Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 11/10/2006
L’anteprima di Il Conte di Montecristo – il musical che vede i testi di Robert Steiner, le musiche del M° Francesco Marchetti e la regia illustre di Gino Landi, è stata una serata particolare, in cui la sola versione concertistica di quello che promette essere un musical epico, ha saputo regalare uno spettacolo coinvolgente, sempre emozionante e a tratti struggente.
L’anteprima di Il Conte di Montecristo – il musical che vede i testi di Robert Steiner, le musiche del M° Francesco Marchetti e la regia illustre di Gino Landi, è stata una serata particolare, in cui la sola versione concertistica di quello che promette essere un musical epico, ha saputo regalare uno spettacolo coinvolgente, sempre emozionante e a tratti struggente.
Il cast, ridotto a ‘soli’ 13 solisti spiccava, oltre che per la professionalità degli interpreti (non dimentichiamo che sul palco c’erano alcuni tra i protagonisti dei grandi musicals andati in scena in Italia e all’estero) anche per quella essenziale componente di team che sono le affinità elettive.
Tutto il cast meriterebbe menzioni ma ne abbiamo scelti, per rigor di spazio, solo alcuni. La voce calda e potente di Robert Steiner ha reso Montecristo vibrante di passione, vendetta e amore, accanto ad una dolcissima Stefania Fratepietro Mercedes, vincitrice del premio IMTA (Italian Musical Theater Award) come miglior interprete di musicals. Toccante e graffiante Claudio Compagno che con anima ha dato vita a due personaggi tra loro molto diversi, l’abate Faria e il servitore di Montecristo, Bertuccio.
Ma tutto il musical, difficile definirlo solo ‘concerto’ è stato un susseguirsi di momenti esilaranti, tormentati, cinici e spettacolari. Sin dalla prima scena del Pharaon si percepisce uno spettacolo che sarà corale per passione e scene ma forte al contempo di ricche individualità per personaggi chiaramente caratterizzati e decisamente umani.
Il tutto con sfondo della corale ‘la Rugiada’ composta da oltre 35 elementi e dalla compagnia di acrobati ‘Lunaif’ che hanno saputo improvvisamente stupire il folto pubblico in sala.
Un concerto sì ma che ha visto la contemporanea presenza, a tratti, di più di 50 interpreti in scena, che ha visto i personaggi delle pagine di Dumas farsi uomini sul palco, le cui vicende sono comunque risultate agevoli da seguire, grazie sia ad un’adeguato adattamento di testi sia ad un narratore d’eccezione quale Stefano De Sando, noto doppiatore.
Uno spettacolo in grado perciò di rimanere nel cuore e nelle orecchie che lascia sicuramente assaporare l’attesa per il musical vero e proprio che preannuncia essere una perla rara.