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Dalle ombre al Bunraku passando per i burattini

Da Fusako Yusaki alle arti multimediali

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 14/10/2006

Da Fusako Yusaki alle arti multimediali ( partendo dal carosello? Incredibile!) C’era una volta il carosello, bellissimo intrattenimento e divertimento per bimbi sotto i dieci anni.

foto intervento

C’era una volta il carosello, bellissimo intrattenimento e divertimento per bimbi sotto i dieci anni.
Nato negli anni della tv in bianco e nero ci lasciò tristemente un mese prima che la tv diventasse a colori. Ma per muovere la fantasia i colori non sono strettamente necessari e una piccola giapponese, ci lasciava incollata al video per tutta la durata della pubblicità di un digestivo, il Fernet B***. Questa meravigliosa artista, famosa a livello europeo è Fusako Yusaki ( foto a lato ). L’avrete sicuramente vista, parlo dei più giovani di voi, all’Albero Azzurro, trasmissione per i bambini in età prescolare, costruire con le sue mani sapienti, ogni genere di cosa possibile. Prima a portare in Italia il passo uno, tecnica detta anche stop motion con le sculture trasformiste in plastilina. L’ho conosciuta una ventina di anni fa, forse di più, al Festival internazionale “Arrivano dal mare!” evento che ospita il meglio del teatro di figura e sperimentale a livello mondiale.


Piccola, cerimoniosa e sorridente come tutti i giapponesi, accolse i mie sperticati complimenti per la sua arte con pudore e semplicità. Le chiesi come le venissero in mente tutte quelle strane creature, le forme fantasiose, come creava un epilogo ad ogni episodio. Lei mi disse che stava ore ed ore a filmare, frame by frame ( passo uno) con la plastilina, su una lastra di vetro, sotto le luci. Che inventava lì per lì e non poteva assolutamente permettersi di sbagliare perché avrebbe significato ricominciare tutto daccapo!
Come una jazzista con le note, con le sue abili mani creava inventando sul momento…Forse l’avrete viste, parlo delle sue creature, in qualcuno dei programmi Rai che ridanno vita agli archivi, caroselli compresi. Ma il passo uno, o lo stop motion, come volete chiamarlo, nasce negli anni venti del secolo scorso, con i film di fantascienza in cui si fronteggiano giganteschi mostri…in realtà creaturine indifese di pochi centimetri, in plastilina.


Questi gli antenati di “Galline in fuga”, “La sposa cadavere”, “Wallace e Gromit” in tutte le sue varie declinazioni, qualcosa che nella rete ha milioni di contatti e link.
E’ la fantasia umana che genera tutto, e per dare forma alle sue fantasie crea cose nuove, sempre partendo da due elementi: la sapienza (delle mani in questo caso), l’imitazione di ciò che conosce meglio, se stesso e il mondo che lo circonda.
Ma l’arte non deve essere riproduzione della natura, bensì interpretazione della poesia in essa contenuta. Così si può arrivare alla tv come Flux, canale sperimentale che v’invito a visitare cercando tra un canale televisivo e l’altro, e alle arti multimediali, dove tutto incontra tutto, generando nuovi linguaggi dell’arte.
Bene! Allora i compiti per casa li avete ( scherzo!)… alla prossima!

 

( articolo di Susanna Gianpistone )

 

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