ha letto il romanzo...

foto intervento

Titolo originale: The black Dahlia
Nazione: U.S.A., Bulgaria
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 120'
Regia: Brian De Palma
Sito ufficiale: www.theblackdahliamovie.net 
Cast: Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Hilary Swank, Aaron Eckhart, Mia Kirshner, Noel Arthur, Judith Benezra, Mike Starr, Fiona Shaw
Produzione: Millennium Films Inc., Signature Pictures
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 29 Settembre 2006 (cinema) Venezia 2006

 

Sul grande schermo un nuovo film tratto dalla mano del geniale James Ellroy, consigliato però a chi non ha letto il romanzo...
THE BLACK DAHLIA
di Brian De Palma
La regola è ancora una volta confermata: mai leggere il libro se non ti vuoi rovinare il film e mai vedere il film se non vuoi rovinarti il libro. Questo vale anche per The Black Dahlia tratta dall'omonimo romanzo di James Ellroy.
La pellicola è buona; ottimi costumi, perfetta scenografia e ambientazione tipicamente anni '40/'50, attori perfetti per il ruolo (soprattutto Hartnett ancora una volta una rivelazione!), ma non è il libro. L'ossessione per la Dalia Nera, la giovane donna al centro della narrazione trovata morta orribilmente mutilata, così presente nel libro non traspare mai nel film; Parker e J. Friedman, lo sceneggiatore, hanno voluto dare un taglio differente alla pellicola ponendo come punto focale il complesso rapporto tra i due poliziotti protagonisti, due ex pugili: Bucky e Lee, soprannominati Fuoco e Ghiaccio, innamorati della stessa donna (una splendida Scarlett Johannson), e la crescente attrazione di Bucky verso la dark Madeleine (che nel film addirittura cambia il cognome da Sprague a Linscott). La trama del lungo ed avvincente romanzo viene rispettata fino alla fine del primo tempo per poi essere trasformata in tutt'altro, ovvero in una sorta di ibrido tra thriller ed film drammatico-esistenzialista; manca completamente la suspense, al contrario pressante nel romanzo, e la forza, talvolta la violenza, della parola di Ellroy si percepisce solo a sprazzi, ma tutto questo può essere solo colto solo dal lettore che, dopo il libro, vede il film, diversamente un comune ed ignaro spettatore apprezzerà la meticolosità nella ricostruzione dell'atmosfera del periodo e la trama pur sempre piacevole e scorrevole.
Dovuta la citazione ad una eccezionale Fiona Shaw nel ruolo di Ramona Linscott.

 

( articolo di Selene Coccato )

 

 

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