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By Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro
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Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro guida dal 14-09-2006
L'utilizzo dei pupazzi e le tecnologie moderne.
Ci sono pupazzi e pupazzi!
Per chi non mi avesse già letto, lo rimando all’articolo “Dalle ombre al bunraku passando per i burattini” che trovate nella lista degli articoli già pubblicati. Chi invece già s’intende del settore Teatro di figura, prosegua tranquillamente…
Dicevamo in quanti campi dello spettacolo, della televisione e della pubblicità vengono usati oggetti animabili…ad esempio le campagne dei sofficini ( vedi foto lato ), quelle dei numeri telefonici per avere informazioni, quei pupazzoni rossi con gambe e braccia come lunghe stecche ( in effetti sono proprio delle lunghe stecche)… bene. Nell’ambito musicale poi non si riescono neppure a contare gli interventi di animatori e creatori di animatronics. Ricorderete il videoclip degli Articolo 31 e il loro pupazzi mattacchioni!
Certo, con l’uso delle tecnologie digitali i pupazzi riescono a fare cose che prima erano impensabili e si creano continuamente nuovi ibridi. Ad esempio le teste dei cantanti vengono digitalmente incollate su corpi di pupazzi, magari mossi a passo uno… vado troppo veloce? Sapete cos’è il passo uno?
Una cosa semplicissima. Come saprete l’illusione del movimento nel cinema viene data dalla memoria retinica, il nostro occhio mantiene la percezione della visione di un fotogramma per un certo tempo, un susseguirsi di immagini preciso, 24 fotogrammi al secondo, ci danno l’illusione perfetta di un movimento reale. Ecco, il passo uno è costituito da una serie di fotogrammi ripresi da una camera speciale, che scatta un fotogramma per volta, l’oggetto ( di plastilina o altro) viene mosso dopo ogni scatto della camera, finchè, di 24 in 24 fotogrammi, si crea l’effetto realtà e le creature animate diventano vere. “Galline in fuga” per intenderci, è stato girato a passo uno.
Ricorderete il vecchio Topo Gigio, ecco il topo in questione è animato da almeno tre persone contemporaneamente ( non è quindi un animatronics), vestite di nero ( cappuccio compreso) su fondale nero, inoltre la luce, se ci avete fatto caso, illumina radente solo il pupazzo e le scene sono tutte parallele a lui, niente sul fondo, perché il fondo non c’è! Questo tipo di animazione è detto chromakey.
I pupazzi rossi della campagna telefonica sono mossi tramite più tecniche e non sono solo due, ne vengono costruiti diversi, tutti uguali, a secondo del campo di ripresa della telecamera. Se mossi in primo piano avranno la mano dell’operatore nella bocca, se in campo lungo probabilmente saranno mossi da fili da pesca, facendo molta attenzione a non far battere la luce sui fili, oppure in cromakey, poi col digitale viene sostituito il fondale, incollandoci quello richiesto dalla sceneggiatura.
La prossima volta vi parlerò della vecchia pubblicità di un digestivo che digestimolava i consumatori, divertendo da matti i bambini… e della sua meravigliosa pubblicità!
( articolo di Susanna Gianpistone )